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L’export digitale non passa solo dall’e-commerce

In un recente articolo apparso sul Sole24Ore, l’Export Digitale viene definito come “l’uso dell’e-commerce anche per la vendita all’estero dei propri prodotti ma è una descrizione esatta?

A mio parere, direi che è piuttosto parziale e limitante. Una più precisa definizione è quella data dall’ultimo Osservatorio Export del Politecnico di Milano, che suddivide l’export digitale in due diversi tipi di canali di entrata al mercato:

  • Canale diretto, ovvero gestito da operatore con ragione sociale italiana, che utilizza come canali di distribuzione commerciale:
    • sito web proprietario;
    • retailer con dominio italiano;
    • marketplace con dominio italiano.
  • Canale indiretto, ovvero gestito da operatore con ragione straniera,  che utilizza come canali di distribuzione commerciale:
    • retailer internazionali;
    • aggregatori internazionali.

Tale distinzione si rileva anche nel volume totale dell’export online dei beni di consumo Made in Italy; il canale diretto rappresenta il 25%, mentre quello indiretto il restante 75%. Non si può dunque ridurre l’Export Digitale esclusivamente all’e-commerce. Sono infatti diversi i canali, anche web, con i quali raggiungere clienti e, soprattutto, rivenditori all’estero.  

I social media, ad esempio, sono un canale web che accorcia la distanza culturale e avvia il processo di internazionalizzazione senza l’utilizzo di budget onerosi. È un enorme bacino di potenziali clienti, che può venire facilmente segmentato grazie agli strumenti di promozione messi a disposizione dalle stesse piattaforme. Facebook ADS, ad esempio, offre un’utile risorsa: il pubblico, ovvero il target di riferimento, quella parte di popolazione che si intende raggiungere la comunicazione. Quest’ultimo si può creare attraverso l’utilizzo del “pubblico salvato”, che è generato dalle informazioni raccolte della piattaforma stessa, o partendo da dati già in possesso come:

  • la lista degli utenti iscritti alla newsletter o alla mailing list;
  • le visite sul sito web, attraverso l’utilizzo di un pixel di monitoraggio;
  • le persone che hanno installato e/o utilizzato l’applicazione proprietaria;
  • gli utenti che hanno interagito con contenuti video o compilato form di lead generation.

Questo è solo un esempio delle enormi potenzialità degli strumenti di promozione messi a disposizione dai social network ma non di sola pubblicità vive il cliente. I social media, grazie alla loro natura, portano la comunicazione a un livello personale e personalizzato, dando voce ai prodotti e a coloro che li consumano. Ascoltare e monitorare le conversazioni sui social, rivolgendosi in modo diretto all’audience dei clienti permette di comunicare facilmente e velocemente, moltiplicando le opportunità per creare legami, connessioni e, soprattutto, affari.

Altri canali web che, se utilizzati in modo corretto, aiutano le aziende ad avviare (o anche conservare) la propria presenza sui mercati esteri, sono le Newsletter e le DEM (Direct Email Marketing). La distinzione tra Newsletter e DEM è più che altro legata alla periodicità, alla scelta dei contenuti veicolati e, naturalmente, agli obiettivi che ci si prefigge. La DEM è infatti più simile a una promozione limitata, circoscritta all’esecuzione di precise azioni o in un determinato tempo prestabilito.  La Newsletter è uno strumento principalmente editoriale, viene inviata periodicamente e da un approfondimento costante sui servizi e i prodotti. In alcuni casi la Newsletter ha anche l’obiettivo di trasformare i prospect in clienti veri e propri, attraverso Call-to-Action o inviti alla compilazione di form di contatto.

Come per qualsiasi altra attività di web marketing, è indispensabile possedere le giuste competenze per far si che queste azioni siano vantaggiose per l’azienda. Weevo dal 2012 aiuta le imprese italiane ad entrare nei mercati internazionali con strategie web mirate e adatte al pubblico target. Attraverso la realizzazione di campagne social e advertising, Weevo crea una brand awareness riconoscibile e sostiene i processi di internazionalizzazione delle aziende sul web.

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Fonti:

Gabriele Carboni

Gabriele Carboni

Marketing e Comunicazione, Digital Strategic Planner, Twitter Specialist, Communication Designer, docente, fondatore (uno dei tre) di Weevo, ideatore di Glouk. Co-editore e curatore della rubrica Digital Divide per Il Giornale delle PMI. Strategie web per i mercati esteri: www.weevo.it

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