L’incremento del settore manifatturiero sostiene la forte crescita economica dell’eurozona

 L’incremento del settore manifatturiero sostiene la forte crescita economica dell’eurozona

L’espansione economica dell’eurozona di agosto si è mantenuta forte, come indicato dall’Indice PMI® IHS Markit della Produzione Composita nell’Eurozona finale di agosto che ha eguagliato il valore di luglio con 55.7, in leggero calo rispetto alla recente stima flash di 55.8.

L’attuale andamento indica che la crescita della produzione nel terzo trimestre, per quanto sia leggermente inferiore ai valori record del trimestre precedente, resta tra i valori migliori degli ultimi sette anni. Ad agosto abbiamo assistito a un significativo aumento della produzione manifatturiera, con un tasso di incremento che ha recuperato gran parte dello slancio perso a luglio. La crescita dell’attività del terziario segna invece un rallentamento ai minimi in sette mesi, restando però superiore alla tendenza di lungo termine.

Germania e Irlanda sono state le sole nazioni monitorate dall’indagine ad indicare ad agosto un’accelerazione della crescita della produzione. L’Irlanda ha registrato un forte incremento sia della produzione manifatturiera che dell’attività nel terziario, mentre in Germania la distribuzione della crescita è stata meno uniforme. I volumi di produzione nel settore manifatturiero tedesco sono stati tra i migliori dall’inizio del 2011, mentre la crescita dell’attività nel terziario è stata la più debole tra le cinque nazioni monitorate. I tassi di espansione in Francia, Italia e Spagna sono rallentati, restando tuttavia elevati.

A sostenere l’espansione continua della produzione nell’eurozona è stato l’ulteriore e solido incremento delle nuove commesse, sebbene sia stato il meno significativo degli ultimi sette mesi. Questo rialzo ha a sua volta generato un accumulo di commesse inevase, al quale le nazioni monitorate hanno risposto con una maggiore creazione di posti di lavoro.

Classifica per Paese della crescita della produzione di agosto

Irlanda 58.2 massimo in 3 mesi

Germania 55.8 (flash: 55.7) massimo in 2 mesi

Italia 55.8 minimo in 2 mesi

Spagna 55.3 minimo in 7 mesi

Francia 55.2 (flash: 55.6) minimo in 7 mesi

I posti di lavoro sono aumentati per il trentaquattresimo mese consecutivo ad un tasso di crescita tra i migliori dell’ultimo decennio anche se più lento rispetto al mese di luglio. Il più forte ritmo di assunzione si è avuto in Irlanda, Spagna e Germania mentre in Francia e in Italia i valori di crescita sono stati più modesti. Solo la Spagna ha indicato un ritmo di espansione più sostenuto.

Ad agosto la pressione dei prezzi è accelerata, e l’incremento sia dei prezzi d’acquisto che di vendita è stato il più alto degli ultimi tre mesi. Il tasso di inflazione di ambedue i parametri è comunque rimasto inferiore ai precedenti valori record precedentemente rilevati durante l’anno.

Rispetto al record di maggio, l’ottimismo delle imprese è gradualmente rallentato fino a toccare ad agosto il valore più basso dell’intero anno, restando comunque notevole

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Il tasso di espansione dell’attività del settore terziario dell’eurozona di agosto è rallentato ai minimi in sette mesi con l’Indice PMI® IHS Markit dell’attività economica del terziario nell’ eurozona finale posizionatosi su 54.7. Tale valore indica un rallentamento rispetto a 55.4 registrato a luglio e un leggero calo anche dalla precedente stima flash di 54.9.

Il tasso di crescita della produzione è comunque rimasto tra i migliori degli ultimi sei anni, grazie ai vantaggi che le aziende del settore hanno potuto trarre dall’aumento del flusso dei nuovi ordini. Anche se il tasso di espansione delle nuove commesse è rallentato, facendo registrare il valore minimo in sette mesi, si è comunque mantenuto superiore all’andamento di lungo termine.

L’attività del settore terziario è aumentata in tutte le nazioni monitorate dall’indagine. L’espansione maggiore si è avuta in Irlanda, dove è stata registrata una crescita record in tre mesi. D’altro canto, la crescita è rallentata in Francia, Italia e Spagna, restando comunque al di sopra della media nelle rispettive sequenze in tutti e tre i paesi.

Oltre l’Irlanda, la Germania è stata l’unica altra nazione ad indicare un’accelerazione della crescita. Questo lieve rialzo si è mostrato tuttavia insufficiente a risparmiare alla Germania l’ultimo posto della classifica della crescita PMI del terziario dell’eurozona.

Il maggiore afflusso di ordini nel terziario dell’eurozona ha generato un ulteriore aumento delle commesse inevase, il quindicesimo in altrettanti mesi. Il flusso continuo di nuovi ordini è stato determinante per mantenere alta la fiducia delle imprese, sebbene l’ottimismo sia scivolato ai minimi da novembre dello scorso anno.

Anche la creazione di posti di lavoro ad agosto ha segnato un rallentamento e, pur rimanendo considerevole, ha indicato il più debole tasso di incremento da gennaio a questa parte. Nell’ultima indagine mensile l’occupazione in Germania, Francia, Italia e Irlanda ha mostrato un rallentamento. D’altro canto, i posti di lavoro sono aumentati in Spagna, dove hanno raggiunto l’aumento più significativo degli ultimi dieci anni e il valore migliore da marzo 2007.

Ad agosto la pressione sui prezzi ha segnato un aumento, con un’accelerazione dei tassi di inflazione ai valori record in tre mesi sia per i prezzi di acquisto che di vendita. Salgono a dieci i mesi consecutivi in cui le tariffe del terziario segnano un incremento, mentre la sequenza di incremento dei costi si estende a 93 mesi consecutivi.

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “Nei mesi estivi abbiamo assistito ad una crescita economica dell’eurozona a tassi solo lievemente più moderati rispetto a quelli della scorsa primavera. Gli alti valori del PMI di luglio e agosto suggeriscono che le condizioni sono buone per un alto rendimento del PIL anche nel terzo trimestre, con le indagini che indicano tassi di crescita storicamente assestati sullo 0.6%. Grazie al mantenimento di un forte tasso di crescita anche nel mese di agosto, l’eurozona è sulla strada giusta per raggiungere un incremento del PIL pari al 2.1% nel 2017, che equivale al miglior risultato registrato dal 2007. Ci sono buoni motivi per essere ottimisti sulle possibilità che questa tendenza alla crescita possa continuare: infatti, per quanto gli indicatori sul futuro, come il flusso di nuove commesse e la fiducia delle imprese, siano diminuiti ai livelli di inizio anno, restano comunque elevati al punto da lasciar intendere che un eventuale rallentamento nei prossimi mesi sarà comunque assai modesto. La creazione di posti di lavoro è in qualche modo rallentata, ma resta comunque significativa, lasciandoci intendere che la disoccupazione dell’eurozona continuerà a ridursi, favorendo la fiducia e l’aumento del potere di acquisto dei consumatori. I dati dell’indagine hanno inoltre evidenziato le maggiori pressioni sui prezzi, in concomitanza con la forte ripresa economica. È facile prevedere che, se le condizioni dovessero restare tali, a breve termine, molto probabilmente durante la prossima riunione di ottobre, la BCE potrebbe annunciare l’intenzione di ridurre gli stimoli per il 2018”.

Redazione

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