L’innovazione secondo San Paolo

 L’innovazione secondo San Paolo

Gary-Hamel

[dropcap]I[/dropcap]n questi ultimi tempi si sente spesso parlare di innovazione e se ne fa spesso la chiave per risolvere la crisi. Tra i grandi teorici delle organizzazioni e dell’economia vale la pena di ricordare Schumpeter, che affidava all’innovazione la creazione di valore economico. Secondo lui, infatti, la possibilità di accumulare profitti e di fomentare reali sviluppi sia nelle organizzazioni che a favore del benessere generale e della qualità della vita dipende essenzialmente dal innovazione. Ma Schumpeter parlava essenzialmente di innovazione tecnologica o perlomeno così egli è stato spesso interpretato.

Di fatto quando si parla di innovazione quasi sempre si intende precisamente l’innovazione tecnologica. Che però non è affatto l’unica e secondo molti nemmeno la più importante. Secondo un importantissimo consulente e teorico delle organizzazioni, Gary Hamel, per esempio, possiamo distinguere tra innovazione operativa, innovazione di prodotto/servizio, innovazione strategica, e innovazione manageriale (queste informazioni potete trovarle nel libro Il futuro del management pubblicato in Italia da Etas,  intorno alle pagine tra 30 e 40, ma è un libro che consiglio vivamente di leggere tutto intero).

L’innovazione operativa, più facilmente conosciuta come innovazione di processo (di processo produttivo), riguarda le modalità con cui si producono i prodotti e i servizi e li si portano al mercato: é l’area elettiva del recupero di efficienza. L’innovazione di prodotto o servizio, che é quella cui si pensa di solito quando si parla di vere e proprie innovazioni, si manifesta con l’introduzione di prodotti nuovi o di nuove funzioni dei prodotti, oppure di nuovi servizi o di nuove funzioni di servizi: un esempio per tutti è il telefono cellulare, oppure il software di trascrizione da voce a testo da qualche tempo inserito nei cellulari. L’innovazione strategica riguarda principalmente le vere e proprie strategie di business: Gary Hamel nel suo libro fa l’ esempio di Ryanair, iTunes e Zara. L’innovazione manageriale invece è l’innovazione relativa ai processi di management e cioè in definitiva un’innovazione organizzativa. Per evitare inutili discorsi e molti paroloni teorici la si può credo illustrare abbastanza facilmente con qualche domanda: siete certi che la vostra azienda sia costruita in modo performante? Ovvero siete certi che il modo in cui vengono fatte le cose che vengono fatte, il modo in cui vengono strutturati i processi generi davvero valore e aiuti l’azienda stare sul mercato in modo competitivo e in ultima analisi favoriscano l’innovazione? Insomma: la vostra azienda è gestita e funziona in modo eccellente e magari pure nuovo? Spesso non è così. Spesso le aziende, e particolarmente il management delle aziende, amano la conservazione. E a pochissimi viene in mente che il management di un’azienda possa essere fatto in modo diverso dal solito. Secondo Gary Hamel  tuttavia l’innovazione manageriale è indispensabile perché è proprio l’innovazione manageriale a creare maggiore valore e a creare maggiori possibilità di essere competitivi. Infatti le tre maggiori sfide che si pongono alle aziende in questo secolo secondo il nostro autore sono le seguenti:

Accelerare sostanzialmente il ritmo di rinnovamento nelle aziende grandi e piccole

Fare dell’innovazione il lavoro quotidiano di ognuno

Creare un ambiente lavorativo ad alto coinvolgimento che induca i dipendenti a dare sempre il meglio di sé

Cosa non facile certamente, e di certo non esauribile in ogni sua implicazione in un semplice post (e nemmeno in qualcuno). Mi piacerebbe tuttavia che da questa lettura usciate con la convinzione che l’innovazione non si realizza soltanto negli uffici segreti della ricerca e sviluppo, che va perseguita continuamente da tutta l’azienda a ogni livello e che soprattutto non consiste semplicemente nell’introduzione di una nuova tecnologia o di nuovo aggeggio dai magici poteri taumaturgici. E se è vero che la tecnologia impatta e condiziona tutti i diversi livelli di innovazione che abbiamo preso in considerazione (compresa quella manageriale, che infatti oggi è fortemente sollecitata dalla digitalizzazione e dai social network) non dimentichiamoci mai che l’innovazione è in primo luogo una questione organizzativa e quindi soprattutto culturale. Come diceva San Paolo nella sua celebre lettera ai Romani:

Non conformatevi a questo mondo ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente

Che è quanto ci auguriamo per noi stessi e per tutti coloro che ci leggono.  Per maggiori informazioni su Gary Hamel, sulle sue idee e sul suo  lavoro potete consultare www.managementexchange.com

Fonte: Il blog di Innovando

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