L’Istat vede rosa: positivo l’andamento dell’economia italiana

 L’Istat vede rosa: positivo l’andamento dell’economia italiana

Le prospettive dell’economia statunitense e dell’area euro rimangono positive in presenza di una stabilità degli scambi internazionali. In Italia l’andamento dell’attività economica risulta positivo, in un contesto di aumento della profittabilità delle imprese e di intensificazione dell’attività di investimento. I consumi delle famiglie sono in moderato aumento, sostenuti da una riduzione consistente della propensione al risparmio. La ripresa dei prezzi si mantiene circoscritta. Migliora la fiducia dei consumatori e delle imprese e l’indicatore anticipatore segnala il proseguimento dell’attuale ritmo di crescita dell’attività economica.

Il quadro internazionale

Il rallentamento dell’economia USA nell’ultima parte del 2016 rimane confermato dalla recente revisione del Pil del quarto trimestre, che evidenzia un aumento del 2,1% su base congiunturale annualizzata (+3,5% in T3). In particolare la spesa per consumi delle famiglie, le scorte e gli investimenti fissi hanno contribuito positivamente alla crescita del Pil, mentre le esportazioni nette hanno fornito un contributo negativo. Prosegue il miglioramento del mercato del lavoro, con un aumento a febbraio dei lavoratori del settore non agricolo (+235 mila) più ampio rispetto ai mesi precedenti. Il tasso di disoccupazione nello stesso mese è stato pari al 4,7%, in lieve miglioramento rispetto al mese di gennaio (4,8%).

Gli indicatori anticipatori del ciclo economico evidenziano prospettive favorevoli per l’economia statunitense. Secondo il Conference Board, l’indicatore anticipatore relativo a febbraio ha segnalato un’ulteriore crescita, mentre a marzo la fiducia dei consumatori ha registrato un netto miglioramento, con giudizi positivi sia sulla situazione corrente sia sulle prospettive economiche di medio termine.

Nell’area euro i livelli produttivi si mantengono vivaci (+0,9% la crescita congiunturale della produzione industriale a gennaio) e prosegue il miglioramento sul mercato del lavoro, con un incremento degli occupati e una diminuzione della disoccupazione (9,5% il tasso di disoccupazione a febbraio).

Le prospettive di crescita rimangono positive. A marzo l’Economic Sentiment Indicator è risultato pressoché stabile rispetto al mese precedente, come sintesi di una stazionarietà nel clima di fiducia di industria e costruzioni e di un miglioramento complessivo della fiducia dei consumatori (Figura 2). Nello stesso me-se l’indicatore Euro-Coin ha segnato una lieve flessione dopo 9 mesi di crescita consecutiva, attestandosi tuttavia su livelli elevati.

A marzo il tasso di cambio dell’euro nei confronti del dollaro si è leggermente apprezzato rispetto febbraio (+0,4%), risentendo dell’incertezza riguardo all’evoluzione della politica fiscale dagli Stati Uniti. Nello stesso periodo le quotazioni del Brent hanno subito un deciso peggioramento, scendendo in media a 52,5 dollari al barile (-6,3%). Nel corso del 2017 è attesa una moderata crescita del prezzo del greggio n relazione ai segnali incerti sulle scelte di produzione dei paesi produttori.

Secondo i dati del Central Plan Bureau la crescita del commercio mondiale a gennaio è rimasta invariata rispetto a dicembre, come risultato di un andamento negativo degli scambi in volume dal lato delle esportazioni dell’area euro e del Giappone (-1,1% in entrambi i Paesi).

La congiuntura italiana

Imprese

A gennaio, l’indice della produzione industriale ha registrato una contrazione (-2,3% rispetto a dicembre), mantenendo tuttavia una variazione positiva nella media del trimestre novembre-gennaio (+0,5% rispetto al trimestre precedente). Nello stesso trimestre, il comparto dell’energia è risultato in crescita (+6,8%), mentre i beni strumentali hanno subito una diminuzione (-2,0%) e i beni di consumo durevoli (+0,7%) e i beni intermedi (+0,4%) hanno evidenziato una crescita contenuta.

A gennaio i segnali di flessione congiunturale hanno riguardato anche fatturato (-3,5%) e ordinativi (-2,9%) dell’industria. Tuttavia nel trimestre novembre-gennaio il fatturato ha registrato un aumento (+1,7%) a seguito di un andamento positivo sia del mercato interno (+1,7%) sia di quello estero (+1,8%). Tutti i comparti dell’industria, in particolare i beni intermedi (+2,1%) e l’energia (12,3%), hanno mostrato una dinamica trimestrale positiva. Nel trimestre novembre-gennaio sono aumentati anche gli ordinativi (+0,8%), trainati da quelli sul mercato estero (+1,3%).

Nello stesso trimestre, gli scambi con l’estero sono risultati particolarmente intensi (+3,8% per l’export e +4,3% per l’import) soprattutto con i paesi extra-Ue. Le vendite di tutti i principali raggruppamenti industriali sono in espansione. In gennaio, Russia, Cina, Stati Uniti e Giappone risultano gli sbocchi più dinamici per le esportazioni del nostro Paese. Segnali di flessione mensile si registrano a febbraio per i flussi da e verso i paesi i paesi extra-Ue, che mantengono comunque tassi di crescita trimestrali notevolmente elevati (+4,9% per l’export e +10,4% per l’import) .

Il settore delle costruzioni ha registrato a gennaio un forte calo anche a seguito delle avverse condizioni climatiche: rispetto al mese precedente, l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni si è ridotto del 3,8%. Nella media del trimestre novembre-gennaio la variazione congiunturale rimane leggermente negativa (-0,7%). Nel quarto trimestre 2016 i prezzi delle abitazioni hanno registrato in termini tendenziali un lieve aumento (+0,1%, da -0,9% del trimestre precedente), con un’inversione della tendenza iniziata nel primo trimestre del 2012. Tuttavia la loro variazione è nulla rispetto al trimestre precedente sintesi di un aumento dei prezzi delle abitazioni nuove (+0,5%) e di un calo di quelli delle abitazioni esistenti (-0,2%).

Complessivamente, la ripresa dei livelli di attività economica è associata ad un recupero di profittabilità delle imprese: nel quarto trimestre del 2016 la quota di profitto delle società non finanziarie è aumentata nei confronti sia del periodo precedente (+0,3 punti percentuali) sia del corrispondente trimestre del 2015 (+1,1 punti). Contestualmente aumenta anche il tasso di investimento.

Famiglie e mercato del lavoro

Nel quarto trimestre 2016, i consumi delle famiglie italiane sono aumentati dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, in presenza di una diminuzione del reddito disponibile (-0,6%) e del potere di acquisto delle famiglie consumatrici (-0,9%). La crescita dei consumi è stata quindi sostenuta da una netta flessione della propensione al risparmio (un punto percentuale in meno rispetto sul trimestre precedente).

A gennaio il volume delle vendite al dettaglio ha registrato un incremento dell’1,1%, determinato da una dinamica positiva sia per i beni alimentari (+1,9%) sia per i beni non alimentari (+0,8%). Tuttavia nella media del trimestre novembre-gennaio il volume è risultato in diminuzione dello 0,2%.

A febbraio il livello dell’occupazione si è mantenuto sui livelli del mese prece-dente, confermando la pausa del processo di crescita.

Redazione

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