L’Iva a Dubai: anche nell’Emirato l’imposta sul valore aggiunto diventa una realtà

 L’Iva a Dubai: anche nell’Emirato l’imposta sul valore aggiunto diventa una realtà

A partire dal 1° gennaio 2018 gli Emirati Arabi Uniti hanno introdotto l’imposta sul valore aggiunto ad un tasso del 5% alcune categorie di beni e servizi.

L’introduzione dell’IVA non ha riguardato solo gli EAU, ma in generale i paesi del GCC (Gulf Cooperation Council), l’organizzazione internazionale regionale che riunisce i sei stati del Golfo Persico: Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Oman, Bahrein e Kuwait. L’accordo finale tra gli stati, che è stato finalizzato a giugno 2016, prevede l’implementazione dell’imposta dal 1° gennaio 2018 al 1° gennaio 2019. L’applicazione della stessa avverrà in tutti i diversi paesi del GCC in maniera simultanea ed omogenea evitando così che vi sia traffico di beni non tassati da una nazione all’altra, con conseguenti fenomeni lesivi sulla competitività tra i paesi membri.

Gli analisti ritengono che la scelta di introdurre l’IVA sia da considerare diretta conseguenza delle problematiche connesse con l’instabilità del prezzo del petrolio e la necessità di differenziazione dell’economia interna dei paesi del GCC. Specialmente negli ultimi anni, infatti, la continua fluttuazione del prezzo del petrolio ha inciso negativamente sull’economia dei paesi del Golfo, i quali basano ancora la crescita del loro PIL principalmente sulle rendite ottenute dal commercio degli idrocarburi.

Lo stesso Ministro dell’economia degli EAU, Sultan Al Mansouri, ha dichiarato che la nuova tassa potrebbe consentire di mantenere, anche senza i proventi petroliferi del passato, gli ambiziosi progetti e investimenti del paese in ambito sociale. Sanità, protezione e valorizzazione dell’ambiente, cultura, e avanzamento infrastrutturale saranno infatti tra i settori che maggiormente beneficeranno dalle entrate extra garantite dalla nuova imposta. È importante, dunque, che gli EAU e i paesi del GCC diversifichino le loro fonti di introito e ottengano nuove forme di finanziamento per la spesa pubblica. Alcuni osservatori stimano che il gettito originato dall’IVA darà vita ad un circolo virtuoso che porterà ad una crescita ulteriore dei settori non-oil, prevista al 4,6% nel 2020.

L’IVA avrà un impatto sui prezzi e i costi di produzione di diversi beni e servizi, ad eccezione però di alcune categorie di settori classificati come esenti o zero.

Il Ministero emiratino dell’Economia ha chiarito che i servizi sanitari e le forniture correlate saranno completamente esenti dalla nuova imposta. Tale esenzione comprende servizi medici e dentali, farmaci da prescrizione e le attrezzature mediche fornite ai pazienti nel corso della ricezione di servizi sanitari eleggibili per lo sgravio. Tuttavia, altri servizi sanitari sono soggetti all’IVA come ad esempio quello a carattere non esseniale: la chirurgia estetica, i farmaci e terapie alternativi (es. riflessologia, agopuntura, naturopatia, ecc.), medicinali a base di erbe, prodotti cosmetici, integratori.

Tra i beni di prima necessità e servizi esentati dall’IVA rientrano anche i prodotti alimentari di base. A 94 generi alimentari considerati di primaria necessità non verrà applicata la nuova tassa: rientrano ad esempio in questa categoria frutta fresca, caffè, tè, farine, zucchero, pasta, latte in polvere. L’esenzione non si estenderà invece ad alimenti considerati non halal, nocivi o voluttuari, come esempio soft drinks, bevande energetiche, cioccolato, cibi precotti o trasformati.

Per quanto riguarda il campo dell’istruzione, l’IVA non verrà applicata alle rette scolastiche, ma interesserà solamente le attività extra-scolastiche e i trasporti.

Qualsiasi immobile commerciale, sia per quanto riguarda gli affitti che per la vendita, sarà parimenti soggetto a IVA. Questo vale anche per i locatari e i locatori non residenti, i quali saranno tenuti a versare l’imposta al fisco nazionale anche se residenti all’estero. Ugualmente, gli incentivi per i leasing e i contratti di locazione commerciale saranno tassati a seconda dei casi, mentre rimarranno esenti gli affitti e l’acquisto di immobili ad uso abitativo.

Le attività alberghiere e legate all’ospitalità saranno sottoposte al regime di tassazione IVA appena introdotto in quanto tra le maggiori fonti di reddito per il paese, mentre non sarà soggetto ad IVA il settore dei trasporti passeggeri e merci che arrivano, partono o transitano dagli UAE.

Esenti anche la maggior parte dei servizi finanziari, i prodotti destinati al re-export fuori dall’Area GCC, le materie prime come metalli preziosi (anche importate ai fini d’investimento) petrolio grezzo e gas naturale, mentre la nuova imposta colpirà invece i prodotti derivati, come la benzina e il gasolio.

L’introduzione dell’IVA ha inoltre implicazioni di vasta portata, sia per le imprese nella regione che per le società di servizi e professionisti in contabilità e gestione delle finanze.

È importante tenere a mente come non tutte le imprese saranno tenute a registrarsi ai fini del pagamento IVA, ma l’obbligo ricadrà soltanto sulle società i cui ricavi superano un importo specifico annuo. Solo le imprese che soddisfano un requisito minimo di fatturato annuo compreso tra AED 187.500 e AED 375.000 possono scegliere se registrarsi o meno, mentre quelle con un fatturato annuo superiore a AED 1.375.000 saranno soggette alla normativa IVA. Naturalmente non incorre l’obbligo di registrazione presso le autorità competenti se la società svolge servizi non soggetti a tassazione sul valore aggiunto.

Secondo il Ministero per gli Affari Finanziari degli Emirati, l’applicazione dell’IVA costituirà un interessante impatto socio economico e non avrà conseguenze negative sullo standard sociale di vita. Al contrario, il paese ritiene che i nuovi introiti derivanti dall’IVA raggiungeranno l’equivalente di 3,3 miliardi USD entro il prossimo quadriennio, costituendo una base importante per il finanziamento di settori chiave per lo sviluppo del paese, utili al processo di diversificazione costantemente in atto negli Emirati Arabi Uniti.

Franco Allena e Giangiacomo Chiarolini

Team di EXPORT MANAGEMENT CONSULTING LLC, società di consulenza per tutte quelle aziende che vogliono internazionalizzare il proprio brand (www.exportmanagementconsulting.com)

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