Lo sharing tra professionisti sbarca in Italia con SharePro

 Lo sharing tra professionisti sbarca in Italia con SharePro

 

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Sharing economy anche nel mondo dei professionisti? Dall’idea si passa ai fatti, anzi alla rete.

Da qualche settimana è nato un nuovo portale web: SHAREPRO, destinato a portare il concetto di sharing anche tra i professionisti e dunque a rivoluzionare il loro modo di lavorare.

Un portale innovativo che non poteva sfuggire alla curiosità della nostra redazione, motivo per cui abbiamo deciso di intervistare i fondatori di SharePro –  il Dott. Alessandro Amato e l’Avv. Matteo Sances (nella foto sopra).

Innanzitutto come è nata l’idea di realizzare SharePro? 

Caro Direttore, Sharepro nasce dalla convinzione che al giorno d’oggi la tecnologia consente a tutti i professionisti di poter svolgere la propria attività ovunque. Ovviamente, ci siamo resi conto di ciò perché da sempre abbiamo impostato le nostre attività professionali al massimo della dinamicità (siamo rispettivamente avvocato e commercialista), spostandoci senza problemi in Italia e in Europa. Questa esperienza ci ha fatto capire che il professionista di oggi pur potendo girare il mondo per lavoro senza problemi ha comunque l’esigenza di “appoggiarsi” in un luogo fisico anche solo per stampare delle mail, visionare dei documenti con calma oppure per ricevere la clientela in un ambiente professionale. Abbiamo quindi toccato con mano la necessità di applicare i principi della sharing economy anche tra professionisti.

E dunque?       

A partire da questa filosofia, quella dello scambio appunto, abbiamo realizzato il portale www.sharepronetwork.com che ha come obiettivo principale quello di favorire la condivisione dello studio o una parte di esso. Questo perché riteniamo che solo attraverso concetti come la condivisione degli spazi e delle competenze il professionista moderno possa veramente ampliare la sua attività e la sua rete di conoscenze.

Il sito permette inoltre al professionista di creare la propria pagina web personalizzata, questo facilita la promozione della propria attività e aumenta la visibilità sfruttando un unico servizio. L’APP di prossima realizzazione renderà immediata la possibilità, per il professionista di essere raggiunto e per l’utente di ricercare delle competenze qualificate in base alle proprie specifiche necessità. Tutto questo in pochi click.

Ritenete quindi che la sharing economy possa contribuire in qualche modo a risolvere la crisi che ha coinvolto in questi anni anche i professionisti?

Siamo fortemente convinti che la crisi che ha coinvolto il mondo delle professioni in Italia e in Europa derivi soprattutto dall’anacronismo con le quali esse ancora oggi vengono svolte. Ci spieghiamo meglio. Le nuove tecnologie permettono al professionista di oggi di spostarsi e svolgere il proprio lavoro ovunque, ma per poter far ciò è importante che i concetti di sharing possano realmente entrare a far parte della sua mentalità in modo che, ad esempio, un chirurgo di Milano – specializzato in un determinato ramo medico – possa trovare un appoggio presso un suo collega di Parigi per fare delle visite mediche e viceversa. Ciò permetterà sia al medico di Milano di seguire meglio la sua clientela all’estero e sia a quello di Parigi di garantire ai suoi pazienti altre specializzazioni.

Lo stesso discorso, ovviamente, può riguardare anche altre categorie di professionisti come ad esempio l’agente immobiliare, l’architetto, l’avvocato…, non meno importante può essere il rapporto più stretto che si può venire a creare con il mondo dell’impresa.

Cosa vuol dire rendere più stretto il rapporto tra professionisti e imprese?

Grazie a Sharepro un notaio o un avvocato di Torino potrebbero concedere per qualche ora la propria sala riunioni a un manager proveniente da un’altra città e creare così nuove relazioni e nuove opportunità… insomma, siamo fortemente convinti che il professionista di oggi non possa stare fermo nel proprio studio ma debba necessariamente accettare la sfida che il mercato globale gli offre spostandosi in giro per il mondo e collaborando con altri professionisti che come lui sono disponibili a confrontarsi con il mercato. Questa secondo noi può essere la vera rivoluzione del mondo delle professioni.

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