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L’open source, il futuro delle imprese

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[dropcap]I[/dropcap]n questo periodo ne avrai sentito parlare nelle conversazioni tra imprenditori, esperti del settore o semplicemente appassionati. L’ open source è entrata nella Hall of Fame della Tecnologia, una vera e propria rivoluzione.

Un tempo, armati di carta, penna e di un sacco pieno di idee si cercava di dare una svolta tecnologica.

Con l’avvento dell’open source cambia anche l’ottica aziendale, dettando nuove regole di mercato e portando una ventata d’aria nuova e fresca alle idee.

Le origini preistoriche dell’open source

Il promotore dell’open source fu Richard Stallman, intorno agli anni ’80,  e nel 1983 fondò la Free Software Foundation, un organizzazione no-profit nata per lo sviluppo e divulgazione del software libero nel mondo.

Il motivo risiede nella possibilità di velocizzare e migliorare ogni aspetto, risparmiando tempo e riducendo i costi.

Ma cos’è realmente l’open source??

L’open source è un termine che indica un “codice aperto”, utilizzato  per indicare un software in cui i detentori dei diritti ridistribuiscono liberamente il software, rendendo pubblico il codice sorgente.  I detentori dei diritti rendono pubblico quindi il codice sorgente e nel mondo si è diffuso a macchia d’olio nelle diverse e ramificate realtà digitali.

Ma conviene riutilizzare un codice condiviso?

Ti chiederai il perchè di questa pazza scelta, dopo il tanto sacrificio per creare e perfezionare software o sistemi open source.

Il perchè è stato al centro di diversi dibattiti, ma gli effetti che si sono riscontrati nel tempo sono stati molto positivi.

In primis un netto miglioramento dei software grazie alla possibilità di avere un bacino d’utenza capace di poter trovare problemi e soluzioni.

Una sfida affascinante… ma vincente?

È stata una delle sfide informatiche più affascinanti ma al contempo positive in termine di coesione, collaborazione tra perfetti sconosciuti. Questi tipi di soluzioni e approcci hanno registrato le  più alte probabilità di successo anche sui mercati.

L’open source ha innescato una vera e propria rivoluzione informatica del ventunesimo secolo all’interno delle imprese, con impatto devastante in termini di produttività, innovazione, riducendo costi e aumentando i ricavi.

I dati per sconfiggere la diffidenza!

Basti pensare che nel 2015, secondo il report annuale “ The future of open source”  ossia il futuro dell’open source, conferma ciò che gli esperti del settore prevedevano, l’ Open source  ha vinto contro tutti coloro i quali erano diffidenti.

Risultati alla mano, secondo un indagine fatta su un campione di 1300 professionisti, il 78% delle imprese sta già lavorando per progetti open source raddoppiando il 2010, e due terzi stanno costruendo per i loro clienti software che si basano sull’ open source.

Più significativo, l’aumento evidente della percentuale di intervistati che partecipano a progetti open source è aumentata dal 50% al 64%, e l’ 88% aspettano di contribuire ai progetti entro i prossimi 3 anni. 

 Un momento… C’è differenza tra il software libero e open source??

I termini software libero e open source vengono utilizzati per indicare lo stesso concetto  ma da punti di vista nettamente diversi.

“Il primo, nato agli inizi degli anni ottanta indica un software la cui licenza soddisfi una definizione in quattro punti prevalentemente basata su concetti etici, quali la possibilità di studiare, di aiutare il prossimo, di favorire la comunità.

Mentre il secondo, nato alla fine degli anni novanta si riferisce alla definizione di open source, riguardante una serie di dieci punti pratici che definiscono quali criteri legali debba soddisfare una licenza per essere considerata effettivamente libera, ovvero, con il nuovo termine, open source.” (Fonte: Wikipedia)

Le quattro libertà del software libero:

  1. Libertà di utilizzare il programma senza ostacoli
  2. Libertà di studiare il codice disponibile e modificarlo in base alle proprie esigenze
  3. Libertà di distribuire copie del software rielaborato, rendendolo così accessibile a tutti
  4. Libertà di pubblicare una versione modificata del software. 

Principi base dell’open source:

  1. Libertà di redistribuzione (sta poi al singolo decidere se farlo gratuitamente o se far pagare il prodotto)
  2. Libertà di consultare il codice sorgente
  3. Necessità di approvazione per i prodotti derivati
  4. Integrità del codice sorgente dell’autore
  5. Nessuna discriminazione verso singoli o gruppi di persone
  6. Nessuna discriminazione verso i settori di applicazione
  7. La licenza deve essere distribuibile
  8. La licenza non può essere specifica per un prodotto
  9. La licenza non può contaminare altri software
  10. La licenza deve essere tecnologicamente neutrale

Open Source, colonna di cemento o di cartapesta? 

Ti chiederai ma è davvero un qualcosa di stabile l’open source, o è un fenomeno destinato a sparire in poco tempo?

Come si evince da questi dati recenti, il software open source è ormai diventato una colonna fondamentale dell’economia moderna e della tecnologia annessa.

Non una moda del momento, ma una certezza per il futuro.

Oggi ci sono più di 1 milione di progetti open source, con oltre 100 miliardi di righe di codice, con 10 milioni di persone che contribuiscono a farlo crescere. Sorprendente no?

Vi chiederete, si ma in concreto quali aziende ne hanno giovato economicamente? 

Fuori le prove!

Tra i successi open source più ecclatanti, ricordiamo il sistema operativo Linux, l’insieme di programmi d’ufficio LibreOffice, Docker per la creazione e distribuzione di applicazioni, e mi preme evidenziare Vtiger, leader mondiale dei software crm open source.

Questa azienda  il 31 dicembre 2004 ha fatto il suo debutto con il software crm open source, e oggi è utilizzato oggi da oltre tre milioni di aziende nel mondo.

Il team di Vtiger aveva compreso subito che i punti salienti di un ottimo risultato dell’open source erano:

  1. Collaborazione
  2. Promozione
  3. Formazione di una comunità all’interno di un forum
  4. Sostenimento attivo dei programmi per i partner

Grazie all’open source, si è concentrato anche su un  mercato  di nicchia come le piccole imprese, rivelandosi poi una strategia vincente, data la popolarità di Vtiger ad oggi.

L’ossatura economica delle imprese è costituita da software crm open source, capaci di confrontarsi con le esigenze di ogni singolo imprenditore, creando soluzioni ad hoc, in modo tale da ridurre i costi superflui, lucidare e oliare gli ingranaggi dei processi aziendali, e aumentare i benefici quali:

– netto miglioramento organizzativo;

– acquisto della giusta serenità aziendale;

– aumento dei ricavi aziendali.

È vero, la realtà del software proprietario sta via via svanendo, ma bisogna valutare attentamente il corretto utilizzo dei software open source.

Capendone i rischi come ad esempio mettere in piena sicurezza dati che non possono essere pubblicati in pubblica piazza.

Attenzione a non pensare che l’open source sia di per sé una garanzia, ma lo diventa se viene affiancato da un ottimo software di qualità. Per andare oltre le mura aziendali, oltre i limiti che ci poniamo.

Un fattore importante è la larga diffusione che si sta avendo nel settore pubblico, permettendo a molti governi di introdurre l’utilizzo di software open source, rispondendo positivamente ad una delle sfide come i del bilancio del settore pubblico.

Miglioramenti evidenti con una significativa diminuzione dei costi, snellendo l’articolato apparato dei servizi.

Le caratteristiche del software libero brillano ancor di più quando la si abbina ad una strategia molto flessibile, snella di tutto l’aspetto organizzativo.

Secondo Gartner Group la nuova tecnologia open source sarà addirittura implementato nell’85% di tutti i software commerciali nel 2015.

Le ragioni della incredibile forza open source!

Ora ti porrai mille domande, tra cui per quale ragione il software sia migliore del software proprietario.

Ci sono ben nove motivi a favore dell’open source..

1. Innovazione rapida

Le aziende cercano di sviluppare e migliorare insieme i software open source, beneficiando dell’innovazione dell’intero settore, raggiungendo e migliorando performance aziendali e obiettivi di business.

I manager sono ben accetti a questo tipo di realtà informatica, perchè questo sviluppo collaborativo permette di innovare e contribuire a trasformare la loro attività.

2. Migliore qualità del codice

L’ 80% degli utenti dell’open source lo ha scelto per la qualità. La rimozione dei vincoli proprietari e la possibilità per qualsiasi sviluppatore di partecipare, discutere, trovare una soluzione e ispirarsi reciprocamente è il motivo per cui il codice scritto dalle comunità open source è di qualità superiore e rimane affidabile nel tempo. Linux è ora il punto di riferimento per la qualità del codice; la qualità del software open source ha superato quella del codice proprietario per la prima volta nel 2013.

3.  Sicurezza

Un tema sempre ricorrente risulta essere quello della sicurezza. L’open source nel tempo è migliorato molto e oggi possiamo dire che vi è sicurezza, trasparenza e  controllo che riceve da tutti gli utenti. Sempre dal report annuale “ The future dell’open source” il 72% ha dichiarato specificamente di aver scelto l’open source per motivi di sicurezza.

4. Comunità

L’open source ha il potere di creare comunità di persone che credono nelle tecnologie e che amano vederlo subito alla luce del sole.

Un segnale che l’open source dà è che “l’unione fa la forza”, perchè un gruppo è più intelligente di un singolo, riuscendo a superare le sfide d’ogni giorno.

L’83% degli sviluppatori di software ha detto che ha personalmente beneficiato dello sviluppo collaborativo grazie a nuovi strumenti e alle pratiche di sviluppo. Più del 77% dei dirigenti d’impresa, ha detto che le attività di sviluppo collaborativo hanno migliorato le loro organizzazioni attraverso un ciclo di sviluppo del prodotto/ tempo più veloce di inserimento sul mercato.

5. Libertà

La possibilità di accedere al codice sorgente, aggiungere funzioni e migliorare il codice autonomamente è garanzia della possibilità di un controllo approfondito del programma e correzione di eventuali errori.

6. Adattabilità

Il modello di sviluppo dell’open source consente al software di adattarsi rapidamente al repentino cambiamento.

7. Scelta

C’è una grande varietà di soluzioni a disposizione per risolvere le più svariate esigenze.

Gli utenti possono scegliere cosa funziona meglio per ciascuno, a differenza dell’approccio “Unica taglia” che secondo loro va bene per tutti del software proprietario.

8. Interoperabilità e potenzialità di aggregazione

Una piattaforma open source comune significa poter avere soluzioni interoperabili  senza quella rigidità che non consente né di migliorare e né di dar libero spazio a nuove idee.

9. Massimizzare il ritorno all’ investimento ( Roi)

La piattaforma Open source è meno costosa, scalabile nel tempo e soprattutto è in proporzione alla tua crescita.Secondo il report “The Future of Open Source” , il 68% trova che l’open source aiuti a migliorare l’efficienza e ridurre i costi, un ulteriore motivo per avvicinarsi ad una soluzione open source.

Lasciate che la libertà regni.

Il sole non tramonterà mai su una così gloriosa conquista umana.

(Nelson Mandela)

Per saperne di più:                                           Angelo Paglialonga – Consulente Crm ad alto Roi

www.angelopaglialonga.com                           Marcello Paglialonga – Consulente di Business 

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Angelo e Marcello Paglialonga

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