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L’Ufficio deve valutare “bene” i documenti del contribuente

L’Agenzia delle Entrate è tenuta ad esaminare con attenzione tutti i documenti forniti dal contribuente durante il contraddittorio e deve obbligatoriamente indicare i motivi per cui ritiene di procedere comunque all’accertamento fiscale.

È quanto emerge da una recente pronuncia della Commissione Tributaria Regionale di Milano (sentenza n.147/35/2013), la quale ha accolto le ragioni del contribuente e dichiarato nullo un accertamento fiscale per mancanza di motivazione.

Nello specifico, i giudici hanno evidenziato come la tutela dei diritti del contribuente sia fondamentale nell’ambito di un accertamento fiscale.

In effetti, l’Ufficio, sia nella fase accertativa (ovvero relativamente all’esame delle risposte fornite al questionario notificato al contribuente) che in quella contenziosa (ovvero durante il processo), deve analizzare in modo puntuale la documentazione fornita dal contribuente e instaurare un serio e corretto contraddittorio.

In altri termini, questa sentenza ha ribadito ancora una volta come un’analisi superficiale dei documenti allegati dal contribuente non sia sufficiente a confutare le argomentazioni sostenute dall’Agenzia delle Entrate, soprattutto in riferimento “alla bontà della tesi sostenuta dal contribuente”, come sottolineato dai giudici.

Risulta evidente, dunque, come anche questa sentenza sia orientata verso una più corretta tutela dei diritti del contribuente, al quale deve essere garantita una equa difesa durante tutto il contraddittorio con il fisco.

Avv. Matteo Sances

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Matteo Sances

STUDIO LEGALE TRIBUTARIO SANCES collabora con "Il giornale delle pmi" commentando sentenze in materia tributaria e bancaria.

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