Ma quanti tipi di licenziamento esistono?

 Ma quanti tipi di licenziamento esistono?

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[dropcap]T[/dropcap]anto per smentire il trend di quest’ultimo periodo in cui le parole “semplificazione”, “sburocratizzazione”, “sblocca Italia” etc., etc., ci hanno letteralmente martellato, viceversa in tema di lavoro vediamo che non è stato affatto semplificato il panorama di norme, precetti e direttive che regolano la materia.

Infatti, riporto qui di seguito un breve schema con le varie tipologie di licenziamenti esistenti e le eventuali sanzioni a carico del datore di lavoro nel caso in cui i licenziamenti predetti risultino illegittimi.
LICENZIAMENTO DISCRIMINATORIO
È nullo il licenziamento per discriminazione politica, religiosa, sindacale, razziale, di lingua o orientamento sessuale e quello intimato entro un anno dal matrimonio o entro un anno dalla nascita del figlio. La sanzione in caso di illegittimità è la reintegrazione del posto di lavoro. Il lavoratore può chiedere, in alternativa, ed entro 30 giorni dal deposito della sentenza (o dall’invito a rientrare) un’indennità pari a 15 mensilità.
LICENZIAMENTO DISCIPLINARE CON REINTEGRA
Licenziamento intimato all’esito di una procedura disciplinare. Il licenziamento è intimato sulla base di un giustificato motivo soggettivo o di una giusta causa, ma il giudice ritiene che non ricorrono gli estremi per insussistenza del fatto contestato o se il fatto rientra le condotte punibili con una sanzione conservativa. La sanzione è costituita dalla reintegra più un’indennità risarcitoria e il pagamento dei contributi.
LICENZIAMENTO DISCIPLINARE SENZA REINTEGRA
Il giudice accerta che non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa per ragioni diverse da quelle che consentono la reintegra (insussistenza del fatto, illecito punito espressamente con sanzione conservativa). Previsto il pagamento di un’indennità risarcitoria omnicomprensiva di importo variabile tra 12 e 24 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto.
LICENZIAMENTO PER INIDONEITÀ
Licenziamento per giustificato motivo soggettivo intimato per inidoneità fisica del lavoratore. Sono annullabili i licenziamenti intimati per inesistenza del motivo circa l’inidoneità fisica o psichica del lavoratore. A questi licenziamenti si applica la stessa disciplina prevista per il licenziamento disciplinare con reintegra.
VIZI FORMALI DEL LICENZIAMENTO
Licenziamento affetto da vizi di motivazione; vizio della procedimento disciplinare. Al lavoratore va il pagamento di un’indennità risarcitoria omnicomprensiva tra 6 e 12 mensilità calcolata in base alla violazione formale o procedurale commessa. Non c’è reintegra.
LICENZIAMENTO ECONOMICO O GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO
Licenziamento intimato per ragioni connesse all’andamento economico dell’impresa o per motivi di carattere organizzativo.
Il licenziamento è annullato se il giudice accerta che non ricorrono gli estremi del giustificato motivo oggettivo. La sanzione è costituita da un’indennità tra 12 e 24 mensilità, calcolata in base all’anzianità del lavoratore, gli addetti occupati dal datore, le dimensioni dell’attività economica, ecc.
LICENZIAMENTO COLLETTIVO
Il licenziamento collettivo coinvolge contestualmente una pluralità di lavoratori e comporta una soppressione dei posti di lavoro conseguente a riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro. Si applica a imprese che occupano più di 15 dipendenti. La Riforma del lavoro estende ai licenziamenti collettivi le novità sulle sanzioni del licenziamento.

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Ettore Pietro Silva

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