Markit Flash PMI: a giugno il settore dei servizi aiuta la maggiore crescita dell’eurozona

 Markit Flash PMI: a giugno il settore dei servizi aiuta la maggiore crescita dell’eurozona

I dati raccolti dall’indagine Flash PMI di giugno hanno mostrato un’attività che ha ripreso vigore, seppure non abbia interamente recuperato il tasso di espansione osservato nei primi mesi dell’anno. Tale incremento è stato favorito dalla migliore prestazione del settore terziario, in contrasto col nuovo calo della crescita manifatturiera. Il settore terziario è stato inoltre responsabile dell’aumentata pressione sui prezzi, fornendo però il principale supporto all’aumentata creazione occupazionale.

Secondo la stima flash, basata su circa l’85% delle consuete risposte) l’Indice IHS Markit PMI Composito dell’Eurozona di giugno è salito da 54.1 di maggio a 54.8. Sebbene sia migliorata rispetto al valore minimo in 18 mesi di maggio, la lettura dell’indagine di giugno è la seconda più debole espansione avutasi negli ultimi 17 mesi. Ciò evidenzia quanto il tasso di crescita dell’attività sia rallentato dal volgere di quest’anno, registrando durante il secondo trimestre la media PMI più debole dalla fine del 2016 di 54.7.

Dopo aver segnato in valori minimi in un anno e mezzo a maggio, è incoraggiante assistere all’aumento dell’afflusso di nuovi ordini, che hanno registrato la crescita maggiore da aprile. Anche il livello occupazionale ha indicato una ripresa, con il maggior aumento di assunzioni avutosi da gennaio e uno dei maggiori negli ultimi 18 anni.

Il rimbalzo di giugno riflette in parte il calo dell’attività e dell’entrata di ordini di maggio legato all’alto numero di giorni di vacanze. L’indagine tuttavia ha rilevato un numero maggiore di aziende lamentatesi di un rallentamento della crescita della domanda negli ultimi mesi, rispetto ai primi mesi dell’anno. L’indebolimento della produzione e l’andamento del portafoglio ordini sono stati a volte collegati alle preoccupazioni commerciali e all’intensificarsi di timori di natura politica. Inoltre sono stati generalmente citati i vincoli relativi alle capacità operative dovuti a volte alla penuria di forniture di materia prima e di personale qualificato.

Le previsioni hanno di conseguenza dato segnali contenuti, indicando un calo ai valori minimi in 19 mesi dell’indice sulle aspettative di produzione futura.

Il rilancio di giugno è stato guidato dalla migliorata crescita dell’attività terziaria che ha raggiunto i valori più rapidi da febbraio, mentre la produzione manifatturiera è scivolata ai minimi da novembre 2016. L’afflusso di ordini delle aziende ha indicato il più debole incremento in 22 mesi, mentre la crescita delle esportazioni si è mantenuta simile ai valori minimi in più di un anno e mezzo.

Entrambi i settori hanno registrato un aumento delle assunzioni, ma il tasso di creazione occupazionale del manifatturiero è rimasto inferiore ai valori record cui abbiamo assistito al volgere dell’anno. L’incremento occupazionale del settore terziario è stato il più sostenuto da ottobre 2007.

Il flash PMI relativo all’inflazione dei prezzi di acquisto è salito al secondo valore più alto in sette anni sia nel manifatturiero che nel terziario, solo di poco inferiore al record di gennaio. L’ennesimo ulteriore allungamento dei tempi di consegna ha fatto in modo che i fornitori aumentassero spesso i prezzi visto che la domanda superava l’offerta. Sono stati inoltri citati i maggiori costi petroliferi e del carburante, così come l’aumento dei salari.

Le aziende hanno cercato di passare i costi maggiori sui clienti, causando il più rapido aumento da febbraio dei prezzi medi di vendita sia per beni che servizi. L’ultimo aumento dei prezzi è stato il terzo più rilevante degli ultimi sette anni. In particolare, l’inflazione dei prezzi dei beni è diminuita ai minimi in nove mesi ma le tariffe medie dei servizi hanno mostrato il secondo maggiore aumento dell’ultimo decennio.

A livello nazionale, sia Francia che Germania hanno registrato un’accelerazione dell’attività nel mese di giugno, sebbene la più lenta crescita del manifatturiero abbia frenato la più forte espansione del settore terziario. La crescita dell’attività in Francia ha indicato una ripresa rispetto ai valori minimi in 16 mesi di maggio, restando tuttavia la seconda più debole degli ultimi dieci mesi. Allo stesso modo, l’aumento dell’attività in entrambi i settori registrato in Germania è stato il secondo più debole da settembre 2016. Nelle altre nazioni, la crescita ha preso slancio per il secondo mese consecutivo, segnando tuttavia il più debole trimestre da fine 2016.

Commentando i dati PMI Flash, Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “A giugno, la migliore prestazione del settore terziario ha contribuito a bilanciare il crescente calo del settore manifatturiero, sollevando la crescita dell’eurozona dal valore minimo in 18 mesi osservata a maggio. Con il rialzo della crescita di giugno, le indagini sono in linea col valore di crescita del PIL dello 0.5% nel secondo trimestre. Anche la pressione dei prezzi ha indicato di nuovo una crescita, avvicinandoci ad un record in sette anni. I prezzi più alti del petrolio e delle materie prime hanno favorito l’incremento dei costi, ma anche dei salari mettendo in rilievo un mercato del lavoro in difficoltà. L’occupazione del settore terziario ha indicato il più rapido tasso di crescita dell’ultimo decennio, sottolineando la portata dell’inasprimento del mercato del lavoro. Tuttavia, l’indagine, nello specifico lancia un segnale tutt’altro che positivo. La ripresa di giugno può in parte essere dovuta ad un ritorno alla normalità degli affari dopo l’inusuale alto numero di giorni festivi di maggio, suggerendo che l’andamento di fondo segna comunque una crescita più lenta. Le aspettative future stanno indicando i valori minori in un anno e mezzo, e la produzione continua ad aumentare a ritmi più rapidi rispetto all’afflusso di ordini. Tutto questo presagisce ad un possibile nuovo indebolimento della crescita dell’occupazione e della produzione nel mese di luglio a meno che la domanda risalga. Con aziende che citano grandi preoccupazioni soprattutto legate a difficoltà commerciali e a incertezze politiche, il settore manifatturiero sembra particolarmente pronto ad indebolirsi ulteriormente nei prossimi mesi. Nelle fabbriche la fiducia è crollata ai livelli minimi dal 2015. Se la ripresa di giugno ha dato qualche speranza che l’indebolimento riportato dai dati ufficiali precedenti possa aver sopravvalutato la debolezza della regione, resta forte il rischio di un ennesimo rallentamento nella seconda metà dell’anno”.

Redazione

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