Markit Flash PMI® sull’Eurozona: record di assunzioni su quattro anni, malgrado il ritmo di crescita economica più lento

 Markit Flash PMI® sull’Eurozona: record di assunzioni su quattro anni, malgrado il ritmo di crescita economica più lento

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[dropcap]S[/dropcap]econdo l’ultima indagine PMI, nel mese di maggio e per il secondo mese consecutivo, l’economia dell’eurozona ha perso lo slancio di crescita. I dati hanno tuttavia mostrato che il tasso di espansione è rimasto sufficientemente forte da incoraggiare le aziende ad assumere al ritmo più rapido su quattro anni. Allo stesso tempo, gli indici dei prezzi hanno toccato un record su tre anni, consolidando i segnali di una regressione delle pressioni deflazionistiche.

Dalla lettura flash, basata sull’85% circa delle consuete risposte mensili, l’Indice Markit PMI dell’Eurozona di maggio ha registrato 53.4, in calo rispetto al 53.9 di aprile e al recente record di 54.0 dello scorso marzo.

L’espansione più rapida del manifatturiero è stata controbilanciata da una frenata del terziario, anche se il tasso di quest’ultimo ha rallentato solo lievemente dal record su otto mesi di marzo, suggerendo che la crescita ad ampio raggio è rimasta solida.

Tuttavia, l’indagine lascia intendere che l’incremento potrebbe continuare a perdere vigore nel mese di giugno. L’aumento di afflusso di nuovi ordini si è attenuato per il secondo mese consecutivo segnando l’incremento mensile minore da febbraio. La crescita più debole di ordini si è concentrata nel settore terziario, mentre il manifatturiero ha registrato il più forte afflusso di nuove commesse in poco più di un anno, visti i migliori risultati delle esportazioni. Le aspettative di crescita future del settore terziario sono nel frattempo peggiorate, scendendo al valore minimo su cinque mesi.

Sebbene marginalmente, e per la prima volta da gennaio, anche le commesse inevase sono diminuite, benché ciò sia principalmente dovuto al tentativo da parte delle aziende di sostenere le capacità produttive assumendo più personale. L’occupazione è aumentata al tasso più rapido da maggio 2011.

L’indagine ci ha inoltre mostrato alcune notizie incoraggianti su una regione da molti ritenuta sulla soglia della potenziale minaccia di deflazione. I prezzi medi d’acquisto delle aziende, spinti dalla combinazione del rincaro del petrolio, dell’incremento dei salari e dei maggiori costi d’importazione, e vista la svalutazione dell’euro degli ultimi mesi, sono aumentati al tasso più netto da aprile 2012.

Sebbene il prezzo medio di vendita di beni e servizi abbia continuato a calare, la flessione è stata solo marginale e la minore registrata nel corso dell’attuale sequenza di contrazione di 38 mesi.

Da un punto di vista nazionale, la Germania ha assistito alla crescita dell’attività al tasso più debole su cinque mesi con un ritmo di espansione indebolito sia nel terziario che nel manifatturiero. La Francia nel frattempo ha continuato a mostrare un incremento fiacco ma ad un tasso di espansione in rialzo rispetto alla quasi stagnazione di aprile. La crescita è accelerata nel settore terziario mentre la produzione del manifatturiero è scesa al ritmo più debole da gennaio. Ciononostante, le notizie sull’occupazione sono state migliori, con tassi di crescita degli organici che hanno acquisito slancio sia in Germania che in Francia, quest’ultima segnalando la più positiva ondata di assunzioni in più di tre anni.

Il resto della regione, al di fuori del nucleo centrale della Germania e della Francia, ha ancora una volta guidano la ripresa. Nonostante il tasso di espansione di maggio sia leggermente rallentato, la regione, ad eccezione di Francia e Germania, sta procedendo verso il suo miglior trimestre di crescita e di aumento dell’occupazione rispettivamente dal secondo e dal terzo trimestre del 2007.

Commentando i risultati flash dei dati PMI, Chris Williamson, Chief Economist presso Markit ha detto: «A maggio la ripresa dell’eurozona ha perso parte del suo vigore, con la crescita che ha mostrato un leggero rallentamento per il secondo mese consecutivo. Allo stato attuale l’entità della frenata non è quella che desta la preoccupazione maggiore, ma senza dubbio provocherà agitazioni per la BCE, dove gli organi decisionali aspettano i segnali che mostrano come l’alleggerimento quantitativo è la panacea di cui la regione ha bisogno per una forte e sostenibile ripresa. Il PMI medio sin ora registrato nel secondo trimestre mostra un PIL in crescita ad un valore vicino a quello osservato durante i primi tre mesi dell’anno dello 0.4%. Ciò suggerisce che la regione quest’anno è in corsa verso un’espansione di circa il 2.0%, risultato questo che sarebbe il migliore registrato dal 2010. Ad ogni modo, se ciò si dovesse verificare nel corso dell’anno, dovremmo osservare un’inversione di tendenza dell’attuale rallentamento della crescita dei nuovi ordini. Il tasso di crescita dei nuovi ordini dovrà anch’esso aumentare per convincere le aziende a mantenere il ritmo delle assunzioni ad un livello simile a quello osservato a maggio. Il livello delle assunzioni sta mostrando valori record rispetto agli ultimi quattro anni visto che le imprese mantengono la fiducia sulle prospettive future, specialmente quelle manifatturiere dove la debolezza dell’euro pare stia aiutando le vendite all’estero. Detto ciò, ci sono segnali preoccupanti circa il calo di ottimismo del settore dei servizi rispetto allo slancio osservato ad inizio anno. L’indagine ha inoltre riportato notizie incoraggianti circa i potenziali pericoli di deflazione previsti da tanti. Con la pressione dei prezzi che ha raggiunto il valore più alto in tre anni, l’inflazione dovrebbe cambiare direzione. I dati di maggio suggeriscono come l’economia tedesca durante il secondo trimestre stia andando verso un’espansione ragionevole dello 0.4%, mentre la Francia possibilmente avrà difficoltà a superare una crescita dello 0.3%. Ad ogni modo, è al di fuori di queste due grosse nazioni dove avvengono i cambiamenti più interessanti. Il resto della regione si sta godendo infatti il miglior trimestre di crescita economica e creazione occupazionale in quasi otto anni».

Redazione

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