Markit PMI: a giugno, crescita più forte del settore manifatturiero italiano

 Markit PMI: a giugno, crescita più forte del settore manifatturiero italiano

Migliora la crescita del settore manifatturiero a giugno, con forti crescite della produzione e nuovi ordini rispetto a maggio. Anche il livello occupazionale è aumentato ad un tasso maggiore, il che significa che le aziende sono state in grado di tenere sotto controllo il loro volume di affari.

Detto ciò, conseguentemente all’incremento del prezzo dell’acciaio e altri materiali usati per il processo produttivo, incrementa la pressione dei costi. Inoltre si smorza al livello più basso in oltre cinque anni l’ottimismo circa l’attività futura.

Il valore principale dellIndice PMI® (Purchasing Managers Index®) IHS Markit del settore manifatturiero italiano, che con un’unica cifra mostra gli sviluppi delle condizioni generali del settore, è aumentato a giugno con un valore di 53.3, da 52.7 del mese precedente. L’ultima espansione è stata elevata, ed è la prima volta da gennaio che è stato riportato un miglioramento della crescita.

Gli aumenti riportati dalla produzione e nuovi ordini hanno contribuito all’incremento del PMI. Gli ultimi dati hanno indicato come la produzione è aumentata in linea con la tendenza dell’indagine, mentre i nuovi ordini sono aumentati al tasso maggiore da marzo. Le imprese campione hanno riportato un miglioramento della domanda, specialmente dai mercati europei chiave.

L’ultima indagine ha mostrato come i produttori dei beni di consumo, per quanto riguarda la produzione e i nuovi ordini, sono stati quelli che hanno riportato i risultati migliori.

Al contrario, i produttori di beni intermedi hanno registrato una stagnazione generale della produzione e un deterioramento dei loro ordini.

Le aziende di questo sotto settore inoltre hanno registrato in questo mese l’aumento maggiore dei prezzi di acquisto. L’indagine di giugno ha mostrato come, a causa del maggiore prezzo delle materie prime, specialmente l’acciaio, i costi di acquisto sono aumentati al tasso maggiore da febbraio. Anche se le aziende manifatturiere avrebbero voluto passare gli aumenti dei costi ai clienti finali, a giugno s’indebolisce l’inflazione dei prezzi di vendita al valore più basso dallo scorso settembre.

Allo stesso tempo, avvicinandoci alla metà dellanno, continua ad aumentare il livello occupazionale, ed estende a giugno l’attuale sequenza di crescita a tre anni e mezzo. L’aumento migliore del livello del personale in tre mesi ha consentito alle imprese manifatturiere di controllare il proprio carico di lavoro, così come segnalato dall’ulteriore riduzione del lavoro inevaso.

Durante il mese rimangono evidenti le problematiche relative alla fornitura, con i tempi medi di consegna che continuano ad allungarsi. Le aziende aderenti all’indagine hanno parlato di mancanza di giacenze, domanda sostenuta e generali ritardi nelle spedizioni.

Per concludere, pur continuando la tendenza al ribasso e raggiungendo il valore più basso dell’indagine da maggio 2013, rimangono positive le previsioni delle aziende circa l’attività futura.

Paul Smith, Director di IHS Markit che compila il report Markit PMI® Settore Manifatturiero in Italia, ha dichiarato: “Si arresta a giugno la recente contrazione del settore manifatturiero italiano, infatti si registra una crescita più veloce della produzione e dei nuovi ordini. La migliorata espansione, che si avvicina a recenti medie generali, fa ben sperare che il settore, dopo il forte rallentamento delle performance osservato da inizio anno, si stabilirà su tassi di espansione più stabili. Anche se le aziende manifatturiere sono rimaste abbastanza ottimiste circa la sostenibilità della crescita, con inoltre aumenti occupazionali notevoli, persistono rischi. L’ottimismo circa l’attività futura è peggiorato al livello più basso in più di cinque anni e aumenta la pressione dei costi, specialmente il prezzo dell’acciaio ha registrato a giugno un aumento”.

Redazione

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