Markit PMI: a marzo crescita più lenta in otto mesi per il settore manifatturiero italiano

 Markit PMI: a marzo crescita più lenta in otto mesi per il settore manifatturiero italiano

Nonostante la più lenta attività del mercato e le restrizioni sul versante dell’offerta, continua ad un tasso elevato a marzo la crescita del settore manifatturiero in Italia. Sia la produzione che i nuovi ordini sono aumentati a tassi più deboli, mentre si attenua al livello più basso dalla scorsa estate l’ottimismo delle aziende.

Nonostante ciò, a causa dell’incremento del carico di lavoro, i livelli occupazionali sono aumentati nuovamente, mentre sul fronte dei prezzi, diminuiscono i tassi di inflazione dei costi di acquisto e di vendita.

Il valore principale dell’Indice PMI® (Purchasing Managers Index®) IHS Markit del settore manifatturiero italiano, che con un’unica cifra mostra gli sviluppi delle condizioni generali del settore, è diminuito a marzo a 55.1 da 56.8 di febbraio. Anche se il PMI rimane ben al di sopra della media storica, questo valore rappresenta quello più basso registrato da luglio.

Anche se a tassi più lenti aumenta notevolmente a marzo sia la produzione che i nuovi ordini. La crescita dei nuovi ordini è stata la più debole da inizio 2017, situazione questa attribuita dalle aziende campione alle condizioni di base del mercato che sono risultate più deboli rispetto ad inizio anno.

Detto ciò, le imprese manifatturiere hanno continuato a segnalare come la domanda sia rimasta sufficientemente elevata e in grado di generare un livello di crescita dei nuovi ordini storicamente elevato da mettere a dura prova la capacità. Per l’undicesimo mese consecutivo aumenta a marzo il livello di lavoro inevaso, che consecutivamente ha incoraggiato ulteriori assunzioni e quindi l’espansione del livello occupazionale del settore manifatturiero italiano, aumentato adesso per più di tre anni consecutivi.

I dati raccolti evidenziano come la produzione di marzo è stata ostacolata dagli attuali ritardi per le consegne di beni. I tempi medi di consegna si sono allungati ancora una volta ad un tasso elevato, con i fornitori che hanno riportato di aver sofferto di una carenza di giacenze e che quindi non sono stati capaci di far fronte alla maggiore domanda.

Considerato ciò, gli ultimi dati hanno mostrato l’ennesimo aumento dell’attività di acquisto ma ad un tasso leggermente inferiore rispetto ai mesi precedenti. Una crescita più lenta in parte è attribuita alla fornitura di materie prime e di semilavorati, con alcune aziende campione che hanno indicato di preferire l’utilizzo delle loro giacenze. L’indagine di marzo ha mostrato una contrazione degli acquisti al livello maggiore da agosto.

Allo stesso tempo, i fornitori hanno aumentato notevolmente i loro prezzi, traendo vantaggio quindi dagli squilibri tra l’offerta e la domanda. Più del 37% delle aziende campione hanno indicato un aumento dei prezzi di acquisto, anche se l’aumento generale è risultato il più lento dallo scorso agosto. Per cercare di smorzare i maggiori costi, le imprese manifatturiere hanno optato per il forte aumento dei loro prezzi di vendita.

Per concludere, più del 42% del campione d’indagine prevede un aumento della produzione durante i prossimi 12 mesi anche se il livello di ottimismo generale è stato il più basso in sette mesi.

Paul Smith, Director di IHS Markit che compila il report Markit PMI™ Settore Manifatturiero in Italia, ha dichiarato: “Con l’approssimarsi della fine del primo trimestre, il settore manifatturiero in Italia ha continuato a perdere vigore, malgrado, in linea con le positive condizioni di mercato, abbia registrato l’ennesima e forte espansione. Se non altro, il rallentamento della crescita pare rifletta principalmente i problemi presenti sulla catena di fornitura, con le imprese che lamentano difficoltà nel recuperare materiali dai fornitori. Inoltre con i livelli delle giacenze già bassi, questi sviluppi hanno avuto un effetto di rallentamento della crescita. Conseguentemente, nonostante in rallentamento rispetto al mese precedente, rimangono elevate a marzo le pressioni sui prezzi. Ciò è dovuto al fatto che i fornitori hanno tratto vantaggio dalle forti condizioni di domanda e i manifatturieri hanno cercato di proteggere i loro margini aumentando i prezzi”.

Redazione

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