Markit PMI: ad agosto il settore manifatturiero italiano si avvicina alla stagnazione

 Markit PMI: ad agosto il settore manifatturiero italiano si avvicina alla stagnazione

Il settore manifatturiero italiano ad agosto ha dato segnali di stagnazione. Sia la produzione che i nuovi ordini sono risultati più bassi, indeboliti dalla domanda domestica, mentre i livelli occupazionali sono aumentati al tasso più debole da settembre 2016. La pressione dei costi rimane elevata, ma le fiacche condizioni del mercato ne hanno limitato il trasferimento ai clienti. Inoltre, le aspettative sul futuro sono risultate le più basse per oltre cinque anni.

L’Indice PMI® (Purchasing Managers Index®) IHS Markit del settore manifatturiero italiano, un indicatore a numero singolo degli sviluppi delle condizioni generali del settore, ad agosto si è indebolito sino a raggiungere 50.1, rispetto al 51.5 di luglio. L’ultimo indice PMI è stato il più basso per due anni, attestandosi su un valore vicino alla stagnazione.

La performance dei singoli settori è stata influenzata ad agosto dalla debolezza della domanda sul mercato interno, che ha causato il primo crollo in due anni dei nuovi ordini e una leggera contrazione della produzione, ponendo fine al periodo di espansione di 43 mesi consecutivi.

Gli ultimi dati relativi ai singoli sotto settori hanno indicato una netta riduzione della produzione e dei nuovi ordini sia per i produttori di beni intermedi che di investimento, ma una leggera crescita per i produttori di beni di consumo.

Sul fronte commerciale il settore manifatturiero italiano ha indicato l’ennesimo aumento dei nuovi ordini per l’estero, sebbene la crescita sia stata la più debole nell’attuale sequenza di crescita di 68 mesi consecutivi.

Nonostante la tendenza all’indebolimento della produzione e dei nuovi ordini, ad agosto le imprese manifatturiere hanno ancora una volta aumentato il personale, un potenziamento generalmente legato ai piani di espansione aziendale o di gruppo. Detto ciò, la crescita è stata la più debole registrata in quasi due anni.

L’assunzione di personale supplementare si è verificata nonostante i segnali di sovraccapacità nell’industria. Secondo i dati dell’ultima indagine, ad agosto il numero di commesse inevase ha raggiunto i livelli più bassi per quasi cinque anni e mezzo. Allo stesso tempo le giacenze dei prodotti finiti sono aumentate per il secondo mese consecutivo. L’ultimo aumento delle giacenze per due mesi consecutivi risale alla fine del 2014.

Sul fronte dei prezzi, l’aumento del costo delle materie prime ha accentuato ulteriormente i costi a carico dei produttori. Nonostante la leggera flessione e il valore più basso in tre mesi, l’inflazione dei prezzi di acquisto è rimasta elevata. Di contro, i prezzi di vendita sono aumentati ad un tasso modesto e notevolmente più lento (il più debole per oltre un anno). Inoltre, i dati raccolti hanno mostrato la tendenza a utilizzare gli sconti per stimolare una domanda in calo.

Allo stesso tempo, in linea con le tendenze più deboli di produzione e nuovi ordini, l’attività di acquisto è diminuita al tasso più elevato da aprile 2013, evidenziando la propensione delle aziende ad utilizzare le giacenze esistenti per soddisfare le esigenze di produzione.

Infine, le preoccupazioni sulle condizioni commerciali a livello globale, in particolare i rapporti con gli USA, hanno causato una contrazione dell’ottimismo ad agosto, facendo scivolare l’indice delle aspettative future al tasso più basso da maggio 2013. 

Paul Smith, Director di IHS Markit che compila il report Markit PMI® Settore Manifatturiero in Italia, ha dichiarato: “L’indagine di agosto ha mostrato il perdurare del rallentamento generale della crescita rilevato durante l’anno. Anche gli ultimi dati indicano infatti una stagnazione complessiva dell’industria manifatturiera italiana. La rilevazione PMI sembra indicare che il settore potrebbe incidere negativamente sul PIL del terzo trimestre. La preoccupazione per l’accentuarsi delle tensioni sulle condizioni del commercio globale nei prossimi mesi e sul relativo peso che potrebbero avere sulle esportazioni, ha ridimensionato le aspettative di crescita per il prossimo anno degli operatori del settore manifatturiero, che hanno raggiunto il livello più basso da maggio 2013. La forte riduzione delle commesse inevase, l’aumento delle giacenze e la manifesta debolezza del mercato interno sembrano indicare un’ulteriore debolezza dei livelli di produzione e di crescita occupazione anche durante i prossimi mesi. A meno che non intervenga un aumento della domanda, sia sul mercato interno che all’estero, la tendenza riportata dai recenti dati sembra indicare che il pericolo di una recessione tecnica durante la seconda parte del 2018 sia reale”.

Redazione

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