Markit PMI: alla fine del terzo trimestre la crescita economica dell’eurozona accelera

 Markit PMI: alla fine del terzo trimestre la crescita economica dell’eurozona accelera

Con una crescita della produzione che ha segnato l’accelerazione più forte negli ultimi quattro mesi, sostenuta dal più rapido rialzo dei nuovi ordini in quasi sei anni e mezzo, l’economia dell’eurozona di settembre conclude il terzo trimestre molto positivamente.

L’Indice PMI® IHS Markit della Produzione

Composita nell’Eurozona finale di settembre ha indicato 56.7 ed ha segnato un valore in rialzo rispetto a 55.7 di agosto eguagliando la precedente stima flash. Anche le aspettative sono rimaste positive, con l’ottimismo al record in quattro mesi.

L’Indice ha segnato valori in espansione nel corso degli ultimi 51 mesi. La media dell’intero terzo trimestre di 56.0 è stata tuttavia leggermente più debole del trimestre precedente (56.6).

A settembre, i tassi di crescita della produzione hanno indicato un’accelerazione sia del manifatturiero che del terziario, con il primo che continua a registrare una prestazione generale maggiore.

La produzione manifatturiera ha indicato il tasso più rapido di crescita da aprile 2011. Nel terziario l’espansione dell’attività è migliorata segnando un valore record in quattro mesi, uno dei migliori degli ultimi sei anni.

La Germania a settembre è tornata in testa alla classifica dell’Indice di Produzione PMI. La produzione è aumentata ad un tasso record da aprile 2011, grazie all’impennata di crescita del settore manufatturiero facilitata dal brusco rialzo degli ordini esteri. L’Irlanda si è posizionata al secondo posto, anche se con valori ai minimi in due mesi, mentre la ripresa francese ha aumentato il passo.

Classifica per Paese della crescita della produzione di settembre

  • Germania 57.7 (flash: 57.8) massimo in 77 mesi
  • Irlanda 57.6 minimo in 2 mesi
  • Francia 57.1 (flash: 57.2) massimo in 76 mesi
  • Spagna 56.4 massimo in 2 mesi
  • Italia 54.3 minimo in 6 mesi

L’attività economica francese è aumentata al tasso più netto in più di sei anni (da maggio 2011), con la crescita della produzione e dei nuovi ordini più o meno equamente distribuita tra i settori manifatturiero e terziario. La Spagna ha segnato un tasso di espansione economica migliore rispetto al valore minimo in sette mesi di agosto, mentre la crescita in Italia è stata la più debole da marzo, ma sempre nel complesso consistente.

Il rialzo dell’economia dell’eurozona ha continuato a testare le capacità produttive, segnando il più rapido aumento delle commesse inevase da febbraio 2011. Le aziende hanno indicato uno dei maggiori incrementi degli organici dell’ultimo decennio, registrando creazione occupazionale in Germania, Francia, Italia, Spagna e Irlanda.

La pressione sui prezzi di settembre è aumentata, con tassi di inflazione sui prezzi di acquisto e di vendita al record in cinque mesi.

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L’espansione del settore terziario ha ripreso vigore nel mese di settembre. L’attività economica è aumentata al tasso più rapido in quattro mesi, registrando uno del più netti aumenti degli ultimi sei anni. Le aspettative del settore sono anch’esse rimaste positive, con l’ottimismo* al valore più alto in quattro mesi.

L’Indice PMI® IHS Markit dell’attività economica del terziario nell’ eurozona finale di settembre ha indicato 55.8, segnalando un aumento rispetto a 54.7 di agosto e superando la precedente stima flash di 55.6. Salgono a 50 i mesi consecutivi in cui si registra un’espansione. Eppure, la media del terzo trimestre di 55.3 ha indicato un indebolimento rispetto a 56.0 del trimestre precedente.

La spinta per quest’ultimo slancio di crescita dell’attività economica è stata data dal forte incremento dei nuovi ordini ricevuti, che hanno registrato il più rapido aumento da marzo.

L’afflusso più copioso di commesse ha messo alla prova le capacità operative del terziario, provocando il più rapido aumento di lavoro inevaso in più di sei anni.

La necessità di incrementare le capacità produttive ha dato impulso al forte aumento dell’occupazione, segnando un valore di crescita simile ai record dell’ultima decade.

Tutte le economie terziarie nazionali monitorate dall’indagine hanno indicato valori in crescita di attività, nuovi ordini, occupazione e commesse inevase. Il più forte incremento della produzione è stato quello dell’Irlanda, seguito dalla Francia, ed entrambe le nazioni hanno indicato un accelerazione record su quattro mesi della crescita.

Anche la Spagna e la Germania, la prima con un valore record in due mesi e la seconda in sei, hanno entrambe registrato maggiori ritmi di crescita dell’attività. Solo l’Italia ha segnato un rallentamento, con la più lenta crescita della produzione da marzo. Allo stesso tempo la creazione di posti di lavoro è aumentata in Germania, Francia, Italia e Irlanda, rallentando però in Spagna.

La pressione sui prezzi di settembre è aumentata.

I prezzi medi d’acquisto hanno indicato la più rapida accelerazione in cinque mesi, generando il il più forte tasso d’inflazione dei prezzi di vendita da marzo. Le tariffe applicate sono aumentate in Germania, Francia, Spagna e Irlanda, diminuendo per il settantaquattresimo mese consecutivo in Italia.

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “I dati PMI finali di settembre hanno concluso un terzo trimestre notevole, grazie al quale l’indagine prevede una crescita del PIL dello 0.7%. L’economia si accinge ad entrare nel quarto trimestre con un’economia stimolata da un flusso di nuovi ordini in crescita al ritmo più rapido in più sei anni e da rinvigorite aspettative di incremento futuro dopo la stasi estiva. La crescita sta inoltre diventando sempre più generale e questo dovrebbe aiutare a rendere la ripresa più sostenibile visti i miglioramenti dei profitti aziendali, del mercato del lavoro e della ripresa della domanda all’interno dell’eurozona. La regione sembra perciò sempre più capace di resistere a qualsiasi scossone politico ed in posizione per raggiungere una fine dell’anno forte. Con la domanda che supera l’offerta, l’aumento della pressione sui prezzi ci mostra il progressivo sviluppo del mercato del venditore per molti beni e servizi. In questi termini, l’indagine ci mostra una riduzione delle forze deflazionistiche, fornendoci la maggiore convinzione che le pressioni reflazionarie si stanno sempre più radicando nell’economia”.

Redazione

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