Markit PMI Composito Eurozona: il settore manifatturiero provoca il rallentamento della crescita di settembre

 Markit PMI Composito Eurozona: il settore manifatturiero provoca il rallentamento della crescita di settembre

Dalla lettura dell’Indice IHS  MarkitPMI® della Produzione Composita nell’Eurozona finale di settembre, l’economia dell’eurozona ha segnato la più lenta espansione in quattro mesi. Con 54.1, l’indice è diminuito rispetto a 54.5 di agosto registrando una flessione anche rispetto alla recente stima flash di 54.2. 

L’incremento dell’attività di settembre, per il sessantreesimo mese consecutivo, nasconde trend divergenti tra l’economia manifatturiera e terziaria. Se nel terziario c’è stato il più cospicuo incremento degli ultimi tre mesi, il manifatturiero ha registrato la crescita più lenta della produzione da maggio 2016. 

A livello nazionale, c’è stata di nuovo un’ espansione generale. L’incremento del settore privato è stato molto più debole rispetto ai tassi di inizio anno, ad eccezione dell’Irlanda che ha indicato un forte tasso di crescita rimasto invariato rispetto al record in sette mesi di agosto. La Spagna soprattutto ha registrato la più lenta espansione dell’attività in quasi cinque anni, mentre la crescita dell’Italia ha quasi eguagliato i valori minimi in due anni registrati ad agosto. 

Germania e Francia hanno continuato a registrare tassi di espansione relativamente consistenti, anche se la seconda ha indicato la prestazione più debole degli ultimi 21 mesi. 

A dare supporto all’incremento dell’attività nell’eurozona è stata la nuova espansione delle commesse in entrata, che hanno realizzato una crescita forte ma poco più debole di agosto. 

Classifica per Paese della crescita della produzione di settembre 

Irlanda 58.4 invariata 
Germania 55.0 (flash: 55.3) minimo in 2 mesi 
Francia 54.0 (flash: 53.6) minimo in 21 mesi 
Spagna 52.5 minimo in 58 mesi 
Italia 52.4 massimo in 2 mesi 

A settembre si è rilevato un nuovo segnale di pressione sulle capacità produttive, con l’aumento delle commesse inevase per il quarantesimo mese consecutivo. La crescita è stata tuttavia modesta, in parte limitata dall’ennesima espansione delle forze lavoro. La creazione occupazionale di settembre ha prolungato l’attuale sequenza di espansione a poco meno di quattro anni. I più forti tassi di assunzione si sono avuti in Germania e in Irlanda. 

Sul fronte dei prezzi, l’inflazione dei prezzi d’acquisto è rimasta acuta e leggermente maggiore di agosto, ed anche i prezzi di vendita sono aumentati ad un ritmo maggiore. In linea con il trend recente, la pressione maggiore sui prezzi è rimasta quella tedesca, mentre in Francia ed in Italia, il potere sui prezzi delle aziende è rimasto molto più debole. 

Le preoccupazioni geopolitiche e gli attuali timori sulle crescenti misure protezionistiche a livello globale hanno nel frattempo continuato a indebolire l’ottimismo. Anche se migliorata rispetto ad agosto, la fiducia si è mantenuta tra i più bassi valori in due anni. In Germania soprattutto, l’ottimismo è crollato ai valori minimi in 25 mesi, contrariamente ai leggeri miglioramenti avutisi in Francia, Italia e Irlanda. Invariato ai minimi in cinque anni è stato il valore della fiducia in Spagna. 

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L’Indice PMI® IHS Markit dell’attività economica del terziario nell’eurozona finale di settembre si è posizionato su 54.7 (stima flash: 54.7), indicando un leggero miglioramento rispetto a 54.4 di agosto e la lettura più alta da giugno. 

Il valore principale dell’indice di settembre ha di nuovo mascherato le forti divergenze tra i valori registrati a livello nazionale. In Germania la crescita è aumentata raggiungendo un record in otto mesi, mentre in Irlanda si è registrato un tasso di espansione forte e accelerato. È stato forte l’incremento dell’attività in Francia, anche se al tasso di crescita più lento da maggio. In Spagna si è avuta la più debole espansione in quasi cinque anni, mentre in Italia si è registrato un leggero miglioramento rispetto ai minimi in dieci mesi di agosto. 

Il volume dei nuovi ordini ha continuato a segnare un forte aumento, esercitando ulteriore pressione sulle capacità operative, come evidenziato dal forte incremento dell’inevaso. Come conseguenza, le aziende hanno aggiunto nuovo personale, con la più forte crescita occupazionale del settore terziario in circa 11 anni. Complessivamente nell’eurozona, gli incrementi netti degli organici sono stati superiori alle rispettive medie a lungo termine. 

Tra i commenti da parte delle aziende monitorate in merito ai prezzi maggiori del carburante e, a volte, all’incremento dei salari (soprattutto in Germania), le spese operative medie hanno indicato il più forte aumento da aprile 2011. I prezzi di vendita hanno pertanto registrato un rialzo, anche se il debole potere sui prezzi del terziario italiano, spagnolo e, anche se di meno, francese hanno limitato la generale inflazione dei prezzi di vendita. 

Infine, dai minimi in 21 mesi registrati ad agosto, la fiducia è migliorata, restando tuttavia storicamente debole. Germania e Italia hanno misurato i livelli più deboli di ottimismo, mentre l’Irlanda i più forti. 

Commento

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “Il contesto è fondamentale: il deludente PMI di settembre, anche se ai valori quasi minimi negli ultimi due anni, mantiene un tasso relativamente elevato segnando una forte crescita. Confrontandoli con i dati ufficiali, i dati dell’indagine corrispondono ad una crescita del PIL del terzo trimestre quasi dello 0.5%. Un fattore da considerare è che i dati PMI ci dicono che possiamo aspettarci che le stime di crescita ufficiali della prima metà dell’anno vengano oltretutto corrette al rialzo. È tuttavia improbabile che il quarto trimestre registri una crescita così forte, visto che nei mesi recenti abbiamo assistito ad un’evidente perdita di slancio della produzione e dei nuovi ordini. I segnali più preoccupanti vengono dalle esportazioni. I flussi commerciali sono più o meno stagnanti, il che è in netto contrasto con i tassi di esportazione registrati alla fine dell’anno scorso. A settembre il settore terziario ha mantenuto un tenore di crescita, che senza una ripresa del manifatturiero sarebbe anomalo sostenere. Allo stesso modo, se la crescita occupazionale sta mantenendo un livello storicamente alto, la costante erosione del flusso di nuovi ordini avvenuta nel corso di quest’anno, fa presagire che in assenza di una forte ripresa degli ordini ci sarà un deperimento repentino del mercato del lavoro. Con la fiducia sulle prospettive economiche future ad uno dei livelli più bassi degli ultimi due anni, appare evidente che le aziende non si aspettano in tal senso alcun imminente cambiamento della domanda”. 

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