Markit PMI Composito Eurozona: la crescita della produzione di agosto si mantiene nel complesso costante ma le aspettative si indeboliscono

 Markit PMI Composito Eurozona: la crescita della produzione di agosto si mantiene nel complesso costante ma le aspettative si indeboliscono

La crescita dell’economia dell’eurozona ha registrato un cambiamento trasversale nel mese di agosto. L’Indice IHS Markit PMI® della Produzione Composita nell’Eurozona finale ha segnato 54.5, in leggero rialzo rispetto alla recente stima flash ma aumentando leggermente da 54.3 di luglio.

Ad agosto sono saliti a oltre cinque gli anni consecutivi in cui si registra una continua espansione, anche se la crescita si è mantenuta notevolmente inferiore ai più rapidi tassi di inizio anno. La produzione manifatturiera e l’attività terziaria sono aumentate a ritmi analoghi e leggermente più rapidi.

In linea con il trend recente, i dati nazionali PMI hanno di nuovo indicato un’espansione della produzione economica su larga scala. Tutti i paesi hanno registrato un aumento dell’attività, con l’Irlanda a guidare di nuovo la crescita (record in 7 mesi). Germania e Francia (valori più alti in 6 e 2 mesi rispettivamente) hanno registrato indici accelerati, mentre la Spagna ha segnato un leggero miglioramento rispetto ai minimi in 56 mesi di luglio. Contrariamente alle altre nazioni, l’Italia ha misurato un tasso di espansione più debole, indicando il più lento aumento della produzione economica in poco meno di due anni (valore minimo in 22 mesi).

Il volume delle commesse acquisite ad agosto ha mantenuto il trend di aumento ad un tasso leggermente superiore rispetto a luglio, ma la fiducia sull’attività futura ha continuato ad indebolirsi. Viste le tensioni commerciali globali e le incognite sulle potenziali ripercussioni future sull’attività che continuano ad insidiare la fiducia, gli ultimi dati hanno mostrato il livello più basso di aspettative in 23 mesi. In particolare, l’ottimismo delle aziende italiane e spagnole è crollato ai minimi in circa cinque anni. Le aspettative della Francia hanno indicato i valori più deboli in più di un anno e mezzo.

Classifica per Paese della crescita della produzione di agosto

Irlanda

58.4

massimo in 7 mesi

Germania

55.6 (flash: 55.7)

massimo in 6 mesi

Francia

54.9 (flash: 55.1)

massimo in 2 mesi

Spagna

53.0

massimo in 2 mesi

Italia

51.7

minimo in 22 mesi

Malgrado le aspettative piuttosto contenute dell’attività, le aziende hanno continuato ad aggiungere forza lavoro. La crescita occupazionale è stata di nuovo netta e maggiore rispetto a luglio, toccando il valore più alto in sei mesi. La Germania ha indicato un rialzo particolarmente forte, con ritmi di crescita accelerati fino a toccare il record da marzo 2011. Al contrario in Italia il tasso di assunzione è stato il minore in un anno.

I prezzi di acquisto sono di nuovo notevolmente aumentati nonostante l’inflazione sia rallentata ai minimi in tre mesi. I prezzi di vendita hanno registrato un trend simile. La pressione sui prezzi tedesca si è mantenuta molto forte rispetto agli andamenti più modesti avutisi in Italia, dove si è registrato un leggero calo dei prezzi di vendita.

Servizi

L’Indice PMI® IHS Markit dell’attività economica del terziario nell’eurozona finale di agosto è aumentato a 54.4 rispetto a 54.2 di luglio, ed è rimasto invariato dalla recente stima flash.

A livello nazionale, la crescita è rimasta generale con tutte le nazioni che hanno di nuovo registrato valori più alti di attività. Si sono avuti tassi di espansione più forti in Francia, Germania e Irlanda. In Spagna si è avuto nel complesso uno spostamento laterale mentre in Italia il tasso è rallentato ai minimi in quattro mesi.

L’incremento poco più forte dell’attività è stato accompagnato da un flusso leggermente maggiore di nuove commesse, che, al pari dell’attività, si è mantenuto forte, ma nettamente inferiore ai tassi avutisi all’inizio dell’anno.

Le tensioni commerciali geopolitiche hanno causato ad agosto un calo delle aspettative del settore terziario ai minimi in 21 mesi. Tuttavia, l’attenuamento dell’ottimismo non ha avuto un impatto negativo sul mercato del lavoro visto che la creazione occupazionale del settore terziario ha toccato il record in poco meno di 11 anni.

Il fattore che ha dato la spinta alle assunzioni è la pressione sulle capacità operative, come segnalato da un nuovo forte aumento delle commesse inevase. In Germania si è avuto il più forte rialzo dei posti di lavoro da ottobre 2007. Francia e Irlanda hanno assistito al più forte aumento dell’occupazione in quattro e otto mesi rispettivamente. In Spagna l’incremento è stato minore, restando tuttavia sostenuto, mentre in Italia si è registrata solo una modesta crescita.

Sul fronte dei prezzi, il risultato combinato dell’aumento dei costi salariali (specialmente in Germania) e dei costi del carburante ha di nuovo causato un forte rialzo delle spese operative aziendali. Di conseguenza, i prezzi di vendita sono aumentati in modo cospicuo, registrando un forte incremento dell’inflazione in Germania, che ha mantenuto valori vicino al record assoluto. L’Irlanda ha indicato il più alto livello d’inflazione dei prezzi in 5 mesi ma negli altri paesi il potere sui prezzi si è mantenuto basso, specialmente in Italia, dove i prezzi sono stati ridotti per il settimo mese consecutivo.

Commento

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “Il PMI dell’eurozona ha mostrato che la forte crescita dell’attività, dei nuovi ordini e dell’occupazione si è estesa sino ad agosto. L’espansione appare tuttavia sempre meno uniforme e nel corso dell’estate ottimismo delle aziende si è mostrato sempre più instabile. Nel corso di questo terzo trimestre, i dati dell’indagine suggeriscono che l’eurozona è potenzialmente proiettata almeno sullo stesso valore di espansione del PIL avutosi nel secondo trimestre dello 0.4%. La flessione dell’ottimismo pone tuttavia dei dubbi su quanto un ritmo tale di crescita possa mantenersi fino al trimestre finale dell’anno. Le aspettative economiche sull’attività per il prossimo anno sono crollate ai minimi in quasi due anni, in un contesto di crescenti preoccupazioni sull’impatto delle guerre commerciali e delle aumentate incertezze politiche. Per di più, la crescita appare troppo sbilanciata. Sebbene tutte le maggiori economie dell’eurozona hanno registrato valori moderati di crescita nel corso di quest’anno, in Germania si segnala di nuovo un’espansione forte e anche in Francia, anche se in misura minore. L’Italia ad agosto ha invece indicato un forte rallentamento, facendo intuire che la terza maggiore economia dell’eurozona potrebbe registrare la più debole espansione in quasi due anni, mentre in Spagna questo terzo trimestre potrebbe segnare i valori peggiori in quasi cinque anni, a meno che a settembre non si registri una forte ripresa. All’interno dell’eurozona, inoltre, l’andamento dei prezzi varia dai valori quasi record dell’inflazione in Germania al crollo dei prezzi in Italia, tendenza questa che ci ricorda che le pressioni deflazionistiche dell’eurozona potrebbero non essere ancora completamente svanite”.

Redazione

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