Markit PMI Composito: rallenta la crescita dell’Eurozona a causa della continua crisi in Francia e Italia

 Markit PMI Composito: rallenta la crescita dell’Eurozona a causa della continua crisi in Francia e Italia

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[dropcap]L’[/dropcap]attuale malessere dell’economia dell’Eurozona si è protratto fino alla fine del terzo trimestre con gli ultimi dati PMI che hanno indicato un nuovo calo della crescita della produzione e dei nuovi ordini.

L’Indice finale Composito Markit PMI® della Produzione nella zona Euro di settembre è sceso ai minimi su dieci mesi con 52.0 da 52.5 di agosto e al di sotto dell’ultima stima flash di 52.3. Nel complesso, anche la lettura media del terzo trimestre (52.8) ha toccato i minimi del 2014, mentre la crescita dei nuovi ordini è stata la più debole da ottobre 2013.

Sono risultati sotto tono anche i trend del manifatturiero e del terziario di settembre, con una crescita della produzione manifatturiera invariata rispetto ai minimi di agosto, visto il calo dei nuovi ordini per la prima volta in 15 mesi. I tassi di incremento di attività e nuovi ordini del terziario, hanno entrambi toccato i minimi su sei mesi.

Da un punto di vista nazionale, l’espansione maggiore si è registrata in Irlanda e Spagna, anche se a tassi più lenti rispetto al mese scorso. La Germania è stata l’unica nazione dell’indagine a segnare una leggera accelerazione del tasso di crescita della produzione, poiché la più forte prestazione del settore terziario ha controbilanciato l’ulteriore rallentamento del manifatturiero.

Francia e Italia hanno segnato una flessione più rapida: la Francia con un forte calo sia nella produzione manifatturiera che nelle attività del settore terziario; in Italia, la flessione si è concentrata sul settore terziario, visto che la produzione manifatturiera è aumentata.

La fiacca prestazione dell’economia dell’Eurozona ha nel complesso dato seguito ad una creazione modesta di posti di lavoro, visto il debole incremento degli organici per il sesto mese consecutivo. La contrazione di commesse in giacenza, che è stata la più forte da luglio 2013, ha inoltre segnalato una debolezza nelle tendenze occupazionali future.

Nazioni in ordine di crescita della produzione composita (settembre)
Irlanda 60.0 minimo su 3 mesi
Spagna 55.3 minimo su 3 mesi
Germania 54.1 (flash: 54.0) massimo su 2 mesi
Italia 49.5 minimo su 10 mesi
Francia 48.4 (flash: 49.1) minimo su 3 mesi

In Francia l’occupazione è scesa al tasso più rapido su 16 mesi, mentre in Germania è accelerata, ma ha rallentato in Irlanda e Spagna. In Italia gli organici si sono consolidati, dopo il leggero calo di agosto.

A settembre le spinte inflazionistiche sono rimaste moderate. La media dei prezzi di acquisto è aumentata al tasso più lento su cinque mesi, visto che nel terziario l’inflazione dei costi è rallentata e i prezzi di fornitura del manifatturiero sono calati. I prezzi di vendita sono scesi per il trentesimo mese consecutivo toccando il record da luglio 2013.

Servizi:
A settembre l’economia del terziario dell’Eurozona è aumentata per il quattordicesimo mese consecutivo. Tuttavia, sono apparsi evidenti nuovi segnali di un rallentamento della crescita, con un moderato aumento delle attività e dei nuovi ordini ai minimi su sei mesi. Anche la creazione di impieghi è stata solo modesta, con un tasso di incremento rimasto invariato dai minimi su cinque mesi di agosto.

L’Indice delle Attività Terziarie dell’Eurozona ha segnato a settembre 52.4, in calo rispetto alla precedente stima flash di 52.8 e dalla lettura di agosto di 53.1. Guardando il terzo trimestre nel complesso, la media degli indici di 53.2 è risultata solo di poco superiore a quella del trimestre precedente di 53.1, ma tuttavia la più alta dal secondo trimestre 2011.

Le attività sono risultate in forte aumento in Germania, Spagna e Irlanda, ma sono state parzialmente controbilanciate da una flessione più forte in Italia e da una nuova contrazione in Francia. Tendenze simili si sono viste anche nei nuovi ordini.

In Germania l’aumento dei nuovi ordini ha toccato il record su 39 mesi e i massimi su 100 mesi in Irlanda. Ciò è di buon auspicio per le prossime tendenze delle attività e dell’occupazione di queste nazioni, soprattutto se si considera che entrambe sono già protagoniste di una forte crescita occupazionale nel settore terziario.

Dando un’occhiata a scenari più lontani, il quadro si fa meno certo per la Germania, con la fiducia sulle condizioni del prossimo anno in calo ai minimi su 15 mesi. Diversamente l’ottimismo in Irlanda ha indicato un ben più alto livello.

In Francia e in Italia i nuovi ordini sono calati e in Spagna la crescita delle nuove commesse è fortemente diminuita. Tale indebolimento nell’afflusso di nuovo lavoro si è riversato nel mercato del lavoro di queste nazioni, con tagli agli organici del terziario al tasso più rapido su 17 mesi in Francia. In Spagna e Italia il numero degli impieghi è rimasto invariato.

Le pressioni inflazionistiche di settembre sono rimaste deboli con l’aumento della media dei costi al tasso più lento da aprile, mentre i prezzi di vendita sono diminuiti per il trentaquattresimo mese consecutivo. In Germania e Irlanda i prezzi di vendita sono aumentati, ma sono fortemente calati in Francia, Italia e Spagna.

Commento:
Chris Williamson, Chief Economist presso Markit ha detto: «Il PMI suggerisce che l’economia dell’Eurozona nel terzo trimestre è rimasta a un punto morto. Dalla lettura dei dati d’indagine, dopo la stagnazione del PIL nel secondo trimestre, nel terzo possiamo solo aspettarci una modesta crescita dello 0.2-0.3%, avendo perduto lo slancio mentre ci avviciniamo all’ultimo trimestre dell’anno. Certamente ci sono aree di crescita: l’economia irlandese è in forte ripresa, in Spagna si assiste ad una crescita ancora elevata e il settore terziario tedesco sta fornendo elementi importanti per lo sviluppo dell’intera regione. Eppure lo scenario generale è quello di un’economia della moneta unica in lotta contro molteplici difficoltà, tra le quali la mancanza di domanda interna in molte nazioni, prestiti bancari limitati, sanzioni alla Russia e la resistenza delle aziende ad ingrandirsi a causa di prospettive economiche incerte. L’indagine ha indicato che nell’intera regione la crescita dei nuovi ordini è scivolata fino a raggiungere il più debole valore in quasi un anno, suggerendo che la domanda di beni e servizi sta a malapena crescendo. In risposta a questo, l’occupazione è rimasta più o meno invariata e, se tale assenza di domanda persiste, l’assottigliamento delle commesse in giacenza fa presagire un nuovo possibile calo degli organici nei prossimi mesi. Il calo della crescita indicato dal PMI porrà ulteriori pressioni sulla BCE per ampliare i piani di acquisto di asset, in modo che non si limiti all’acquisizione dei titoli ABS più rischiosi, ma inizi anche l’acquisizione di debito pubblico».

Redazione

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