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Markit PMI: continua il calo delle vendite al dettaglio nel nuovo anno

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[dropcap]I[/dropcap]l mese d’apertura del 2015 registra un forte calo delle vendite al dettaglio in Italia al tasso mensile più rapido dallo scorso agosto. I ritmi di acquisto di beni destinati alla rivendita del commercio al dettaglio si sono ridotti considerevolmente, così come gli organici. Nel frattempo i margini lordi sono diminuiti ad un tasso più rapido, visti gli sconti su larga scala e l’aumento dell’inflazione dei prezzi all’ingrosso, quest’ultimo parzialmente causato dall’indebolimento dell’euro.

L’indice destagionalizzato Markit PMI® sulle Vendite al Dettaglio in Italia, che con un singolo valore segnala i cambiamenti su base mensile delle effettive vendite comparabili, ha segnato a gennaio 41.2, in calo da 42.8 di dicembre e indicando una contrazione netta e accelerata del settore. Come indicato dall’indice, il tasso di flessione è stato in realtà il più rapido da cinque mesi a questa parte e causato principalmente, a giudizio delle aziende campione, dal più debole potere d’acquisto dei consumatori e dal minore afflusso di clienti.

Le vendite comparabili rispetto ad un anno fa sono risultate sostanzialmente inferiori, sebbene il tasso di contrazione su base annuale ha rallentato notevolmente rispetto allo scorso mese. A gennaio, i dettaglianti hanno generalmente mancato i loro obiettivi di vendita, segnando tuttavia il minore divario tra vendite effettive e target pianificati degli ultimi 17 mesi, e molto inferiore alla media storica delle indagini.

L’indagine di gennaio ha mostrato, a conti fatti, imprese moderatamente ottimiste sulle aspettative di raggiungimento degli obbiettivi nel prossimo mese, spesso prevedendo di coprire le precedenti perdite. Ad incentivare le aspettative di vendita sono stati citati fattori quali il lancio di nuovi prodotti e il cambiamento di marchio.

Conseguenza del più rapido tasso di contrazione delle vendite è stato il calo più netto dei margini lordi dei dettaglianti di gennaio. Secondo il parere degli intervistati, la politica di sconti ha contribuito ad erodere ulteriormente i profitti del settore.

Ad inizio anno, il commercio ha inoltre dovuto affrontare pressioni più forti sul fronte dei costi, visto il terzo mese consecutivo di aumento dell’inflazione dei prezzi all’ingrosso fino a risultare il più rapido da febbraio 2014. A contribuire a questa impennata, secondo il giudizio delle aziende campione, è stato l’indebolimento dell’euro. In ogni caso, l’inflazione dei costi è rimasta moderata rispetto al contesto storico.

Allo stesso tempo i dati raccolti nell’indagine di gennaio hanno indicato un’accentuazione del calo delle attività di acquisto da parte dei dettaglianti. Il livello delle forniture all’ingrosso è nettamente diminuito e al tasso più rapido su cinque mesi. Gli intervistati che hanno indicato una contrazione, l’hanno spesso attribuita all’intento di non accumulare giacenze in un clima di calo delle vendite.

In generale, le giacenze di articoli destinati alla vendita sono rimaste pressoché stabili, nel mese di gennaio, sospendendo in tal modo una sequenza di accumulo verificatasi negli ultimi quattro mesi. A gennaio si sono inoltre verificati nuovi tagli occupazionali, poiché i dettaglianti hanno dovuto continuare ad adattarsi ad un clima di indebolimento della domanda. Oltretutto il tasso di contrazione degli organici è risultato accelerato rispetto al mese precedente.

Phil Smith, economista presso Markit, e autore del report Markit PMI® sulle Vendite al Dettaglio in Italia, ha detto: «Il settore delle vendite al dettaglio ha subìto un duro colpo all’inizio del 2015, con vendite di nuovo in calo e margini lordi sotto pressioni aggiuntive per l’effetto combinato degli sconti sui prezzi al cliente e dei costi in continuo aumento. I dettaglianti hanno continuato a economizzare su tutti i fronti, riducendo i livelli d’acquisto per mantenere basse le giacenze e contraendo ulteriormente il numero di impiegati».

Redazione

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