Markit PMI: crescita record del settore manifatturiero italiano in quasi sette anni

 Markit PMI: crescita record del settore manifatturiero italiano in quasi sette anni

Il settore manifatturiero italiano ha beneficiato di un forte inizio del 2018, registrando la crescita maggiore della produzione da inizio 2011 e uno degli aumenti maggiori dei nuovi ordini degli ultimi 18 anni. I livelli occupazionali sono stati aumentati al tasso più veloce a causa della maggiore pressione sulla capacità, ma in linea con la crescente carenza di beni presso i fornitori, si intensificano le pressioni inflazionistiche.

Il valore principale dell’Indice PMI® (Purchasing Managers Index®) IHS Markit del settore manifatturiero italiano, che con un’unica cifra mostra gli sviluppi delle condizioni generali del settore, è migliorato a gennaio e ha raggiunto il valore più alto in quasi sette anni con 59.0. Ciò rappresenta un valore al rialzo rispetto a quello di 57.4 di dicembre e un netto aumento delle condizioni operative. Il PMI ha ormai registrato un valore al di sopra della soglia di non cambiamento di 50.0 per 17 mesi.

Gli ultimi dati hanno rivelato come la produzione tra le aziende manifatturiere italiane sia migliorata al tasso migliore da febbraio 2011. La crescita è stata generale ed è stata accompagnata dall’aumento della stessa portata dei nuovi ordini, che sono aumentati, a causa della positiva domanda nazionale ed estera, ad un livello di poco inferiore quello record in 17 anni e mezzo di novembre. Nonostante al livello più debole in tre mesi, i nuovi ordini esteri hanno riportato un incremento ad un tasso storicamente elevato, con il mercati europeo e americano riportati come aree di crescita durante l’inizio del 2018.

Così come evidenziato dall’ennesimo allungamento del livello del lavoro inevaso, durante l’ultima indagine incrementa la pressione sulla capacità. Parecchie aziende campione hanno riportato di aver rinforzato i loro livelli del personale, infatti l’indagine di gennaio mostra il secondo aumento più forte dei livelli occupazionali dell’indagine.

Conseguentemente alla maggiore produzione ed estendendo l’attuale sequenza di crescita a 15 mesi, le imprese campione hanno aumentato notevolmente a gennaio la loro attività di acquisto. Nonostante ciò, le giacenze degli acquisti mensili sono risultate leggermente in discesa in quanto le aziende hanno usato il proprio magazzino per supportare l’attuale crescita della produzione. Allo stesso modo, gli sforzi per aumentare gli ordini hanno provocato a gennaio una contrazione delle giacenze di prodotti finiti.

La carenza di materie prime e semilavorati, così come evidenziato dell’ennesimo e forte allungamento dei tempi medi di consegna, ha favorito ad inizio 2018 l’estendersi della tendenza al rialzo dei prezzi, con un’inflazione mensile generale, storicamente elevata, dei prezzi di acquisto. L’aumento dei prezzi ha favorito a gennaio l’incremento dei prezzi di vendita in quasi sette anni.

Concludendo, ad inizio anno, le aziende manifatturiere italiane rimangono ottimiste per quanto riguarda l’attività futura, con gli ultimi dati che hanno mostrato come quasi il 42% delle aziende campione prevedono una crescita, attribuendola alla recente tendenza positiva della domanda sia da parte dal mercato nazionale che da quello estero.

Paul Smith, Director di IHS Markit che compila il report Markit PMI Settore Manifatturiero in Italia, ha dichiarato: “Il settore manifatturiero italiano a gennaio ha ottenuto risultati spettacolari, crescendo ad un tasso mai osservato in quasi sette anni. Gli aumenti degli ordini dei recenti mesi sono stati principalmente causati dalla forte domanda internazionale di beni italiani di fascia alta, anche se i dati di gennaio sono stati indicativi di un contributo alla crescita da parte del commercio interno. Ciò ha aiutato a stimolare l’acquisizione di nuovi ordini ad uno dei tassi più forti da inizio millennio. La pressione sulla capacità ha favorito l’aumento di domanda di personale e, durante il mese i livelli occupazionali sono cresciuti ad un livello quasi record. Col tempo, ciò potrebbe favorire l’incremento dei salari e pressioni al rialzo su costi di esercizio per i manifatturieri, che già comunque mostrano segnali di inflazione a seguito dell’ennesimo aumento delle materie prime. Ad ogni modo, con la tendenza di una domanda superiore all’offerta, il potere decisionale sui prezzi dei manifatturieri è migliorato e i prezzi di vendita aumentano ad un tasso record in quasi sette anni”.

Redazione

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