Markit PMI del settore manifatturiero dell’Eurozona di giugno al valore più basso in 18 mesi

 Markit PMI del settore manifatturiero dell’Eurozona di giugno al valore più basso in 18 mesi

Alla fine del secondo trimestre rallenta ulteriormente la crescita del settore manifatturiero dell’eurozona. L’Indice finale IHS Markit PMI® del Settore Manifatturiero dell’Eurozona di giugno ha raggiunto il valore più basso in 18 mesi di 54.9, in discesa da 55.5 di maggio e della precedente stima flash di 55.0. Il PMI ha segnalato un rallentamento del tasso di inflazione in ogni mese dal volgersi dell’anno a causa dell’indebolimento della crescita di produzione e dei nuovi ordini presso i manifatturieri.

I valori PMI sono risultati più bassi in cinque nazioni tra quelle coperte dall’indagine, incluse quelle che hanno riportato i risultati migliori, Paesi Bassi e Austria. Espansioni più deboli anche in Germania, Grecia e Francia, con quest’ultima che sprofonda in coda alla classifica PMI. La terza classificata, l’Irlanda ha osservato una ripresa al valore più alto in cinque mesi, mentre la leggera accelerazione in Italia non è stata sufficiente a evitare la penultima posizione. Rimane invariata la posizione della Spagna.

Sia la produzione che i nuovi ordini hanno registrato un forte rallentamento della crescita da fine 2017, con i tassi di giugno risultati i più deboli rispettivamente da novembre 2016 e agosto 2016.

Consecutivamente ciò ha avuto un impatto sull’ottimismo, diminuito infatti al valore più basso in più di due anni e mezzo.

Classifica PMI® Manifatturiero per Paese di giugno 

Paesi Bassi

60.1

minimo in 9 mesi

Austria

56.6

minimo su 18 mesi

Irlanda

56.6

massimo in 5 mesi

Germania

55.9 (flash: 55.9)

minimo in 18 mesi

Grecia

53.5

minimo in 2 mesi

Spagna

53.4

invariato

Italia

53.3

massimo in 2 mesi

Francia

52.5 (flash: 53.1)

minimo in 16 mesi

Il rallentamento è stato generale con tutti e tre i sottosettori, beni di consumo, intermedi e di investimento che hanno riportato rallentamento della crescita della produzione e dei nuovi ordini. I produttori di beni di investimento hanno registrato l’aumento maggiore in entrambi gli indicatori.

I dati di giugno hanno segnalato come, nonostante la leggera ripresa rispetto a maggio, la crescita delle esportazioni (incluso il commercio intra eurozona) è rimasta notevolmente più debole rispetto ad inizio anno. Gli esportatori si stanno sempre più preoccupando del potenziale impatto che le tariffe e le altre restrizioni commerciali avranno sulla crescita. Il più rapido tasso di crescita è stato osservato nei Paesi Bassi, Grecia e Irlanda, mentre rallenta l’espansione in Germania, Spagna e Irlanda.

Continua ad incrementare a giugno il livello occupazionale in tutte le nazioni coperte dall’indagine, con tassi di aumento in rafforzamento in Germania, Italia e Irlanda. Espansione è stata registrata nei settori dei beni di consumo, intermedi e di investimento, con questi ultimi che hanno registrato la crescita maggiore.

Le imprese campione hanno collegato i maggiori livelli occupazionali alla maggiore produzione e all’incremento del lavoro inevaso. Ad ogni modo, il tasso di espansione degli ordini in fase di lavorazione, principalmente a causa del rallentamento della crescita dei nuovi ordini, è rallentato al livello più basso in 22 mesi.

L’inflazione dei prezzi di acquisto del settore manifatturiero dell’eurozona è aumentato a giugno al livello più alto in quattro mesi. L’ennesimo allungamento dei tempi medi di consegna dei fornitori, un indicatore chiave di come la domanda stia superando di gran lunga l’offerta, si traduce nel diffuso aumento delle tariffe. Le imprese manifatturiere hanno inoltre citato prezzi più alti per petrolio e carburanti.

In contrasto a ciò, pur rimanendo elevata, rallenta al valore più basso in nove mesi l’inflazione dei prezzi di vendita. L’aumento dei costi d’acquisto e quelli di vendita è stato maggiore nei sotto settori dei beni intermedi e di investimento rispetto a quello osservato dai produttori di beni di consumo.

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “Il settore manifatturiero dell’eurozona ha riportato a giugno l’espansione più debole in un anno e mezzo, con la forte possibilità che la crescita della produzione rallenterà ulteriormente durante i prossimi mesi. Dalla fine dell’anno scorso la crescita della produzione si è indebolita notevolmente, mentre i nuovi ordini hanno riportato una contrazione ancora maggiore. I manifatturieri quindi forse dovranno ulteriormente tenere sotto controllo la loro produzione per cercare di adattarsi alla recente contrazione dei nuovi ordini, a meno che la domanda non rinvigorisce. La preoccupazione maggiore arriva dall’entità del deterioramento della crescita delle esportazioni dall’inizio dell’anno e su come presto ciò potrebbe peggiorare. L’indagine mostra inoltre come le aziende stanno manifestando sempre più timori circa l’impatto delle tariffe e della guerra commerciale e su come si stiano preparando per ulteriori perdite delle esportazioni. È quindi normale che l’ottimismo circa le aspettative future sia peggiorato a giugno e al tasso più basso da novembre 2015. Allo stesso tempo sono evidenti i segnali di come l’incertezza politica stia frenando l’ottimismo, fenomeno questo particolarmente evidente in Italia che, non a caso, è stata la nazione che a giugno si è posizionata al penultimo posto, subito prima della Francia”.

Redazione

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