Markit PMI: la contrazione dei nuovi ordini ha contribuito a un altro peggioramento dei risultati nel settore manifatturiero italiano

 Markit  PMI: la contrazione dei nuovi ordini ha contribuito a un altro peggioramento dei risultati nel settore manifatturiero italiano

Electric Metal Welding Closeup Photo. Welding Works.

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Peggiorano di nuovo le condizioni del settore manifatturiero italiano alla fine del 2018, con produzione e nuovi ordini che continuano a diminuire. Anche se le aziende hanno continuato a creare nuovi lavori, il tasso di incremento dei livelli occupazionali ha rallentato ai minimi in quattro anni. La fiducia delle aziende intanto ha toccato i minimi in sei anni.

Sul fronte dei prezzi, il tasso di inflazione dei costi ha rallentato ai minimi da settembre 2016, e di conseguenza i prezzi alla vendita sono aumentati ad un ritmo più lento.

L’Indice PMI® (Purchasing Managers Index®) IHS Markit del settore manifatturiero italiano, che con una singola cifra mostra le condizioni generali del settore, a dicembre si è attestato al di sotto del punto di non cambiamento di 50.0 per il terzo mese consecutivo. Con 49.2 è risultato maggiore del 48.6 di novembre ed ha segnalato un lieve peggioramento dello stato di salute del settore.

Il settore dei beni di consumi è stato l’unico a osservare miglioramenti delle condizioni operative. Nel settore dei beni intermedi si è registrato un peggioramento, mentre le condizioni dei beni d’investimento sono rimaste pressoché invariate.

I nuovi ordini sono diminuiti per la quinta volta nel mese di dicembre e ad un tasso sostenuto. Sono diminuiti anche i nuovi ordini in provenienza dall’estero e allo stesso tasso dei nuovi ordini totali.

Le aziende manifatturiere hanno reagito alla diminuzione dei nuovi ordini con una contrazione della produzione che è stata la quinta consecutiva su base mensile.

In connessione con i minori volumi di nuovi ordini, si sono osservati una riduzione del lavoro inevaso poiché le aziende hanno trasferito le capacità produttive sui progetti esistenti, e anche un incremento delle giacenze di prodotti finiti.

Nonostante le nuove contrazioni di produzione e nuovi ordini, le aziende manifatturiere hanno continuato ad incrementare i livelli della manodopera. Il tasso di creazione di posti lavoro è stato marginale ed ha comunque rallentato fino a toccare il livello più debole dell’attuale serie di incrementi che dura da quattro anni.

Le pressioni inflazionistiche hanno mostrato ulteriori segni di indebolimento durante il mese, con costi in aumento al tasso più lento da settembre 2016. Il tasso d’inflazione dei prezzi alla vendita è anche rallentato ed è risultato il più debole in quasi un anno e mezzo.

Le aziende manifatturiere hanno abbassato notevolmente i loro livelli d’acquisti a dicembre in reazione alla diminuzione delle esigenze di produzione. Questo ha a sua volta provocato la quarta riduzione consecutiva delle giacenze degli acquisti negli ultimi cinque mesi, anche se a un tasso di diminuzione marginale a causa della contrazione della produzione.

I tempi di consegna dei fornitori si sono allungati e ne è stata data la responsabilità a problemi di manodopera presso i venditori e difficoltà nel trovare alcune materie prime.

A dicembre la fiducia delle aziende manifatturiere ha continuato a diminuire per il terzo mese consecutivo e ha toccato il livello minimo in sei anni. Mentre le previsioni di aumenti del numero di clienti e di contratti in nuovi mercati avevano indotto alcune aziende a mostrarsi ottimiste rispetto al futuro, questi sentimenti sono stati contrastati da segnali recenti di indebolimento della domanda.

Commento

Andrew Harker, Associate Director di IHS Markit che elabora il report Markit PMI® Settore Manifatturiero in Italia, ha dichiarato: “I dati PMI di dicembre hanno completato un fine d’anno preoccupante per le aziende manifatturiere italiane che continuano ad avere difficoltà ad acquisire nuovi ordini. Questo è in netto contrasto con l’inizio del 2018 quando il settore attraversava invece una fase di forte crescita. Inoltre, con le previsioni al minimo in sei anni, non ci sono grosse speranze di una ripresa nell’immediato futuro”.

Redazione

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