Markit PMI: la crescita economica dell’eurozona scende a maggio ai valori minimi in un anno mezzo

 Markit PMI: la crescita economica dell’eurozona scende a maggio ai valori minimi in un anno mezzo

Il tasso di espansione dell’attività economica dell’eurozona di maggio rallenta ai tassi minimi in un anno e mezzo. Anche se la crescita è rimasta relativamente forte, l’indebolimento cui abbiamo assistito dall’inizio dell’anno ed il simile andamento

dei nuovi ordini presenta prospettive economiche meno positive rispetto al primo trimestre dell’anno.

L’Indice IHS Markit PMI® della Produzione Composita nell’Eurozona finale di maggio, rimasto invariato dalla recente stima flash, ha indicato 54.1 toccando i valori minimi da novembre 2016. L’indice principale ha tuttavia indicato un’espansione in ciascuno dei 59 mesi passati. I tassi di incremento sono rallentati sia nel manifatturiero (minimi in 18 mesi) che nel terziario (minimi in 16 mesi).

La Spagna ha mostrato a maggio la prestazione economica più forte, salendo in cima alla classifica di crescita del PMI delle quattro nazioni principali, mostrandosi l’unica nazione del gruppo ad indicare valori di crescita in aumento (record in tre mesi). La Francia e la Germania hanno assistito al rallentamento dei loro tassi di incremento ai minimi

in 16 e 20 mesi rispettivamente. Sebbene la crescita della produzione italiana sia rimasta invariata rispetto ad aprile, ha indicato per il quinto mese consecutivo la prestazione economica più debole tra le quattro nazioni principali. I dati relativi al PMI Composito dell’Irlanda saranno pubblicati il 6 giugno.

La crescita dei nuovi ordini dell’eurozona di maggio è rallentata ai minimi in 18 mesi, con tutte e quattro le nazioni principali che hanno indicato tassi di rialzo più lenti. La pressione sulle capacità operative è rimasta tuttavia evidente, con l’aumento delle commesse inevase, anche se al tasso più debole da gennaio 2017, ed estendendo l’attuale sequenza di crescita a tre anni.

Classifica per Paese della crescita della produzione di maggio

  • Spagna 55.9 massimi in 3 mesi
  • Francia 54.2 (flash: 54.5) minimo in 16 mesi
  • Germania 53.4 (flash: 53.1) minimo in 20 mesi
  • Italia 52.9 Invariato

Per il quarantreesimo mese consecutivo a maggio si è registrato un aumento occupazionale a un ritmo rallentato ai valori più deboli dallo scorso agosto. I tassi di incremento sono rallentati in Germania (minimi in 17 mesi), Francia (minimi in 8 mesi) e Italia (minimi in 2 mesi), ma hanno indicato un’accelerazione in Spagna (record in 2 mesi).

La combinazione tra la più lenta crescita della produzione, dei nuovi ordini, delle commesse inevase e dell’occupazione lascia intendere che le previsioni future sull’economia dell’eurozona sono meno luminose rispetto al primo trimestre. Ciò è supportato dai dati PMI sulla fiducia negli affari, che hanno mostrato un ottimismo* ai livelli più bassi in un anno e mezzo.

L’inflazione dei prezzi d’acquisto di maggio è accelerata per la prima volta in quattro mesi, misurando tassi più forti in Germania, Francia e Spagna. Al contrario, i prezzi medi di vendita sono aumentati al tasso più lento nell’arco di quest’anno, visto che i più deboli aumenti tedeschi e italiani hanno controbilanciato gli incrementi registrati in Francia e Spagna.

Servizi

Il tasso di espansione dell’attività del settore terziario dell’eurozona ha continuato ad indebolirsi nel mese di maggio. Segnando il valore minimo in 16 mesi con 53.8, l’Indice PMI® IHS Markit dell’attività economica del terziario nell’eurozona finale è diminuito rispetto a 54.7 di aprile e alla precedente stima flash di 53.9. Ciononostante l’indice principale sta segnalando valori in crescita da 58 mesi consecutivi.

Il rallentamento è il riflesso dell’andamento tedesco e francese con tassi di incremento rallentati rispettivamente ai minimi in 20 e 16 mesi. La Germania ha indicato la più lenta espansione della produzione terziaria tra le quattro principali nazioni. Spagna e Italia hanno assistito a tenui accelerazioni della crescita, al record in tre mesi per entrambe le nazioni. I dati PMI del terziario in Irlanda verranno pubblicato il 6 giugno.

L’espansione più debole dell’attività del settore terziario dell’eurozona trova corrispondenza con l’andamento dei nuovi affari, che ha indicato l’aumento più lento in quasi un anno e mezzo. Tutte e quattro le nazioni principali hanno assistito a incrementi dei nuovi ordini più lievi.

A maggio si sono mantenute le pressioni sulle capacità operative, visto l’aumento del lavoro inevaso nonostante un’espansione dei nuovi ordini più lenta. Le commesse in giacenza sono aumentate per il ventiquattresimo mese consecutivo, anche se al ritmo più lento da febbraio. Le aziende hanno risposto aumentando le assunzioni e indicando il quarantatreesimo mese consecutivo di aumenti occupazionali.

Il settore terziario delle quattro nazioni principali ha indicato un aumento del livello occupazionale nel mese di maggio. Il maggiore incremento si è avuto in Spagna, l’unica nazione che ha mostrato un’accelerazione della crescita. I tassi di espansione sono rallentati in Germania (minimo in 25 mesi), Francia (minimo in 8 mesi) e Italia (minimo in due mesi).

La pressione dei prezzi di maggio si è rafforzata, con tassi di inflazione dei prezzi di acquisto e di vendita in aumento. I prezzi di vendita hanno indicato un incremento in Germania, Francia e Spagna, ma sono di nuovo diminuiti in Italia.

Commento

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “Il tasso di crescita economica dell’eurozona di maggio è crollato ai minimi in un anno e mezzo, segnando una progressiva discesa dal record di gennaio e facendo intendere che la regione si incammina verso il suo peggior risultato trimestrale dal 2016. L’indagine indica una crescita del PIL dello 0.4-0.5% nel secondo trimestre, ma c’è grande incertezza su quanto il tasso possa continuare a scendere nei prossimi mesi. Una nota positiva è che le aziende hanno riportato disagi dovuti all’insolito alto numero di festività durante il mese, specialmente in Francia e Germania, lasciando intendere che a giugno la crescita potrebbe indicare una ripresa. Ma molte altre aziende hanno riportato un indebolimento della domanda rispetto ai primi mesi dell’anno. Sia nel manifatturiero che nel terziario, i nuovi ordini e le previsioni sull’attività futura sono diminuiti ai minimi in 18 mesi, traducendosi quindi in un calo delle assunzioni. Anche il potere sui prezzi è diminuito come riflesso della più debole crescita della domanda. Rispetto all’inizio dell’anno, il rallentamento è stato generale, anche se in Spagna si è avuta la più forte ripresa. Un’Italia colpita dalla crisi ha nel frattempo registrato l’espansione più debole, la quarta consecutiva, tra le quattro nazioni principali dell’eurozona. Con gli indicatori economici in diminuzione in contemporanea all’accentuarsi dell’incertezza politica, le prospettive sull’eurozona si sono drasticamente oscurate rispetto alle positive previsioni d’inizio anno”.

Redazione

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