Markit PMI®: nel trimestre finale, la crescita economica dell’eurozona al record su quattro anni e mezzo

 Markit PMI®: nel trimestre finale, la crescita economica dell’eurozona al record su quattro anni e mezzo

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L’economia dell’eurozona conclude il 2015 positivamente, con un tasso di crescita record della produzione su 4 mesi ed il più rapido ritmo di crescita del trimestre totale su quattro anni e mezzo. L’incremento è stato generale, con l’attività di dicembre in aumento in Germania, Francia, Italia, Spagna e Irlanda.

L’Indice     Markit    PMI®     della    Produzione Composita nell’Eurozona finale da 54.2 di novembre è salito a dicembre a 54.3, superando la precedente stima flash. Tale valore indica un’espansione che si estende dunque a 30 mesi consecutivi. Una forte crescita della produzione è stata registrata in entrambi i settori, manifatturiero e terziario, con il primo leggermente superiore al secondo per la prima volta da novembre 2014.

Alla fine del 2015, l’Irlanda resta in testa alla classifica di crescita dell’Indice PMI della Produzione, malgrado il leggero rallentamento del tasso di espansione rispetto a novembre. L’Italia è salita in seconda posizione, con un’accelerazione della crescita che ha toccato il record su 58 mesi, seguita dalla Germania con un valore massimo su 17 mesi. Il tasso di incremento della Spagna è leggermente rallentato, rimanendo però forte, mentre la Francia ha rallentato quasi a livelli di stagnazione. La media trimestrale complessiva dell’Indice della Produzione di tutte le nazioni monitorate dall’indagine, ha indicato un’espansione.

A sostenere quest’ultima espansione dell’attività economica dell’eurozona è stato il forte aumento dei nuovi ordini di dicembre. La pressione esercitata sulle capacità produttive ha determinato un incremento delle commesse inevase per il settimo mese consecutivo e una maggiore creazione occupazionale, la più consistente da maggio 2011.

Nazioni in ordine di crescita della produzione composita (dicembre)

Irlanda 59.2 minimo su 2 mesi
Italia 56.0 massimo su 58 mesi
Germania 55.5 (flash: 54.9)  massimo su 17 mesi
Spagna 55.2 minimo su 2 mesi
Francia 50.1 (flash: 50.3) minimo su 11 mesi

L’occupazione  è  aumentata  in  Germania,  Italia, Spagna e Irlanda, con tassi di crescita maggiori in Germania e Italia. Invariato invece è risultato il livello degli organici in Francia, dopo la serie di tagli occupazionali dei tre mesi precedenti.

I prezzi medi d’acquisto di dicembre sono aumentati al tasso più rapido in quattro mesi, a causa principalmente dei più alti costi d’importazione legati al deprezzamento dell’euro e ad alcuni segnali di aumenti salariali. I prezzi di vendita, nel frattempo, sono leggermente diminuiti per il terzo mese consecutivo, suggerendo che la media delle aziende ha faticato a trasferire i più alti costi al cliente. Solo Germania e Irlanda hanno indicato un aumento dei prezzi al cliente.

Servizi

Nel mese di dicembre, l’attività del settore dei servizi dell’eurozona ha continuato a crescere ad un ritmo forte, segnando lo stesso tasso record di espansione su tre mesi dello scorso novembre. Tale valore conclude un anno relativamente positivo per il settore, toccando il più rapido incremento annuale vistosi dal 2010.

L’Indice delle Attività Terziarie dell’Eurozona di dicembre ha indicato 54.2, in rialzo rispetto alla precedente stima flash di 53.9 e rimanendo superiore alla soglia di non cambiamento di 50.0 per 29 mesi consecutivi. Germania, Italia, Spagna e Irlanda hanno registrato un incremento della produzione.

I tassi di crescita sono accelerati fino a toccare il valore massimo su 17 mesi in Germania ed il record su 69 mesi in Italia, ma sono rallentati in Spagna e Irlanda. L’unico valore negativo si è visto in Francia, con l’economia terziaria scivolata verso una debole contrazione, dopo dieci mesi consecutivi di sostenuta espansione.

A sostenere l’ultimo incremento dell’attività del settore terziario dell’eurozona è stata la maggiore entrata dei nuovi ordini ed il migliorato ottimismo*. Seppure rallentato rispetto al record di novembre, il tasso di crescita delle nuove commesse è stato tra i più forti degli ultimi quattro anni e mezzo, con incrementi registrati in tutte le nazioni monitorate dall’indagine. Nel frattempo, l’ottimismo per l’attività è salito al record su otto mesi.

L’incremento delle commesse in entrata ha esercitato pressione sulle capacità produttive, portando all’aumento degli ordini inevasi per il settimo mese consecutivo. Ciò ha dato impulso alle assunzioni, con il più rapido aumento del tasso occupazionale in appena più di cinque anni.

I maggiori aumenti degli organici sono stati registrati in Germania (record su 54 mesi) e Italia (record su otto mesi), mentre Spagna e Irlanda hanno indicato un rallentamento. Anche se i livelli occupazionali francesi sono rimasti invariati, tale valore ha segnato un arresto dell’ondata di tagli avvenuti in ciascuno dei tre mesi precedenti.

A dicembre, i prezzi medi di vendita sono di nuovo diminuiti e al tasso più rapido dallo scorso giugno. Congiuntamente, la pressione dei costi affrontata dal settore dei servizi è rimasta nel complesso debole, con un tasso di inflazione dei prezzi di acquisto solo leggermente in rialzo rispetto a novembre.

*in merito all’ottimismo, alle aziende vengono richieste le aspettative per gli affari di qui ad un anno, se superiori, uguali o inferiori rispetto al mese corrente.

Chris Williamson, Chief Economist presso Markit ha detto: «L’economia dell’eurozona inizia il 2016 da una posizione forte e tale da potersi godere un anno di solida espansione. A fine 2015, la crescita dell’attività ha continuato ad aumentare, con un rialzo del PMI che ha chiuso il più forte trimestre in quattro anni e mezzo. È particolarmente incoraggiante assistere all’aumento delle assunzioni da parte delle aziende. Una tale tendenza suggerisce che le stesse si stanno preparando alla maggiore domanda per il prossimo anno rafforzando le loro capacità produttive. Eppure, nonostante tali fattori positivi, i dati dell’indagine del terzo trimestre indicano una crescita modesta del PIL dello 0.4%, che vorrebbe dire per l’eurozona una crescita dell’1.5% per l’anno 2015. Considerato il fatto che abbiamo assistito a quasi un anno di quantitative easing, sorge la preoccupazione che tale politica economica stia in qualche modo dando prova di essere inefficace. Ma dando uno sguardo più attento ai numeri, le preoccupazioni puntano principalmente sulla Francia. Germania, Italia, Spagna e Irlanda sono tutte in un felice stato di forte espansione, mentre la Francia sta ancora una volta dando segni di stallo. Per poter supportare un forte andamento di crescita annuale dell’intera regione, è necessaria una ripresa della Francia».

Redazione

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