Markit PMI: rallenta il tasso di contrazione delle vendite al dettaglio in Italia

 Markit PMI: rallenta il tasso di contrazione delle vendite al dettaglio in Italia

vendite-1

[dropcap]A[/dropcap] settembre si assiste ad un rallentamento del tasso di contrazione delle vendite al dettaglio, visto che l’ultima flessione è risultata la meno elevata da aprile. Il decremento dei livelli di acquisto e degli impieghi tra i dettaglianti si è di conseguenza attenuato, registrando quest’ultimo un calo soltanto marginale e al tasso più lento in più di quattro anni. Su altri fronti, i dati hanno mostrato un leggero rialzo dell’inflazione dei prezzi all’ingrosso, anche se il tasso di incremento dei prezzi di acquisto è rimasto debole rispetto agli standard storici.

L’Indice destagionalizzato Markit PMI® sulle Vendite al Dettaglio in Italia, che con un singolo valore misura i cambiamenti su base mensile delle effettive vendite comparabili, è salito a 45.4 a settembre da 40.8 di agosto, segnando il primo rialzo dell’indice su cinque mesi. L’ultima lettura è stata la più alta da aprile, seppur sempre indicativa di un forte tasso di contrazione.

Anche per le vendite su base annuale, settembre ha registrato il calo meno forte su cinque mesi. Le aziende che hanno segnalato vendite inferiori rispetto allo stesso mese dello scorso anno, lo hanno attribuito a una diminuzione del potere d’acquisto e della fiducia dei consumatori.

I dettaglianti hanno generalmente indicato nel mese di settembre vendite effettive al di sotto degli obbiettivi precedentemente pianificati, e oltretutto ad un tasso più elevato rispetto al mese passato.

Ciononostante, l’indagine di settembre ha mostrato che in generale le imprese sono rimaste ottimiste sulle prospettive di raggiungimento dei target per il prossimo mese.

A settembre il livello degli impieghi nel settore delle vendite al dettaglio, diminuisce solo marginalmente. Il tasso di contrazione, dopo aver rallentato per quattro mesi consecutivi, è stato infatti il più debole in più di quattro anni. Le aziende che hanno segnalato un decremento degli organici, lo hanno spesso collegato a licenziamenti forzati, dovuti in parte a strategie di taglio dei costi.

Così come per l’occupazione, a settembre il calo dell’acquisto di merce destinata alla rivendita da parte dei dettaglianti è stato più lento. Il tasso di contrazione degli approvvigionamenti è stato il meno elevato da maggio, rallentando fortemente dal record su nove mesi di agosto.

Allo stesso tempo le giacenze sono leggermente aumentate, dopo le flessioni minime avutesi in ognuno dei due mesi precedenti. Le aziende campione hanno collegato l’aumento delle giacenze a vendite inferiori alle aspettative nel corso del mese.

La pressione dei costi affrontati dai dettaglianti italiani a settembre è rimasta relativamente lieve. L’inflazione dei prezzi all’ingrosso è salita ai massimi su sei mesi, restando tuttavia debole nel contesto dei dati storici. Le aziende campione hanno menzionato i fattori competitivi tra i fornitori uniti al calo della domanda di approvvigionamenti.

Ciononostante, i margini lordi dei dettaglianti sono peggiorati a causa di una combinazione tra vendite inferiori e sconti sui prezzi di vendita. Il tasso di contrazione dei margini lordi, sebbene sia risultato il più lento in quattro mesi, ha continuato a risultare nel complesso sostenuto.

Phil Smith, economista presso Markit, e autore del report Markit PMI® sulle Vendite al Dettaglio in Italia, ha detto: «L’aumento dell’Indice PMI delle vendite al dettaglio per la prima volta in cinque mesi è certamente una buona notizia, ma segue il livello minimo su nove mesi toccato ad agosto e continua ad indicare una contrazione delle vendite. I dati del trimestre conclusosi a settembre sono in linea con la componente del PIL sui consumi delle famiglie che sono tornati a contrarsi dopo una lieve ripresa nel corso della prima metà dell’anno. A parte il rallentamento del calo delle vendite, altre notizie relativamente positive dell’indagine di settembre sono state quelle riguardanti la moderata contrazione dell’occupazione e dei margini lordi, sebbene quest’ultima sia rimasta sotto forte pressione per l’indebolimento della domanda e i conseguenti sconti sui prezzi».

Redazione

Partecipa alla discussione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.