Markit PMI: resta solida la crescita economica dell’eurozona di aprile

 Markit PMI: resta solida la crescita economica dell’eurozona di aprile

L’attività economica dell’eurozona ha continuato ad espandersi ad un tasso forte nel mese di aprile, con solidi indici in crescita per i settori manufatturiero e terziario. La ripresa si è tuttavia indebolita nei mesi recenti, indicando in quest’ultima indagine i valori più lenti di crescita della produzione da gennaio 2017.

L’Indice IHS Markit PMI® della Produzione Composita nell’Eurozona finale di aprile ha indicato 55.1, in discesa da 55.2 di marzo e inferiore alla recente stima flash anch’essa posizionatasi su 55.2. L’indice principale indica valori in crescita da 58 mesi consecutivi e resta superiore alla media della sequenza di 54.0. La produzione manifatturiera di aprile è aumentata ad un ritmo marginalmente più rapido, ma è stata controbilanciata dal rallentamento dell’espansione dell’attività del terziario che ha misurato i valori minimi in 8 mesi.

L’Irlanda guadagna di nuovo il primo posto della classifica di crescita della produzione del PMI di aprile, registrando i più alti tassi di espansione in tre mesi. Anche la Francia ha indicato un’espansione più rapida, la maggiore in due mesi. Le altre nazioni monitorate hanno indicato un ulteriore rallentamento della ripresa, toccando i minimi in 19 mesi in Germania, in 15 mesi in Italia e in 4 mesi in Spagna.

L’indebolimento della crescita della produzione economica dell’eurozona riflette il parallelo rallentamento del flusso dei nuovi ordini, che ha indicato la crescita più lenta in 15 mesi, mantenendosi comunque robusta. Il ritmo è decelerato sia nel manifatturiero che nel terziario, registrando i valori minimi rispettivamente in 17 e in 8 mesi.

Classifica per Paese della crescita della produzione di aprile

Irlanda

57.6

massimo in 3 mesi

Francia

56.9 (flash: 56.9)

massimo in 2 mesi

Spagna

55.4

minimo in 4 mesi

Germania

54.6 (flash: 55.3)

minimo in 19 mesi

Italia

52.9

minimo in 15 mesi

Il flusso di nuovi ordini è stato sufficientemente robusto da testare le capacità operative, visto l’ulteriore aumento del lavoro inevaso di aprile. Tale rialzo ha incoraggiato le aziende ad aumentare i livelli occupazionali per il quarantaduesimo mese consecutivo. Il tasso di crescita è stato maggiore e nello stesso tempo ha segnato uno dei migliori valori dell’ultimo decennio.

Il ritmo di creazione occupazionale è aumentato in tutte le nazione monitorate dall’indagine, con la sola eccezione della Spagna. Gli incrementi maggiori si sono avuti in Irlanda, Germania e Francia.

La pressione dei prezzi di aprile ha continuato ad attenuarsi, con il rallentamento dei tassi di incremento dei prezzi di vendita e di acquisto ai minimi in 7 e 4 mesi rispettivamente. L’incremento dei costi è rimasto tuttavia elevato, come riflesso dell’aumento degli oneri salariali e gli alti costi delle materie prime, spesso dovuti ad una domanda che supera l’offerta.

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L’Indice PMI® IHS Markit dell’attività economica del terziario nell’eurozona finale è diminuito ai minimi in otto mesi segnando 54.7 ad aprile. Tale valore indica una flessione rispetto a 54.9 di marzo e alla precedente stima flash di 55.0. L’indice ha mantenuto un andamento in linea con la forte crescita e superiore alla media di lungo termine di 53.2.

La ripresa di aprile è rimasta generale, con un incremento dell’attività in tutte le nazioni monitorate. Irlanda e Francia hanno registrato i valori maggiori e sono state le uniche ad assistere a ritmi di crescita più rapidi. La produzione ha indicato un rialzo più lento in Germania (minimo in 19 mesi) e Spagna (minimo in 4 mesi) ed in Italia ha mantenuto gli stessi valori minimi in 5 mesi dello scorso marzo.

Simile è stato il rallentamento del flusso di nuovi ordini nelle aziende del terziario dell’eurozona, anch’esso sceso ai minimi in otto mesi nel mese di aprile. Tale valore è stato sufficiente a testare la capacità produttiva, visto che le commesse inevase hanno indicato il ventitreesimo aumento consecutivo mensile, sebbene più debole.

All’incremento continuo dei nuovi ordini e delle commesse inevase, le aziende hanno risposto con la creazione di nuovi posti di lavoro. Il tasso di aumento occupazionale è stato il più rapido da ottobre 2007, migliorando in Germania (valore massimo in tre mesi), Francia (valore massimo in due mesi), Italia e Irlanda (valore massimo in quattro mesi), ma indicando un rallentamento in Spagna che ha registrato il valore minimo in 14 mesi.

Ad aprile si è assistito per la prima volta da gennaio ad un’accelerazione dell’inflazione dei costi, ad un tasso tuttavia nettamente inferiore al record in quasi sette anni di inizio anno. Al contrario, i prezzi di vendita hanno indicato il più lento tasso di crescita in sette mesi.

Le aspettative del settore terziario dell’eurozona sono rimaste positive nel mese di aprile, anche se il livello di ottimismo è rallentato ai minimi in quattro mesi. La fiducia* è migliorata in Spagna e Irlanda, è rimasta invariata in Francia ed è rallentata leggermente in Germania ed in Italia.

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “I numeri finali del PMI confermano un netto e generale rallentamento dello slancio di crescita dell’eurozona avutosi dall’inizio dell’anno. L’indice principale, dal record in undici anni e mezzo di gennaio, è crollato ad aprile ai valori minimi in 15 mesi. Nonostante tutto, il PMI non ha ancora raggiunto livelli di guardia, ma i dati dell’indagine presagiscono ulteriori flessioni nei prossimi mesi. Se l’espansione registrata dal PMI di aprile è deludente rispetto ai livelli elevati d’inizio anno, l’indagine resta indicativa di un’economia dell’eurozona in crescita al forte tasso trimestrale di circa 0.5-0.6%. Anche l’occupazione è ancora in fase di rapida espansione, segnando nel settore terziario i più alti tassi di creazione di posti di lavoro in oltre dieci anni. Tuttavia, se l’indicatore dell’occupazione non è attendibile, due indici principali e affidabili hanno registrato valori in calo, lasciandoci intendere che sia la produzione che la tendenza ad assumere continueranno ad indebolirsi, almeno ancora nel mese di maggio. Prima di tutto, l’accumulo di commesse inevase ha indicato il più lento aumento in otto mesi; in secondo luogo, le proiezioni economiche future delle aziende sono scese ai minimi in cinque mesi. Qualsiasi altro peggioramento potrebbe destare nei responsabili decisionali nuove preoccupazioni sulle prospettive economiche future”.

Redazione

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