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Markit PMI settore terziario italiano: attività in calo per la seconda volta in quattro mesi

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All’inizio del 2019, visto l’indebolimento del trend di crescita dei nuovi ordini ed il calo delle commesse estere, l’attività economica del terziario italiano registra un calo. Con l’indebolimento della domanda internazionale, il flusso degli ordini esteri di gennaio diminuisce per il settimo mese consecutivo, e provoca a sua volta il primo calo dell’occupazione da settembre 2016. I prezzi di vendita sono nel frattempo diminuiti per il secondo mese consecutivo e le aziende intervistate hanno citato gli sconti sui prezzi. 

L’indice principale rilevato da questo report, ovvero l’Indice destagionalizzato sulle Attività Economiche, calcolato in base ad una singola domanda che chiede alle aziende monitorate di paragonare l’andamento dell’attività del mese in corso rispetto a quello precedente, si è posizionato a gennaio su 49.7, registrando un calo marginale dell’attività del settore terziario italiano rispetto a 50.5 di dicembre. Quest’ultima flessione ha interrotto il bimestre di crescita avutosi precedentemente.

La ragione principale di questo trend in discesa è stato il rallentamento generale dei nuovi ordini, che hanno indicato un tasso più lento di dicembre ed appena superiore al record negativo in 45 mesi di novembre. Per il settimo mese consecutivo, la vendita di servizi all’estero è diminuita, mentre le aziende monitorate hanno citato il calo generale della domanda di servizi al livello internazionale.

A gennaio e per la prima volta da settembre 2016, le aziende campione del settore terziario italiano hanno ridotto la forza lavoro, collegandolo alle più deboli condizioni della domanda e alla contrazione dell’attività.

L’inizio dell’anno ha registrato meno pressione sulle capacità operative, indicando il primo calo delle commesse inevase in sei mesi. La riduzione degli ordini in giacenza è stata forte, la maggiore da giugno 2016, con aziende che l’hanno collegata alla crescita più lenta dei nuovi ordini.

In merito ai prezzi, a gennaio è stata rilevata una più rapida inflazione dei costi che le aziende hanno principalmente collegato all’aumento del prezzo delle materie prime e del lavoro. Eppure, nonostante l’accelerata inflazione dei costi, i prezzi di vendita del settore hanno indicato il secondo calo mensile consecutivo registrando una flessione netta, anche se più debole di dicembre.

Per concludere, l’ottimismo delle aziende del terziario italiano si è indebolito rispetto a dicembre, segnando il valore minore in cinque mesi. Circa il 35% delle aziende intervistate hanno mostrato fiducia in una ripresa dell’attività economica nei prossimi 12 mesi, mentre il 14% circa prevede un calo. Alla base dell’ottimismo sono state elencate le seguenti ragioni: aspettative di una maggiore domanda, strategie marketing migliori e ripresa dell’attività.

IHS MARKIT – PMI® COMPOSITO IN ITALIA

Calo della produzione in tre mesi su quattro

Gli Indici Compositi PMI sono medie ponderate degli indici comparabili PMI dei settori manifatturiero e terziario. Tale ponderazione rispecchia la relativa portata dei due settori, manifatturiero e terziario, secondo i dati PIL ufficiali.

L’Indice della Produzione Composita in Italia è una media ponderata dell’Indice della Produzione Manifatturiera in Italia e l’Indice dell’Attività Terziaria in Italia. L’Indice della Produzione Composita di gennaio ha registrato 48.8, segnalando una modesta contrazione della produzione rispetto a dicembre, mese in cui l’attività aveva indicato un valore invariato.

Per la prima volta in tre mesi l’attività del settore terziario ha indicato un calo, mentre la produzione manifatturiera ha registrato il sesto mese consecutivo di contrazione. Il ritmo di flessione del settore manifatturiero è stato peraltro il più alto da aprile 2013, segnando un valore record già toccato nell’arco di questa sequenza.

Parallelamente al trend della produzione, è crollato anche il flusso dei nuovi ordini, che anche se ha indicato un marginale rialzo nei servizi, ha tuttavia registrato nel settore manifatturiero il più rapido calo di volumi in tre mesi.

La contrazione dei nuovi ordini ha permesso alle aziende di ridurre gli ordini inevasi, in calo per il settimo mese consecutivo e al tasso più rapido da marzo 2016.

Per la prima volta da settembre 2015, i livelli occupazionali del settore privato sono diminuiti. La contrazione è stata modesta ma la più rapida in quattro anni. Sia le aziende manifatturiere che terziarie hanno ridotto i loro libri-paga di gennaio.

L’inflazione dei costi è rallentata per il secondo mese consecutivo, indicando a gennaio il valore minimo in 27 mesi. I prezzi di vendita sono diminuiti per il secondo mese consecutivo.

Ad inizio 2019, l’ottimismo rispetto alle prospettive economiche nei prossimi 12 mesi si è affievolito indicando il valore più basso in cinque mesi. L’industria manifatturiera ha mostrato più fiducia di dicembre, mentre quella terziaria ha registrato un ottimismo in calo.

COMMENTO

Amritpal Virdee, Economist presso la IHS Markit, e autore del report relativo all’indagine PMI® Settore Terziario in Italia, ha dichiarato: “All’inizio del 2019, le aziende terziarie italiane hanno registrato un calo dell’attività economica dovuto ad un ritmo più debole di crescita dei nuovi ordini e al crollo della domanda internazionale. Il risultato è che, per la prima volta da settembre 2016, l’occupazione è diminuita e la fiducia si è ridotta al valore minimo in cinque mesi. I dati PMI mostrano un’economia italiana in fase di progressivo e generale rallentamento. E mentre il governo italiano tenta di stimolare la crescita, questo scenario proietta un’ombra sul nuovo anno”.

Redazione

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