Markit PMI: si indebolisce ad agosto la crescita del manifatturiero nella zona euro

 Markit PMI: si indebolisce ad agosto la crescita del manifatturiero nella zona euro

Allungando l’attuale sequenza di espansione a 62 mesi consecutivi, ad agosto le condizioni operative del settore manifatturiero dell’eurozona si sono rafforzate ulteriormente. Ad ogni modo, attestandosi sui 54.6 punti, valore invariato rispetto alla precedente stima flash, ma in calo dai 55.1 di luglio, l’Indice finale IHS Markit PMI® Settore Manifatturiero Eurozona mostra la crescita più lenta da novembre 2016.

Riflettendo la perdita di slancio registrata dal settore durante il 2018, l’attuale l’indice PMI nominale ha subito un calo di sei punti rispetto al valore record di dicembre 2017. Tendenze simili sono state osservate anche a livello di sotto settori, con le condizioni operative che migliorano ad agosto a tassi più lenti nei sotto settori dei beni di consumo e dei prodotti intermedi e di investimento. Il sotto settore che ha riportato la performance migliore è stato quello dei prodotti di investimento, seguito dai prodotti intermedi.

La differenza tra i sotto-settori del manifatturiero che hanno ottenuto i risultati migliori e quelli peggiori resta significativa a livello nazionale. Il tasso di crescita è aumentato notevolmente nei Paesi Bassi e in Irlanda rispetto a luglio. Austria e Germania hanno continuato a godere di forti tassi di espansione, e la tendenza è cambiata anche in Grecia, Francia e Spagna, dove la crescita è stata positiva. Di contro, la performance dell’industria manifatturiera italiana è stata la peggiore in due anni, e le relative condizioni operative di poco cambiate rispetto a luglio.

Classifica PMI® Manifatturiero per Paese – agosto

Paesi Bassi

59.1

massimo su 2 mesi

Irlanda

57.5

massimo su 7 mesi

Austria

56.4

minimo su 20 mesi

Germania

55.9 (flash: 56.1)

minimo su 2 mesi

Grecia

53.9

massimo su 3 mesi

Francia

53.5 (flash: 53.7) massimo su 3 mesi

Spagna

53.0

massimo su 2 mesi

Italia

50.1

minimo in 24 mesi


Aumenta ulteriormente ad agosto la produzione manifatturiera dell’eurozona, con una crescita al tasso maggiore in tre mesi. La crescita si è rafforzata nonostante l’aumento delle nuove commesse sia il meno significativo degli ultimi due anni. Per le aziende in generale ciò ha determinato un eccesso di merci in magazzino, e infatti questo indicatore ad agosto è aumentato leggermente.

Il rallentamento del settore manifatturiero del 2018 ha coinciso con un simile indebolimento delle esportazioni. I dati di agosto hanno mostrato come le commesse dall’estero (incluso il commercio interno nell’eurozona) siano aumentate ad un tasso invariato rispetto al valore di luglio, il più basso in due anni. L’aumento più moderato è stato osservato in Germania, Italia e Spagna, mentre dopo il calo di luglio, una crescita leggera è stata registrata in Francia. Una crescita più marcata è stata registrata in Grecia, Paesi Bassi e Irlanda ed anche l’Austria è tornata ad una crescita, per quanto modesta. 

Con il livello delle commesse inevase in aumento anche ad agosto, anche se al tasso più modesto in oltre due anni, le imprese manifatturiere hanno fatto registrare l’ennesimo incremento dei loro livelli occupazionali. Per quanto in generale l’aumento dei livelli occupazionali sia stato ancora elevato, il guadagno netto è stato il più basso registrato dall’indagine da febbraio 2017. Aumenti del personale sono stati riportati in tutte le nazioni coperte dall’indagine, con la Germania e i Paesi Bassi che guidano la classifica. D’altro canto, la crescita osservata è stata relativamente modesta in Francia e in Italia.

Sul fronte dei prezzi, anche se il tasso è diminuito al tasso più basso in tre mesi, la pressione dei costi d’acquisto rimane elevata. Il costo dell’acciaio e dei prodotti correlati al petrolio è aumentato, e sono stati segnalati aumenti anche del prezzo dei prodotti agricoli. Secondo i dati raccolti, la difficoltà di reperire alcuni prodotti ha accentuato l’inflazione, e i tempi medi di consegna dei prodotti acquistati ha continuato ad allungarsi notevolmente ad agosto.

I produttori hanno cercato di trasferire l’aumento dei costi ai loro clienti finali aumentando i prezzi di vendita. Il tasso di inflazione è rimasto storicamente elevato anche se è risultato il più basso registrato negli ultimi dodici mesi.

Infine, le tensioni commerciali a livello globale e la possibilità di ulteriori imposizioni tariffarie hanno avuto il loro impatto sulle aspettative future. Infatti, l’ottimismo riportato durante l’ultima indagine è stato più basso di quello di luglio e di conseguenza ben al di sotto dei livelli osservati ad inizio anno.

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “Per quanto le imprese manifatturiere dell’eurozona abbiano riportato ad agosto l’ennesimo forte aumento della produzione, tutto ciò potrebbe cambiare a causa della crescita modesta delle nuove commesse, la più bassa degli ultimi due anni, e alle maggiori preoccupazioni sul futuro. Il rallentamento della domanda, rispetto al passo spedito registrato a inizio anno, è stato provocato principalmente dalle commesse estere, che sono aumentate al tasso più modesto in quasi due anni. Tale rallentamento delle esportazioni può essere, in parte, attribuito all’apprezzamento dell’euro in confronto ad inizio anno, anche se le aziende hanno riportato segnali di raffreddamento della domanda e una maggiore avversione al rischio. Le preoccupazioni circa le guerre commerciali e l’effetto negativo sulle tariffe, così come Brexit e altri timori di natura politica, hanno contribuito ad affievolire l’ottimismo sulle prospettive per l’anno prossimo. L’ottimismo delle imprese è il secondo più basso da novembre 2015. Non è sorprendente che in queste condizioni ambientali la creazione di nuovi posti di lavoro sia scivolata ai livelli più bassi degli ultimi diciotto mesi. Un fattore positivo rimane il contenimento dei prezzi, che ha contribuito all’aumento più contenuto dei prezzi di vendita in un anno e che potrebbe contribuire a ridurre l’inflazione dei prezzi al consumo durante i prossimi mesi”.

Redazione

Partecipa alla discussione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.