Markit PMI: stagnazione del manifatturiero nell’Eurozona a causa della contrazione delle tre grandi economie

 Markit PMI: stagnazione del manifatturiero nell’Eurozona a causa della contrazione delle tre grandi economie

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[dropcap]S[/dropcap]econdo gli ultimi dati delle indagini PMI di Markit, si estende a novembre il rallentamento del settore manifatturiero della zona euro. Attestandosi a 50.1 l’indice finale destagionalizzato Markit PMI® sul Manifatturiero dell’Eurozona è risultato leggermente al di sopra della soglia di non cambiamento di 50.0, e al di sotto della precedente stima flash di 50.4.

Cinque nazioni sulle otto monitorate hanno riportato a novembre contrazioni, e ciò rappresenta la proporzione maggiore da quando l’attuale ripresa della zona euro ha avuto inizio durante luglio dello scorso anno.

Alla base della quasi stagnazione c’è la minore crescita della produzione e la contrazione del livello dei nuovi ordini ricevuti. Inoltre il livello dei nuovi ordini ricevuti è stato il maggiore da aprile 2013 mentre rimane debole la crescita delle esportazioni (incluso il commercio intra eurozona).

Rimane generalmente piatto anche il livello occupazionale e troppo debole per ridurre il tasso a doppia cifra della disoccupazione nella regione.

Classifica PMI Manifatturiero per Paese: novembre
Irlanda56.2minimo su 2 mesi
Spagna54.7massimo su 89 mesi
Paesi Bassi54.6massimo su 9 mesi
Germania49.5 (flash 50.0)mimino su 17 mesi
Grecia49.1massimo su 3 mesi
Italia49.0invariato
Francia48.4 (flash 47.6)minimo su 3 mesi
Austria47.4massimo su 2 mesi

Austria e Francia rimangono in coda alla classifica PMI di novembre, mentre l’Italia si è piazzata in terzultima posizione. Tutte e tre le nazioni hanno riportato livelli di produzione, nuovi ordini e livelli occupazionali più bassi. Inoltre, anche il PMI greco ha segnalato una contrazione.

Il PMI tedesco, anche se solo leggermente, si è attestato al di sotto della soglia di non cambiamento di 50.0 e ha raggiunto il valore minimo in diciassette mesi. La crescita della produzione è stata la più debole da giugno 2013 mentre i nuovi ordini sono diminuiti per il terzo mese consecutivo e al tasso maggiore in quasi due anni. La macchina delle esportazione tedesca ha anche fatto un’inversione di marcia, infatti sono stati riportati crolli delle esportazioni per la prima volta da luglio 2013.

Nonostante ciò forti espansioni sono state osservate in Irlanda, Spagna e Paesi Bassi. Tutti e tre questi paesi hanno registrato forti crescite della produzione, nuovi ordini e esportazioni.

A causa di segnali di una più lenta espansione economica a livello globale, rimane debole la tendenza generale delle esportazioni dei manifatturieri dell’eurozona. Germania, Francia, Austria e Grecia hanno riportato minori esportazioni. In contrasto Irlanda, Paesi Bassi, Spagna e Italia hanno continuato a riportare forti crescite dei nuovi ordini destinati al mercato estero.

Rimane generalmente invariato il livello occupazionale del settore manifatturiero della zona euro in quanto i tagli occupazionali osservati in Italia, Francia, Austria e Grecia sono stati controbilanciati dalle crescite osservate in Germania, Paesi Bassi, Spagna e Irlanda. I fattori principali che hanno causato la minore crescita occupazionale sono stati debole domanda, forte competizione e capacità produttiva in eccesso (evidenziata dal livello inferiore del lavoro inevaso).

Rimane negativa la pressione sui prezzi di novembre, infatti per il terzo mese consecutivo diminuiscono leggermente sia i prezzi di vendita che quelli di acquisto. L’Italia è stata l’unica nazione ad aver riportato aumenti dei prezzi di vendita.

Prezzi di acquisto in diminuzione in Germania, Spagna, Austria e Paesi Bassi, con le imprese di queste nazioni che hanno collegato ciò alla contrazione dei prezzi di petrolio, energia, benzina, plastica, cotone, derivati del latte e alcune materie prime.

Chris Williamson, Chief Economist presso Markit ha dichiarato: «Con l’indice PMI finale attestatosi al di sotto della stima flash, la situazione del settore manifatturiero della zona euro è peggiore di quanto pensato in precedenza. Non solo la performance del settore è stata la peggiore dalla metà del 2013, c’è anche il rischio che il nuovo e forte peggioramento iniziato al centro si estenda a tutta la regione. Il settore ha più o meno registrato una stagnazione da agosto, ma quello che stiamo osservando adesso, per la prima volta in quasi un anno e mezzo, è la contrazione manifatturiera sofferta dalle tre maggiori economie. Il motore delle esportazioni tedesco si è bloccato, causando il peggioramento maggiore dei nuovi ordini del paese da dicembre 2012. Questi sono diminuiti anche in Francia e Italia, provocando previsioni negative circa la produzione dei mesi futuri. Spagna, Irlanda e Paesi Bassi rimangono i punti positivi, ma la preoccupazione adesso è che, se non aumenta la domanda nei maggiori stati membri della regione, questi paesi, così come la Grecia e l’Austria, avranno problemi a mantenersi in fase di espansione».

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