Markit PMI: valore record d’indagine a settembre per la creazione occupazionale nel manifatturiero dell’eurozona

 Markit PMI: valore record d’indagine a settembre per la creazione occupazionale nel manifatturiero dell’eurozona

Al tasso maggiore in più di sei anni e mezzo, migliorano a settembre le condizioni del settore manifatturiero dell’area euro. Attestandosi al valore più alto in 79 mesi di 58.1, valore questo simile alla precedente stima flash di 58.2, l’Indice finale IHS Markit PMI® Settore Manifatturiero Eurozona ha segnalato la cinquantunesima espansione su base mensile consecutiva. Il valore medio durante il terzo trimestre di 57.4 è stato il più alto dal primo trimestre del 2011.

La ripresa rimane generale, con tutte le 8 nazioni dell’area euro coperte dall’indagine che hanno riportato una crescita. La Germania, con il relativo PMI che ha raggiunto il valore più alto in 77 mesi, ritorna a guidare la classifica, mentre il PMI dei Paesi Bassi ha raggiunto il valore più alto in 79 mesi facendo posizionare la nazione sulla seconda posizione. L’Austria, nonostante abbia riportato un rallentamento della crescita al valore più basso in quattro mesi, è stata ancora una volta una delle nazione a riportare i risultati migliori.

Deboli accelerazioni sono state registrate dai PMI della Francia e della Grecia con risultati più alti rispettivamente da aprile 2011 e giugno 2008. Il tasso di miglioramento è rimasto invariato in Italia, si è ripreso in Spagna ma è rallentato in Irlanda.

A settembre, sostenuto dalla forte domanda e dai maggiori ordini ricevuti, la produzione manifatturiera dell’eurozona è cresciuta al livello più veloce in quasi sei anni e mezzo. Il tasso di crescita dei nuovi ordini ha raggiunto un livello simile a quello record in 76 mesi di giugno.

Migliori condizioni del mercato domestico in combinazione con i maggiori livelli dei nuovi ordini dal mercato estero sono stati i fattori principali che hanno favorito l’ultimo aumento dei nuovi ordini. Malgrado l’indagine di settembre ha osservato un tasso di espansione moderato dei nuovi ordini, il livello di crescita è comunque risultato tra quelli più forti degli ultimi sei anni e mezzo. Crescite più veloci sono state registrate nei Paesi Bassi e in Spagna, con crescite più lente ma pur sempre forti riportate in Germania, Francia, Italia e Irlanda, mentre una lieve contrazione è stata osservata in Grecia. Nonostante il tasso di crescita delle esportazioni è diminuito in Germania, è rimasto elevato ed è stato superato solo da quello osservato nei Paesi Bassi.

La maggiore crescita della produzione e dei nuovi ordini ha messo alla prova la capacità dei manifatturieri dell’eurozona, causando l’aumento maggiore del lavoro inevaso in più di 11 anni. Fattore questo che conseguentemente ha incoraggiato ulteriori creazioni occupazionali, con un incremento dei livelli del personale al tasso maggiore dall’inizio della raccolta dati dell’eurozona nel giugno del 1997.

Analogamente alla tendenza della produzione, l’incremento maggiore dei livelli del personale è stato osservato nei Paesi Bassi al valore record in 79 mesi, in Germania con la crescita maggiore in 76 mesi, e Austria al valore più basso in quattro mesi. Accelerazioni sono state osservate in Francia, Italia e Spagna, mentre sono stati riportati tassi di aumento più lenti in Irlanda e Grecia.

Pressione sulla capacità è stata avvertita anche sul fronte dei fornitori, infatti i loro tempi medi di consegna si sono allungati al tasso maggiore da aprile 2011. La maggiore domanda di materie prime, in associazione con la carenza di alcuni materiali sono stati i fattori principali che hanno causato l’allungamento.

Ciò ha conseguentemente causato un aumento dei costi di acquisto, infatti l’inflazione dei prezzi di acquisto è aumentata al valore più alto in cinque mesi. Tutte le nazioni coperte dall’indagine hanno registrato aumenti più forti dei costi di acquisto e i prezzi medi di vendita sono aumentati per il dodicesimo mese consecutivo e al tasso più veloce da aprile.

Rimangono positive a settembre le aspettative del settore manifatturiero dell’eurozona circa l’attività futura. Il tasso generale di ottimismo è migliorato sino a raggiungere il secondo valore più alto dall’inizio della raccolta dati a luglio 2012, secondo solo al valore record di giugno. Le imprese prevedono che le migliorate condizioni economiche e l’incremento della domanda supporteranno ulteriormente la crescita della produzione durante i prossimi 12 mesi.

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “L’espansione del settore manifatturiero dell’eurozona ha raggiunto a settembre livelli ancora più alti, con il PMI che è aumentato ad un tasso superato solo una volta durante gli ultimi 17 anni. La ripresa pare inoltre essere sempre più generale, con un incremento della domanda riportato dappertutto. Riportando la crescita più forte da giugno 2008, anche dalla Grecia arrivano buone notizie. L’impennata dei nuovi ordini ha inoltre incoraggiato le imprese manifatturiere ad assumere altro personale, ad un tasso mai osservato durante i precedenti venti anni di storia dell’indagine PMI. Nonostante questa espansione della capacità, si accumula ad un tasso più veloce il livello del lavoro inevaso, suggerendo come c’è ancora parecchio spazio per ulteriori assunzioni. Anche l’ottimismo circa l’attività futura è migliorato, sottolineando un approccio sempre più positivo tra i produttori dell’area euro. Il rafforzamento dell’euro sinora non ha avuto nessun impatto sulla crescita delle esportazioni, incluso il commercio intra eurozona, e le condizioni della domanda nazionale pare siano nel complesso migliorate. Poiché con la ripresa arrivano anche maggiori pressioni inflazionistiche, si intensificano le previsioni di un imminente annuncio da parte della BCE circa una riduzione graduale delle politiche di stimolo”.

Redazione

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