MarkitPMI: a giugno, il settore delle vendite al dettaglio registra di nuovo un calo

 MarkitPMI: a giugno, il settore delle vendite al dettaglio registra di nuovo un calo

Alla fine del secondo trimestre, il settore italiano delle vendite al dettaglio in Italia ha continuato a registrare cali sia mensili che annuali. Le vendite hanno continuato a non raggiungere ancora una volta i target prefissati, mentre i margini sono rimasti sotto pressione visti gli sconti molto diffusi. L’aumento del costo del carburante ed il rialzo dei prezzi di listino dei fornitori hanno contribuito al forte aumento generale dei prezzi d’acquisto.

L’Indice PMI IHS Markit delle Vendite al Dettaglio in Italia, che registra i cambiamenti su base mensile delle vendite comparabili, è rimasto per quattro mesi stazionato su livelli inferiori alla soglia di non cambiamento di 50.0. Tuttavia, segnando a giugno un rialzo con 48.5, da 47.3 di maggio, l’indice ha indicato il più debole calo di questa sequenza.

Rispetto ad un anno fa, le vendite hanno registrato ancora una volta risultati nettamente inferiori, estendendo l’attuale periodo di contrazione a nove mesi.

Le aziende hanno di nuovo segnalato una serie di ragioni del calo. La più ricorrente è stata la pressione sul reddito dei consumatori, con presenze conseguentemente inferiori rispetto ad un anno fa. A pesare sulle vendite di quest’ultima indagine sono state inoltre citate l’incertezza politica e la mancanza di nuovi prodotti.

La delusione dei dettaglianti rispetto ai volumi di vendita continua, con i numeri di giugno nettamente inferiori alle previsioni. Più del 35% delle aziende monitorate ha parlato di mancate vendite rispetto agli obiettivi pianificati. Per quanto riguarda il mese prossimo, il campione monitorato prevede tuttavia prestazioni migliori.

Visti gli sconti e le offerte promozionali create per favorire le vendite all’interno di un mercato concorrenziale, i margini lordi di giugno hanno continuato a calare. Ancora una volta, i dati raccolti hanno indicato un livello di contrazione notevole, ma rallentato ai valori più deboli rispetto ai tre mesi scorsi.

L’inflazione dei prezzi d’acquisto si è protratta anche al mese di giugno. Quest’ultimo rialzo dei costi è stato ancora forte ma appena inferiore al trend dell’indagine, con commenti da parte delle aziende riferiti all’aumento dei prezzi dei fornitori e del carburante.

In quest’ultima indagine si è osservata la terza riduzione consecutiva dell’attività di acquisto, in linea con il debole trend delle vendite.

Questo vuole dire che, nel corso del mese, le aziende monitorate del settore sono state invece capaci di utilizzare e ridurre lo stock disponibile. L’indagine di giugno ha mostrato un calo marginale della merce in giacenza per la prima volta in 17 mesi.

Gli organici del settore delle vendite al dettaglio hanno continuato ad aumentare nel mese di giugno, estendendo l’attuale andamento a 22 mesi consecutivi. Le aziende che hanno segnalato una crescita, l’hanno collegata alle accresciute necessità aziendali. L’aumento netto dei posti di lavoro è stato tuttavia marginale visto che gran parte delle aziende non ha registrato variazioni rispetto a maggio.

Paul Smith, Director presso la IHS Markit, e autore del report PMI® sulle Vendite al Dettaglio in Italia, ha dichiarato: “Si protraggono le difficoltà del settore delle vendite al dettaglio di giugno a causa di vari problemi, con vendite di nuovo in calo su base mensile e annuale. A pesare sull’attività resta l’incertezza politica, ma molto più numerosi sono i commenti relativi alla pressione sul reddito delle famiglie e al conseguente calo delle presenze. Di fronte al generale indebolimento della domanda, i dettaglianti continuano ad offrire sconti ed i margini restano dunque esposti ad una considerevole pressione, visto soprattutto il nuovo sostanziale incremento dei prezzi medi di acquisto”.

Redazione

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