Melazzini: «Una legge che valorizza le imprese»

 Melazzini: «Una legge che valorizza le imprese»

Lo scorso ottobre la Giunta regionale della Lombardia ha approvato un importante progetto di legge per la libertà di impresa e la competitività. In questa intervista, Mario Melazzini, assessore alle Attività produttive, Ricerca e Innovazione della Regione Lombardia, spiega quali sono i principi fondanti del progetto di legge.

Quali sono, in sintesi, le linee principali e gli obiettivi della legge per la libertà d’impresa e la competitività da lei presentata?
«Si tratta di un progetto normativo molto innovativo, basato su quattro principi cardine. Il primo riguarda la fiducia nei confronti di chi intraprende e desidera contribuire allo sviluppo economico e al bene comune. Il secondo principio si riferisce alla responsabilità condivisa tra gli attori attivi del territorio per incrementare la competitività del sistema Lombardia. Ma abbiamo pensato che il progetto di legge dovesse riflettere anche il principio di sussidiarietà per semplificare la vita delle imprese, riconoscendo ruoli e competenze di tutti gli attori. E infine, come quarto principio, abbiamo posto l’innovazione da attuare negli strumenti, nelle modalità di intervento e nel rapporto tra imprese e Amministrazione. Le azioni previste dal progetto di legge sono indirizzate a favorire la libertà di impresa, rilanciare la competitività, promuovere l’attrattività, agevolare il credito alle imprese, riorganizzare gli Sportelli unici per le attività produttive, semplificare l’azione amministrativa e razionalizzare il sistema dei controlli. In questo modo, vogliamo attivare anche in via sperimentale nuovi strumenti che agevoleranno e semplificheranno la vita delle nostre imprese, puntando al rilancio e all’attrattività del nostro sistema produttivo. Non si tratta di una semplice revisione della legge, ma di una vera svolta, che introduce strumenti concreti di aiuto alle imprese».

La sua proposta rappresenta anche un “salto culturale” nel modo di porsi, da parte delle istituzioni, nei confronti delle imprese?
«Sì, credo che questo provvedimento abbia anche una portata culturale molto significativa, il messaggio che vogliamo dare alle nostre imprese, specialmente nell’attuale contesto economico, è che le istituzioni sono al loro fianco e si impegnano per essere dei facilitatori e non delle barriere per le attività produttive mettendo a disposizione ogni possibile strumento per lo sviluppo. In quest’ottica, Regione Lombardia sta agendo su più fronti, con l’intento di dare una rinnovata fiducia al sistema produttivo e definire una politica industriale integrata che consenta al territorio di collocarsi in modo competitivo nello scenario economico internazionale. Da inizio legislatura abbiamo investito oltre 53 milioni di euro per ricerca e innovazione, internazionalizzazione, attrattività del territorio, sostegno alle reti di impresa. A queste risorse si somma il forte impegno per contrastare il credit crunch. È di un miliardo di euro il plafond dell’iniziativa CreditoinCassa, che consente lo smobilizzo dei crediti che le imprese regionali vantano nei confronti degli enti locali, mentre 22 milioni di euro sono stati dedicati alle imprese socie dei Confidi per aumentarne il capitale sociale. Abbiamo inoltre rivisto i criteri di accesso alla misura Credito Adesso, che sostiene il fabbisogno di capitale circolante, per favorire le pmi lombarde che potranno avere accesso ai 280 milioni di euro ancora disponibili su questa linea di finanziamento. Di recente abbiamo anche attivato un fondo di oltre 1,6 milioni di euro, per aiutare chi è stato vittima di usura a rilanciare la propria attività imprenditoriale e per sostenere l’accesso al credito dei soggetti potenzialmente a rischio usura».

Le imprese chiedono a gran voce la semplificazione della burocrazia. Cosa prevede in tal senso la legge da lei presentata?
«Con il progetto di Legge “Libertà d’impresa e competitività” introduciamo numerose semplificazioni per le imprese. Prima di tutto la Comunicazione Unica di avvio delle attività, che permette all’imprenditore di autocertificare il possesso dei requisiti di legge senza dover allegare alcun documento aggiuntivo. Tutta la documentazione è conservata direttamente dall’imprenditore e in caso emergano difformità in sede di controllo viene assicurato un tempo congruo per mettersi in regola senza incorrere in sanzioni. Inoltre, il progetto di legge prevede anche la riorganizzazione e ottimizzazione degli Sportelli Unici per le Attività Produttive (SUAP), con una piena valorizzazione del ruolo svolto dalle Camere di Commercio nei confronti delle imprese, che possono così avere un punto di riferimento unitario. Infine, la Regione si impegna a definire un sistema integrato dei controlli, coordinando quelli di competenza regionale e, tramite specifici accordi, anche quelli sovra regionali, per limitare gli impatti sulla attività quotidiana delle imprese sottoposte a controlli. Tutte le novità introdotte da questo progetto di legge, infatti, mirano a creare e rafforzare il rapporto di fiducia tra la pubblica amministrazione e il tessuto economico della nostra regione».

Mario Melazzini 3
«Il mio metodo di lavoro – dice Melazzini – si basa da sempre sulla ricognizione puntale dei bisogni e sull’ascolto delle istanze del territorio»

Nel preparare la legge, ha avuto modo di ascoltare anche la base imprenditoriale? Se sì, a parte la semplificazione burocratica, quali sono state le esigenze e le richieste più comuni?
«Il mio metodo di lavoro si basa da sempre sulla ricognizione puntale dei bisogni e sull’ascolto delle istanze del territorio, perché ritengo che solo dalla conoscenza e dalla condivisione degli strumenti da adottare possono nascere le azioni più efficaci per raggiungere gli obiettivi prefissi. Dai numerosi incontri con il mondo imprenditoriale e non solo emergono diverse esigenze, dalle problematiche legate all’accesso al credito, alla troppa burocrazia fino al peso del fisco. Noi stiamo provando a dare delle risposte serie e concrete. Uno degli interventi più importanti è certamente rappresentato dall’azzeramento dell’IRAP nel primo anno di vita per le start up innovative (secondo la definizione della legge nazionale 221/2012) che partecipano al Programma Integrato per la Creazione d’Impresa che abbiamo lanciato recentemente. Nel secondo e terzo anno di vita è previsto un abbattimento dell’IRAP di un punto percentuale. Questa è solo una delle agevolazioni previste, ma il Programma è più ampio e si rivolge sia alle imprese di nuova creazione sia a chi realizza un piano di rilancio innovativo delle proprie attività. Con una dotazione di 30 milioni di euro (7 a fondo perduto e 23 a finanziamento agevolato) pensiamo di poter affiancare per tre anni, anche col supporto di una rete di professionalità selezionate, circa 400 imprese (con impatti su 3000 unità di personale), scelte in base all’innovazione e alla sostenibilità del Business Plan presentato. Si tratta di un primo passo, una sperimentazione che ci permetterà di iniziare a valutare altri interventi, che coinvolgano la totalità delle imprese. In questo senso, possono essere preziosi e hanno riscosso grande interesse tra gli imprenditori incontrati anche gli Accordi per la competitività, introdotti dal progetto di legge appena approvato dalla Giunta, che permettono alle imprese e alle autorità amministrative di stabilire obblighi e impegni reciproci: a fronte di investimenti definiti e mantenimento o incremento dei livelli occupazionali da parte delle imprese possono essere riconosciuti incentivi e agevolazioni, anche di natura fiscale. È un tipo di strumento che stiamo già testando tramite il Protocollo d’Intesa sottoscritto con Whirlpool, che ha scelto di fare dello stabilimento di Cassinetta (VA) un polo di riferimento, con l’incremento dei livelli produttivi e il riassorbimento della forza lavoro in cassa integrazione. Attraverso l’attuazione degli accordi di competitività, intendiamo dare avvio alla sperimentazione di “zone a burocrazia zero”, prevedendo un minor carico fiscale per le nuove imprese, sulle imposte regionali e comunali, e nuove modalità per l’avvio dell’attività di impresa. Le risorse economiche che mettiamo a disposizione per le sperimentazioni sono pari a 20 milioni di euro».

Quando pensa che il provvedimento potrà entrare in vigore?
«Il provvedimento è stato approvato dalla Giunta regionale lo scorso 25 ottobre. La discussione del progetto di legge in Consiglio è già iniziata, quindi mi auguro che si giunga ad approvazione in tempi molto rapidi».

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