MIC – Misery index Confcommercio: cresce il disagio sociale

 MIC – Misery index Confcommercio: cresce il disagio sociale

Il MIC di febbraio si è attestato su un valore stimato di 20,5 punti (+0,4 punti rispetto a gennaio), proseguendo nella tendenza all’aumento innescatasi circa un anno fa. L’andamento registrato dal MIC negli ultimi mesi è stato determinato esclusivamente dalla componente relativa ai prezzi la cui variazione, per i beni ad alta frequenza d’acquisto, è passata dal -1,1% di marzo 2016 al +3,2% di febbraio 2017. Per contro, sempre nello stesso periodo, la disoccupazione estesa è scesa di mezzo punto, come sintesi di una stabilizzazione della componente ufficiale e di una riduzione di quella relativa alla CIG ed agli scoraggiati.

A febbraio 2017 il tasso di disoccupazione è diminuito di tre decimi di punto attestandosi all’11,5%. Il numero di disoccupati è diminuito di 83mila unità su base mensile e di 18mila rispetto all’analogo mese del 2016. Nello stesso mese il numero di occupati è aumentato di 8mila unità rispetto gennaio e di 294mila unità nei confronti di febbraio del 2016. È proseguita la tendenza alla riduzione, su base annua, delle ore di CIG autorizzate (-41,0%). Sulla base di questa stima si è calcolato che le ore di CIG effettivamente utilizzate – destagionalizzate e ricondotte a ULA – siano diminuite di 3mila unità in termini congiunturali e 41mila su base annua. Sul fronte degli scoraggiati è proseguita la tendenza al ridimensionamento, seppure a ritmi meno sostenuti rispetto ai mesi precedenti: su base annua il calo  è di 147mila unità. Il combinarsi di queste dinamiche ha comportato una riduzione di due decimi di punto del tasso di disoccupazione esteso in termini congiunturali e di otto decimi di punto nei confronti dell’analogo mese del 2016 (tab. 1).

Nello stesso mese i prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto sono aumentati del 3,2% (+2,2% a gennaio), il valore più elevato da dicembre 2012, in conseguenza del permanere di tensioni inflazionistiche nelle aree degli alimentari freschi e dei carburanti. Pur in presenza di un’attenuazione di queste tensioni nei prossimi mesi, la componente inflazionistica continuerà a svolgere un ruolo negativo sul reddito disponibile delle famiglie. Per ridurre l’area del disagio sociale e consolidare i timidi segnali di ripresa della fiducia emersi a marzo, ridando un po’ di slancio ai consumi, è pertanto necessario che l’occupazione cresca a ritmi più sostenuti rispetto a quanto rilevato negli ultimi otto mesi.

La figura 1 mostra le due componenti del MIC (in rosso l’inflazione dei beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto ed in blu la disoccupazione estesa), mentre l’ingrandimento riporta l’andamento complessivo del disagio sociale negli ultimi dieci mesi.

Redazione

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