Misery index Confcommercio: ad ottobre l’indice di disagio sociale scende a 18,9 (-0,2)

 Misery index Confcommercio: ad ottobre l’indice di disagio sociale scende a 18,9 (-0,2)

Il MIC[1] di ottobre 2016 si è attestato su un valore stimato di 18,9 punti, in diminuzione di due decimi di punto rispetto a settembre. Il miglioramento rilevato nell’ultimo mese, imputabile esclusivamente alla componente relativa alla disoccupazione, pur rappresentando un’inversione nella tendenza registrata negli ultimi mesi, è troppo modesto per essere letto come un segnale di effettiva riduzione dell’area del disagio sociale ancora molto ampia. Questa situazione determina uno stato d’incertezza nelle famiglie, il cui clima di fiducia non mostra segnali di miglioramento. Di conseguenza restano improntati alla cautela i comportamenti di consumo.

Per osservare un concreto miglioramento del sentiment è necessario che le dinamiche occupazionali, oggi in rallentamento, tornino a registrare tassi di crescita significativi, permettendo una reale riduzione del numero delle persone in cerca d’occupazione.

A ottobre il tasso di disoccupazione si è attestato all’11,6%, in diminuzione di un decimo di punto rispetto a settembre e invariato nel confronto annuo. Il numero di disoccupati è diminuito di 37mila unità su base mensile e aumentato di 38mila nel confronto con l’analogo mese del 2015, sottintendendo una maggiore partecipazione al mercato del lavoro di una parte degli scoraggiati. Il numero di occupati è diminuito di 30mila unità rispetto al mese precedente e aumentato di 174mila nei confronti di ottobre del 2015.

Nello stesso mese le ore di CIG autorizzate hanno registrato un’ulteriore riduzione su base annua (-32,9%). La tendenza continua ad interessare tutte le tipologie.

Sulla base di questa stima si è calcolato che le ore di CIG effettivamente utilizzate – destagionalizzate e ricondotte a ULA[2] – siano diminuite, a ottobre, di 6mila unità su base mensile e di 61mila su base annua. Analoga tendenza ha interessato gli scoraggiati[3] con una diminuzione di 60mila unità su base annua. Il combinarsi di queste dinamiche ha comportato una diminuzione di due decimi di punto del tasso di disoccupazione esteso (tab. 1).

Nello stesso mese i prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto sono aumentati dello 0,2%, per effetto della ripresa degli alimentari.

La figura 1 mostra le due componenti del MIC (in rosso l’inflazione dei beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto ed in blu la disoccupazione estesa), mentre l’ingrandimento riporta l’andamento complessivo del disagio sociale negli ultimi dieci mesi.

 


[1] Il Misery Index Confcommercio (MIC) misura mensilmente il disagio sociale causato dalla disoccupazione estesa (disoccupati, cassaintegrati e scoraggiati) e dalla variazione percentuale dei prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto.

[2] I dati destagionalizzati relativi alle persone in CIG e agli scoraggiati utilizzati per il calcolo del MIC differiscono lievemente da quelli pubblicati in precedenza per alcune modifiche inserite nel processo di destagionalizzazione delle serie.

[3] Gli scoraggiati inclusi nel calcolo della disoccupazione estesa utilizzata per la stima del MIC sono definiti come coloro che (1) si dichiarano in cerca di lavoro, (2) sono disponibili a lavorare nelle due settimane successive a quelle dell’intervista e (3) anche se non lo hanno fatto nelle ultime quattro settimane, affermano di aver compiuto una o più azioni di ricerca da 2 a 3 mesi prima dell’intervista.

 

Redazione

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