Mister Pmi: «La ripresa è a portata di mano»

 Mister Pmi: «La ripresa è a portata di mano»

Intervistato da “Il giornale delle pmi”, Giuseppe Tripoli, capo Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione del Mise, nonché garante delle piccole e medie imprese (più semplicemente conosciuto come Mr Pmi), commenta i dati positivi contenuti nel Rapporto annuale sulle piccole e medie imprese della Commissione europea.

Il Rapporto annuale sulle pmi della Commissione europea ha definito “incoraggianti” le prospettive di crescita delle imprese europee. Pensa che anche in Italia la situazione sia in via di miglioramento?
«Quella delle piccole e medie imprese è una realtà molto variegata e in profonda trasformazione. Sta cambiando la struttura produttiva del Paese. Tante aziende sono costrette a chiudere o si trovano in gravi difficoltà. Sono soprattutto quelle legate al mercato interno. Altre imprese, già posizionate sui mercati internazionali, hanno resistito molto meglio alla crisi e adesso sono pronte ad approfittare dei primi segnali di ripresa. Diverse aziende che non avevano mai esportato prima e che hanno cominciato a farlo durante gli anni della recessione hanno evitato di venire sommerse dall’onda della crisi. La chiusura delle imprese, comunque, è sempre una cosa negativa perché comporta la perdita di saperi e di attività che ricostruire sarà molto complicato».

È sbagliato pensare che nel resto del continente le cose vadano meglio che da noi per gli imprenditori?
«Non è così. Dipende da Paese a Paese. Quelli che hanno dovuto affrontare profonde ristrutturazioni fiscali come l’Italia, la Spagna, la Grecia, inevitabilmente hanno visto restringersi la domanda interna. Adesso la Spagna ha cominciato a godere di una modesta ripresa, grazie alla possibilità – di cui l’Italia non ha potuto usufruire – di aumentare la spesa pubblica. Le imprese di tutto il continente si stanno riposizionando. Quelle tedesche, rimaste fino a oggi sostanzialmente esenti dall’onda della crisi, ora vedono anch’esse ridursi i loro fatturati. Secondo il Rapporto della Commissione Ue, comunque, dopo il faticoso lavoro di aggiustamento dei conti pubblici, il grosso della sofferenza dovrebbe essere passato e da qui in avanti si può solo crescere».

I miglioramenti nei risultati delle pmi, secondo il Rapporto Ue, sono legati ai principi, alle iniziative e alle idee contenuti nello Small Business Act.
«Lo Small Business Act è un programma della Commissione europea, non è una legge che si applica nei diversi Paesi. È un punto di riferimento che ovviamente tiene conto delle richieste e delle esigenze dei sistemi imprenditoriali dei diversi Paesi europei. Ad esempio, il tema della semplificazione è molto sentito da noi, ma è molto sentito anche in Germania ed è uno dei principi dello Small Business Act. Muovendosi all’interno dello Small Business Act, la Commissione europea ha potuto esercitare una forte pressione su alcuni tempi come, ad esempio, nel caso della direttiva sui ritardi di pagamento. Grazie all’introduzione della direttiva europea abbiamo avuto l’obbligo di risolvere il problema entro un certo tempo».

Nella legge di stabilità si sarebbe potuto fare qualcosa di più a favore delle pmi?
«È tutto in discussione. È appena stato approvato il maxi-emendamento. Probabilmente la Camera ci rimetterà mano. Una valutazione secondo me si potrà fare solo alla fine. Sicuramente ci saranno delle modifiche. Quanto importanti e radicali non lo so, ma sicuramente ci sarà una revisione della Manovra».

C’è qualche speranza che sul tema della semplificazione burocratica si ottenga qualche risultato concreto?
«Il disegno di legge di semplificazione che era stato preparato dal precedente Governo durante la scorsa legislatura e che questo Governo ha ripresentato in questa legislatura, contiene una serie di semplificazioni importanti. Basterebbe dargli attuazione. Adesso si è arenato in Parlamento. Auspico che il Governo si adoperi perché questo provvedimento – la cui importanza è molto sentita da parte delle imprese – prosegua il suo iter parlamentare. Sarebbe già un segnale positivo».

Dario Vascellaro

Direttore responsabile de Il Giornale delle PMI

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