Misure più forti contro il dumping sulle importazioni

 Misure più forti contro il dumping sulle importazioni

L’UE deve alzare i dazi doganali contro il dumping o le sovvenzioni nelle importazioni da paesi terzi e aiutare le piccole imprese a sfruttare le misure disponibili a tale scopo, dicono i deputati con il voto di mercoledì sulle proposte per aggiornare gli “strumenti di difesa commerciale”. I deputati hanno inoltre adottato emendamenti che chiedono tariffe più alte contro il dumping sociale o ambientale.

Trattare un caso come quello delle tariffe europee antidumping risulta così complesso e costoso che solo le grandi aziende possono permettersi di farlo in base alle norme vigenti.

«Stiamo esaminando la parte più controversa della politica commerciale dell’UE – gli strumenti di difesa commerciale – che normalmente consistono nei dazi antidumping. Casi di alto profilo, come il dazio antidumping del 47% sui pannelli solari cinesi importati, stanno spingendo questa revisione sempre più in alto nelle priorità dell’agenda politica. Abbiamo proposto compromessi ragionevoli nella maggior parte dei casi, dalla trasparenza a più diritti di scrutinio per il Parlamento e abbiamo anche migliorato in modo sostanziale gli aiuti destinati alle piccole imprese», ha affermato il relatore Christofer Fjellner (PPE, SV).

Le piccole imprese dovrebbero beneficiare di strumenti UE di difesa commerciale
I deputati sottolineano che la complessità e le spese di avvio delle inchieste antidumping e antisovvenzioni riguardano principalmente i maggiori operatori del settore. Le piccole e medie imprese (pmi), al contrario, sono svantaggiate nell’accesso agli strumenti di difesa commerciale dell’UE. Il Parlamento suggerisce la creazione di un helpdesk che aiuti le pmi a presentare denunce e che fornisca orientamento e assistenza nei procedimenti di indagine. Questo ufficio potrebbe inoltre aiutare il settore colpito, in gran parte in piccole e medie imprese, ad assemblare le prove necessarie sul danneggiamento economico subito, per giustificare il lancio di un’inchiesta antidumping.
I deputati aggiungono che per i settori in gran parte costituiti da piccole e medie imprese dovrebbe essere possibile imporre dazi più elevati sulle importazioni di beni oggetto di dumping o di sovvenzioni.

Nessun preavviso sulle indagini
I deputati hanno votato per cancellare una proposta secondo cui gli importatori dell’UE e i paesi terzi che esportano dovrebbero essere avvisati due settimane prima che l’Unione preveda l’imposizione di dazi antidumping provvisori. La Commissione ha proposto tale notifica per assicurarsi che le importazioni già spedite non siano colpite, ma i deputati hanno replicato che ciό potrebbe incoraggiare lo stoccaggio di merci oggetto di dumping e politicizzare il rapporto commerciale.

Il dumping sociale e ambientale dovrebbe contare
I deputati suggeriscono che l’UE dovrebbe modificare le norme per poter imporre dazi più severi sulle merci importate e oggetto di dumping o di sovvenzioni, nel caso in cui il paese terzo esportatore “non disponga di un sufficiente livello di norme sociali e ambientali”, giudicate sulla base delle convenzioni sui diritti ambientali e del lavoro. Contemporaneamente, l’UE dovrebbe imporre dazi più moderati nel caso in cui le importazioni oggetto di sovvenzioni provengano da un paese meno sviluppato che intende perseguire i suoi obiettivi di sviluppo” legittimi”.

Contesto: la riforma della difesa commerciale
L’attuale legge di difesa commerciale dell’Unione europea risale al 1995. Da allora, le relazioni commerciali dell’UE con i paesi terzi sono state modificate in modo sostanziale e la catena del valore è diventata molto più globale. La revisione proposta dal Parlamento Europeo mira a rendere il diritto di difesa commerciale dell’UE più efficace, ad adeguarlo alle sfide commerciali e inoltre, ad aumentarne la trasparenza e la prevedibilità.
La maggior parte dei casi antidumping e antisovvenzioni avviati dall’UE sono stati contro la Cina.

Prossime tappe
I deputati inizieranno i negoziati legislativi con il Consiglio al fine di raggiungere un accordo in prima lettura. L’obiettivo sarà quello di raggiungere un accordo sulla nuova legge prima della fine della legislatura.

Redazione

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