Modernizzare il Paese e creare nuove filiere industriali con la #CashlessRevolution

 Modernizzare il Paese e creare nuove filiere industriali con la #CashlessRevolution

Rimane invariato il posizionamento dell’Italia nel Cashless Society Index 2019, lo strumento di monitoraggio sviluppato da The European House Ambrosetti, che fotografa il grado di modernizzazione e innovazione del Paese, a partire dal monitoraggio della digitalizzazione dell’economia e del sistema di pagamenti nei 28 Paesi europei sulla base di 16 Key Performance Indicator, raggruppati in due aree di riferimento: “Fattori abilitanti” (peso del 30%) e “Stato dei pagamenti” (peso del 70%).

Con un punteggio medio di 3,68 su 10, l’Italia resta nelle retrovie del ranking europeo, 23ma su 28 Paesi (era 23ma anche nelle rilevazioni 2018 e 2017, mentre era 24ma nel 2016). Il miglioramento c’è ma è lentissimo. Più in dettaglio, si registra un lieve miglioramento nel sotto-indice dei fattori abilitanti, che rileva lo stato di sviluppo dell’ecosistema per la transizione cashless. In questa dimensione l’Italia guadagna due posizioni rispetto allo scorso anno, dimostrando come il Paese sia pronto, da un punto di vista infrastrutturale, alla Cashless Revolution (con 40,7 POS ogni 1.000 abitanti, l’Italia si posiziona al 4° posto in Europa). È il livello di utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici ad abbassare la performance del Paese: nella macro-categoria sullo stato dei pagamenti l’Italia, a dimostrazione, perde una posizione rispetto al 2018.

Il Paese rallenta la corsa verso i best performer europei. Come messo in evidenza dal Cashless Society Speedometer, la velocità con cui il Paese si muove con riferimento alla crescita delle transazioni pro-capite con carte diminuisce da 8,4 a 8,0 (su una scala da 0 a 100). A tale velocità, l’Italia raggiungerebbe l’attuale media UE-28 (28,1) nel 2040 se gli altri Paesi rimanessero fermi, nel 2110 se gli altri Paesi crescessero alla velocità attuale.

Per misurare il livello di dipendenza di un’economia dal contante, l’Osservatorio della Community elabora annualmente il Cash Intensity Index per 95 economie al mondo, riaggiornando di anno in anno le serie storiche dei Paesi mappati. L’Italia resta nel gruppo delle 35 peggiori economie al mondo per “intensità del contante” (contante in circolazione su PIL): 11,8%, superiore di quasi un punto percentuale rispetto alla media dell’Eurozona (11% nel 2016).

Il divario dell’Italia nello scenario internazionale è riconducibile ad una evidente disomogeneità su base territoriale. Il Regional Cashless Index vede in prima posizione la Lombardia, con un punteggio di una volta e mezza superiore rispetto alla Calabria (7,32 vs. 4,37, su una scala crescente da 1 a 10).

Oggi l’Italia si trova di fronte ad una sfida epocale di modernizzazione non solo nelle abitudini di consumo, ma anche per le filiere industriali e dei servizi. La Community Cashless Society ha ricostruito, per la prima volta, la filiera estesa della cashless society: monetica e pagamenti digitali, fintech, sistemi abilitanti digitali (es. servizi Wi-Fi), dotazione infrastrutturale (es. banda larga, POS, ecc.). Si tratta di una filiera che coinvolge 1.600 aziende e attiva 11,7 miliardi di Euro di fatturato, 8,2 miliardi di Euro di valore aggiunto e 21.000 occupati. La filiera cashless ha dimostrato grande vitalità e resilienza: fatturato (+21%), valore aggiunto (+21%) e numero di addetti (+31%) sono cresciuti a doppia cifra negli ultimi 5 anni. Un ulteriore sviluppo è atteso per i prossimi anni: l’87% dei rispondenti alla survey effettuata ai membri della Community prevede un ulteriore aumento degli occupati della propria azienda nei prossimi 5 anni e il 72% dei rispondenti si aspetta un ulteriore aumento degli investimenti nei prossimi 5 anni.

Occorre quindi promuovere con forza un’azione sistemica e integrata per accompagnare la “transizione cashless” anche nel nostro Paese, similmente a quanto già avviene all’estero. Sin dalla sua prima edizione, la Community Cashless Society ha formulato delle proposte d’azione per promuovere la diffusione dei pagamenti elettronici in Italia. Alcune delle misure proposte si sono tradotte in policy concrete – la previsione del POS obbligatorio per gli esercenti, il lancio di una campagna di comunicazione sui media (con il lancio dell’hashtag #CashlessRevolution), la fatturazione elettronica e la promozione di progetti-pilota su base territoriale mentre altre sono state recepite dal Governo ma se ne vedranno gli effetti nel futuro prossimo (come nel caso della “lotteria dei corrispettivi”, la cui fase sperimentale è prevista per il 1° gennaio 2020).

Le analisi e le proposte della Community sono state presentate da Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House Ambrosetti e da Lorenzo Tavazzi, Associate Partner di The European House Ambrosetti, in occasione della Tavola Rotonda tenutasi oggi a Villa d’Este, a margine del Workshop Lo Scenario dell’Economia e della Finanza”. Hanno partecipato, tra gli altri, l’Assessore alla Trasformazione digitale e dei servizi del Comune di Milano, Roberta Cocco, il Vice Capo del Dipartimento Mercati e Sistema dei Pagamenti di Banca d’Italia, Livio Tornetta, l’Assessore all’Urbanistica e Smart City del Comune di Firenze, Giovanni Bettarini, l’Ambasciatrice dell’Estonia in Italia Celia Kuningas-Saagpakk e l’Ambasciatore dell’Australia in Italia, Greg French.

La Community Cashless Society ha come membri oggi alcuni tra i principali attori della filiera dei pagamenti: ne sono Main Partner Consorzio CBI, Edenred, Intesa Sanpaolo, Mastercard, Mercury Payments Services, Nexi, Poste Italiane, Telepass e Visa e Partner Argentea, BNL – BNP Paribas, Diners Club, IBM, Ingenico Group, PayPal, Sia e Sisal. Istituita nel 2015 da The European House Ambrosetti, la Community Cashless Society ha la missione di rafforzare il dialogo e le relazioni tra gli attori dell’industria dei pagamenti, la comunità imprenditoriale e quella istituzionale, producendo conoscenza e proposte per promuovere la cashless society e opportunità di crescita e modernizzazione del Paese.

Durante la Tavola Rotonda sono stati presentati anche i risultati della simulazione sui benefici per il sistema-Paese attivabili dalla diffusione di pagoPA, partendo dall’esperienza di successo del Comune di Milano (incide per l’8% delle transazioni totali). La Community ha stimato i benefici attivabili da pagoPA (considerando solo la TARI e le multe) che ammontano a 375 milioni di Euro all’anno su scala nazionale. Nel Rapporto 2019 è incluso un aggiornamento anche del progetto pilota con il Comune di Firenze dove, a tendere, sarà possibile pagare contactless su ogni messo di trasporto.

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