Motivati come Phelps!

 Motivati come Phelps!

Phelps_2[dropcap]N[/dropcap]on possiamo aspettare la vittoria per motivarci. Rischiamo di demotivarci lungo la strada, perché è difficile e le cose non vanno sempre come vorremmo.
Clienti difficili, mercato duro, credito e tante altre difficoltà sono lì ad aspettarci.
Come si fa a motivarsi?
Michael Phelps, il grande campione olimpico di nuoto, otto ori alle Olimpiadi di Pechino 2008, è un vero esempio.
Il livello di allenamento che sosteneva era semplicemente assurdo, prima delle Olimpiadi faceva 15.000 chilometri di nuoto ogni anno, quello che facciamo noi con le nostre auto!
È leggendario per tutto, come mangiava, i ritmi, l’allegria, le capacità mentali, la grande capacità di creare e sostenere una squadra!
Eppure si divertiva un mondo! Nel suo libro Volere è vincere scrive: «Non mi sentivo motivato solo quando vincevo. Ma anche quando miglioravo un intertempo, quando miglioravo una bracciata. C’erano tantissime cose che potevo fare per migliorare».

Phelps non si motivava con le medaglie d’oro, ma con le piccole vittorie di ogni giorno! Piccoli miglioramenti, piccole cose che lo spingevano avanti nei durissimi allenamenti. Noi possiamo fare lo stesso e incominciare a migliorare piccole cose (che piccole non sono) come:

  • svegliarsi prima la mattina;
  • risolvere una situazione conflittuale in azienda;
  • mangiare meno o meglio;
  • parlare con una persona o un cliente difficile;
  • chiudere una vendita, anche se piccola;
  • leggere un libro di marketing o di vendita;
  • riuscire a partecipare a un seminario;
  • migliorare una prestazione, qualsiasi essa sia.

Michael Phelps non è un robot. Ha le giornate storte come tutti noi e magari non ha alcuna voglia di andare a nuotare, preferirebbe uscire una sera con gli amici e fare tardi.
Michael non salta un allenamento. Ha un ritmo di presenza e costanza folli, circa 550 allenamenti all’anno. Non ci sono domeniche, feste, Natale, compleanni che tengano. Lui è in acqua. Ma come fa a trovare l’umore giusto per allenarsi così?
Ecco cosa scrive Michael Phelps: «Se non sono dell’umore giusto per poter allenarmi, mi sforzo per ottenerlo!».

Caspita! Allora l’umore giusto non è qualcosa che ci arriva ma che noi DECIDIAMO DI AVERE NONOSTANTE LE CIRCOSTANZE! Nonostante il capo, i colleghi, i soldi, il traffico o le persone, tutti problemi che MICHAEL AVEVA… e senza dubbio ha ancora!
E tu: hai escogitato un sistema per modificare e trovare l’umore giusto?

A cosa pensi e cosa fai per cambiare umore?

Eppure non bastano umore e soddisfazione nelle piccole cose. Se qualcuno mi dicesse che dovrei trovare soddisfazione a migliorare qualcosa che non mi piace gli direi che è un matto!
Credo che tutti noi dobbiamo sentire di star facendo qualcosa di unico e speciale, qualcosa che richiama il nostro senso di missione, che ci risvegli a qualcosa di più grande di noi ma che ci comprenda.
Michael Phelps scrive: «Voglio cambiare lo sport del nuoto. Voglio che le persone ne parlino, lo seguano e abbiano voglia di seguirlo. Voglio che la gente si tuffi in acqua e nuoti. Questo è il mio obiettivo».

Si può dire che Michael c’è riuscito eccome!
Anche noi possiamo!
Quale è il tuo senso di missione in quello che fai?
Puoi fare il muratore, ma è meglio essere una persona che costruisce cattedrali e dimore calde e accoglienti per una famiglia.
Puoi fare il lavapiatti o essere la persona che assicura igiene e pulizia con il sorriso portando gioia in un lavoro altrimenti durissimo.
Puoi fare l’operaio o essere il sostegno, il riferimento e l’esempio del tuo reparto.
Scegliamo chi essere.
E incominciamo a fare.

Fabrizio Cocco


Coaching di Impresa
Senior Consultant
www.fasterre.it
fabrizio.c@fasterre.it

Fabrizio Cocco

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