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Nasce la Banca Dati Italiana di LCA per la valutazione della qualità ambientale

Per le imprese europee la qualità ambientale dei prodotti e dei servizi, ma anche delle organizzazioni, è ormai diventata un elemento fondamentale di competitività.

Per valutare la qualità ambientale la metodologia più utilizzata è la Valutazione del Ciclo di Vita (Life Cycle Assessment, LCA) che considera l’intero ciclo di vita di un prodotto, dall’estrazione delle materie prime alla produzione e all’uso fino al riutilizzo e allo smaltimento di rifiuti, valutando gli effetti dell’intera filiera sulla salute umana, gli ecosistemi e le risorse naturali.

Le informazioni sull’impatto di prodotti e servizi sull’ambiente devono essere fornite con nuove modalità, basate sull’elaborazione di una rilevante quantità di dati di assoluta affidabilità.

Per far fronte a questa esigenza è stato realizzato un apposito Network, il Life Cycle Data, che si propone di collegare in rete banche dati europee e non, che utilizzano analoghi criteri di qualità e di coerenza metodologica.

Il network è stato sviluppato da JRC, Joint Research Center, e dalla DG Ambiente della Commissione Europea, nell’ambito della politica europea per l’uso efficiente delle risorse.

Per l’Italia, è stato realizzato dal Ministero dell’Ambiente con il supporto tecnico e scientifico dell’Enea, un dimostrativo di Banca Dati Italiana di LCA, che riguarda per ora il settore agroalimentare, e che costituisce il primo nucleo nazionale del Life Cycle Data Network.

Prendono parte all’iniziativa aziende italiane leader nella valutazione della qualità ambientale dei propri prodotti, come Eridania, Granarolo, Coop Italia e San Benedetto.

Paolo Masoni, ricercatore dell’Enea che ha collaborato al progetto con il suo team, sottolinea che«l’Enea è da tempo impegnata a favorire la diffusione della metodologia LCA e con la realizzazione del nodo italiano del Life Cycle Data Network, ha constatato l’impegno e la volontà delle imprese nazionali a contribuire alla costituzione di una banca dati nazionale di LCA, anche con la partecipazione di competenze tecniche specialistiche».

Redazione

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