Nascita e crescita di nuove imprese, 4 milioni di euro dalla Provincia di Trento

 Nascita e crescita di nuove imprese, 4 milioni di euro dalla Provincia di Trento

Accrescere la qualità e la competitività delle piccole e medie imprese, dando priorità a giovani e donne: è questo l’obiettivo del bando, approvato oggi in via definitiva dalla Giunta provinciale, su proposta del vice presidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro Alessandro Olivi, con il quale si mettono 4 milioni di euro a disposizione dell’avvio e del consolidamento di nuove imprese. “Vogliamo innanzi tutto – sottolinea il vicepresidente Olivi – sostenere l’innovazione del sistema produttivo locale e anche favorire la nascita di giovani imprese e sostenere l’autoimprenditorialità. Con questa opportunità si incentivano alcuni degli ambiti più importanti e promettenti del mercato, che sono anche coerenti con le politiche di sviluppo che la Provincia autonoma di Trento si è data”. L’intervento è finanziato tramite il programma Fesr. Il bando, che era già stato approvato preliminarmente dalla Giunta provinciale, ha ricevuto il via libera il 7 maggio scorso, dalla competente Commissione del Consiglio provinciale. Oggi l’approvazione definitiva e la possibilità di presentare domanda di contributo. Le domande andranno presentate a Trentino Sviluppo S.p.a, entro le ore 12.00 del 27 luglio 2018, tramite la piattaforma on line http://agora.trentinosviluppo.it. Per informazioni: www.trentinosviluppo.it.

Trentino Sviluppo raccoglierà e valuterà le domande per l’accesso alle agevolazioni. Il bando si rivolge a nuove imprese, soprattutto quelle a partecipazione giovanile o femminile. E’ richiesto un livello base di innovazione, tuttavia saranno premiate le idee più creative; l’innovazione è da intendersi in senso ampio in termini di prodotto/servizio, di processo, organizzativa e di marketing.

Sono ammissibili ad agevolazione le spese sostenute nei primi tre anni dalla data di costituzione dell’impresa, tra cui anche quelle sostenute precedentemente la data di presentazione della domanda.

Sono assegnati punteggi maggiori nel caso che le proposte progettuali riguardino i settori dalla Strategia di Specializzazione Intelligente della Provincia di Trento:

– qualità della vita: conservazione e valorizzazione del paesaggio ambientale, antropizzato e urbano; turismo, cultura e tempo libero; città e comunità intelligenti; sanità , benessere e cura della persona;

– energia e ambiente: utilizzo sostenibile delle risorse; edilizia sostenibile e recupero edilizio; sicurezza e monitoraggio ambientale GIS e remote sensing; smart system; energie rinnovabili/sistemi energetici; conservazione del patrimonio forestale e industria del legno;

– agrifood: sicurezza e tracciabilità degli alimenti; produttività e sostenibilità dei sistemi agricoli; qualità, salubrità degli alimenti, nutrizione e nutrigeomica; biodiversità animale e vegetale; – meccatronica: robotica e interazione uomo-macchina; smart materials; modellazione, controllo e automazione; sistemi integrati, microelettronica e microsistemi; sensoristica.

Punteggi maggiori sono stabiliti, inoltre, se l’impresa è localizzata nelle zone classificate Aree interne (ovvero distanti da grandi centri urbani e di servizio e con traiettorie di sviluppo instabili), se l’impresa è insediata nei poli di specializzazione (Meccatronica e Green Innovation Factory) o abbia ricevuto il riconoscimento di un Seal of Excellence per un progetto di ricerca/innovazione su cui si intende avviare l’iniziativa di impresa.

Sono ammissibili varie tipologie di spesa riferite alla fase di avviamento dell’impresa. Le principali sono: spese di costituzione (fino a un massimo di 5.000 euro); spese per utenze, anche condominiali; acquisto di beni mobili, acquisto o affitto di componenti hardware e software funzionali al progetto; spese relative a canoni e abbonamenti per l’accesso a banche dati, servizi software e online; spese relative ai costi di istruttoria bancari per l’ottenimento di prestiti e garanzie; imposte e tasse a carico dell’impresa purché non recuperabili; spese per l’acquisizione di servizi di consulenza nel limite massimo del 30% della spesa complessiva ammessa a finanziamento. Gli aiuti previsti sono concessi in forma di contributo in conto capitale sulle spese ammissibili (massimo 100.000 euro) e variano su tre misure diverse, ovvero 40%, 60% e 75%, in funzione dei punteggi attribuiti in sede di valutazione.

Redazione

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