Nei primi nove mesi del 2018 aumentano le entrate contributive

 Nei primi nove mesi del 2018 aumentano le entrate contributive

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È disponibile sui siti www.finanze.gov.it e www.rgs.mef.gov.it il Rapporto sull’andamento delle entrate tributarie e contributive nel periodo gennaio-settembre 2018 redatto congiuntamente dal Dipartimento delle Finanze e dal Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato ai sensi dell’art. 14, comma 5 della legge di contabilità e finanza pubblica (legge 31 dicembre 2009, n. 196)

GENNAIO – SETTEMBRE 2018

Le entrate tributarie e contributive nei primi nove mesi del 2018 evidenziano nel complesso un incremento del 2,1% (+ 10.315 milioni di euro) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.

Il dato tiene conto dell’aumento dell’1,3% (+ 4.126 milioni di euro) delle entrate tributarie e della crescita delle entrate contributive del 3,8% (+ 6.189 milioni di euro).

L’importo delle entrate tributarie comprende anche i principali tributi degli enti territoriali e le poste correttive, quindi integra il dato già diffuso con la nota del 5 novembre scorso.

Sul sito del Dipartimento Finanze è altresì disponibile il report delle entrate tributarie internazionali del mese di settembre 2018, che fornisce l’analisi dell’andamento tendenziale del gettito tributario per i principali Paesi europei, sulla base delle informazioni diffuse con i “bollettini mensili” di Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna.

L’approfondimento tematico è dedicato all’analisi delle imposte sulla proprietà. I dati sono basati sull’edizione 2018 di Taxation Trends, aggiornati fino al periodo di imposta 2016. L’edizione, pubblicata dalla Commissione Europea, presenta una serie di indicatori relativi al Tax Mix, ossia alla quota di gettito tributario attribuibile alle funzioni economiche del lavoro, del capitale e dei consumi in rapporto al PIL.

La tassazione sulla proprietà si compone sia della quota riguardante le imposte ricorrenti sulla proprietà immobiliare, sia della quota delle altre imposte sull’uso, il possesso e il trasferimento di proprietà. Dall’analisi emerge:

– in quasi tutti i Paesi la quota prevalente delle entrate affluisce alla componente delle imposte ricorrenti, in linea con la media europea (1,6% del PIL rispetto all’1% della quota affluita alle altre entrate sulla proprietà). Fanno eccezione Germania, Portogallo e Spagna, Paesi nei quali la quota maggioritaria di entrate è raccolta attraverso le altre entrate sulla proprietà (Germania 0,7%, Portogallo 1,2% e Spagna 1,5%);

– dal 2006 al 2016 in Europa si è assistito mediamente ad un aumento delle entrate sulla proprietà (+0,3% del PIL) per effetto sostanzialmente dell’incremento della quota derivante dalle imposte ricorrenti.

Redazione

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