Nel 2016 aumenta il potere d’acquisto degli italiani, ma i consumi restano fermi

 Nel 2016 aumenta il potere d’acquisto degli italiani, ma i consumi restano fermi

La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici (definita dal rapporto tra risparmio lordo e reddito disponibile lordo) nel quarto trimestre ha registrato una flessione di 1,0 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,1 punti percentuali nei confronti dello stesso periodo del 2015, scendendo all’8,0%. La flessione congiunturale della propensione al risparmio è la risultante di una diminuzione dello 0,6% del reddito disponibile e di un aumento dello 0,5% della spesa per consumi finali.

A fronte di un incremento congiunturale dello 0,2% del deflatore implicito dei consumi delle famiglie, il potere d’acquisto è sceso dello 0,9%. In termini tendenziali, il reddito disponibile è aumentato dell’1,0% e il deflatore implicito dei consumi delle famiglie dello 0,2%, determinando una crescita del potere di acquisto dello 0,9%.

Nel 2016 il reddito disponibile è aumentato dell’1,6% e la spesa per consumi finali dell’1,3%, dando luogo a un aumento della propensione al risparmio di 0,2 punti percentuali rispetto al 2015. Il potere d’acquisto è aumentato dell’1,6%.

Nel quarto trimestre 2016, il tasso di investimento delle famiglie consumatrici (definito come rapporto tra investimenti fissi lordi delle famiglie consumatrici, che comprendono esclusivamente gli acquisti di abitazioni, e reddito disponibile lordo) è stato pari al 6,1%, invariato rispetto al trimestre precedente e in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2015. Tale dinamica congiunturale riflette un aumento degli investimenti fissi lordi dello 0,8% ed una flessione del reddito disponibile lordo (-0,6%).

Nel 2016 il tasso di investimento delle famiglie consumatrici è stato pari al 6,1%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al 2015. Gli investimenti fissi lordi sono aumentati del 3,7%.

Redazione

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