In un mercato del lavoro sempre più dinamico con quasi 6 aziende su 10 nel settore del Manufacturing che prevedono un aumento dell’organico nei prossimi 12 mesi – per i lavoratori si aprono nuove opportunità. Qual è l’effetto di questo scenario? Che aumenta il desiderio di mobilità: oltre 4 dipendenti su 10 del settore si dichiarano pronti a cambiare azienda entro un anno, anche con l’obiettivo di migliorare le proprie condizioni economiche.
La retribuzione resta infatti un tema centrale: la RAL media annuale del Manufacturing è di 54.620 euro, di poco inferiore alla media nazionale di 56.360 euro, ma più della metà dei lavoratori del settore (54%) la considerano non adeguata alle responsabilità ricoperte. Inoltre, guardando alla propria esperienza, i professionisti riconfermano che il principale modo per aumentare la propria retribuzione è quello di cambiare l’azienda (34%), e nella scelta contano sempre di più i benefit.
È la fotografia emersa dal report annuale Hays Salary Guide 2026[1] presentato da HAYS Italia durante un evento dedicato, con l’obiettivo di monitorare i principali trend del mercato del lavoro in Italia per l’anno 2025 e le aspettative per il 2026. L’indagine è stata condotta su un campione di circa milletrecento intervistati tra colletti bianchi e aziende, di diversi settori. A partire da questi dati, è stata poi elaborata una panoramica di approfondimento dedicata al settore Manufacturing, estrapolando le evidenze più rilevanti emerse dall’analisi complessiva. È un segnale chiaro per le imprese: oggi l’attrattività non si gioca solo sul salario, ma su un’offerta complessiva che valorizzi crescita interna, retribuzione e i benefit in modo coerente con le aspettative delle persone.
“Il 2026 non sarà un anno di attesa, ma di scelte strategiche. – commenta Chris Dottie, Managing Director di Hays Italia – In un mercato del lavoro in cui le persone valutano sempre più il pacchetto complessivo — retribuzione, benefit, qualità dell’ambiente e contenuto del ruolo — le aziende devono agire su tre fronti: trasparenza salariale, per prepararsi alla nuova normativa e rafforzare fiducia ed equità; sviluppo delle competenze, per colmare gli skill gap con percorsi chiari di crescita; e Intelligenza Artificiale, da integrare in modo responsabile per aumentare produttività e valore. Allo stesso tempo, diventa essenziale costruire percorsi di crescita chiari e sostenibili, valorizzare correttamente l’impegno richiesto e creare contesti inclusivi e flessibili. Oggi attrarre e trattenere talenti significa investire in persone, competenze e cultura: chi anticipa il cambiamento lo trasforma in un vantaggio competitivo”.
Mobilità e retribuzioni: 41% disposti a cambiare, ma per oltre metà i percorsi di crescita non sono definiti
Sul fronte retributivo, la Hays Salary Guide 2026 conferma che per molti professionisti l’aumento passa ancora dalla mobilità: la principale motivazione legata all’incremento dello stipendio – anche nel settore Manufacturing – è infatti il cambio di azienda (34%). Guardando al 2026, la mobilità resta un’opzione concreta per una quota rilevante di professionisti (41%), un dato inferiore a quello nazionale solo di pochi punti percentuali (44%). Questo anche perché, sul fronte dei percorsi di carriera aziendale, per 6 rispondenti su 10 i meccanismi di crescita interna delle aziende di settore risultano ancora poco chiari o poco strutturati: nel 35% dei casi manca del tutto una struttura di promozione definita, mentre per il 25% le promozioni avvengono ma con criteri non sempre trasparenti.
Sul piano dei livelli retributivi, la RAL media nazionale del settore Manufacturing rilevata è pari a 54.620 euro, di poco inferiore alla media nazionale di 56.360 euro. Per esperienza, la retribuzione cresce progressivamente: si parte da 38.380 euro per profili con 2–5 anni di esperienza, si sale a 56.360 euro nella fascia 5–10 anni e si arriva a 73.830 euro oltre i 10 anni.
Benefit: elemento sempre più rilevante dell’offerta complessiva
Tra i fattori più importanti nella scelta di un nuovo ruolo emerge il pacchetto di benefit (62%), un dato che nel Manufacturing risulta superiore alla media nazionale e che conferma il peso crescente di questo elemento nella valutazione delle opportunità professionali. A fronte di questa aspettativa, tra i benefit più frequentemente offerti dalle aziende del settore spiccano i buoni pasto, seguiti da assistenza sanitaria e auto aziendale (o indennità auto), oltre a mensa aziendale e corsi di lingua.
Accanto ai benefit, i lavoratori indicano come rilevanti anche altri elementi nella scelta di una nuova opportunità, come la possibilità di lavorare su ruoli o progetti stimolanti (48%), la presenza di un buon ambiente di lavoro (41%) e le opportunità di lavoro da remoto (36%).
Competenze: lo skill gap è condiviso, ma lavoratori e aziende non si incontrano ancora
Sul tema competenze emerge un disallineamento tra bisogni percepiti dai professionisti e risposte messe in campo dalle aziende. Il 40% dei lavoratori del settore Manufacturing riconosce di avere competenze utili, ma di avere la necessità di aggiornarsi, trovando però poco supporto dal proprio datore di lavoro. Anche le aziende confermano il gap di competenze: quasi tutte ne hanno riscontrato uno negli ultimi 12 mesi. Per affrontarlo, indicano di offrire principalmente programmi di formazione interna o workshop, insieme a tutoraggio e coaching.
Continua l’aumento di utilizzo di Intelligenza Artificiale: ma serve formazione
L’Intelligenza Artificiale entra sempre più nelle attività quotidiane e viene percepita prevalentemente come una leva di supporto. Tra i professionisti, il 43% dichiara di utilizzarla regolarmente sul lavoro, un dato sensibilmente inferiore alla media nazionale del 52%, ma in crescita rispetto allo scorso anno (37%). I vantaggi percepiti sono soprattutto supporto nell’analisi dei dati (65%) maggiore produttività ed efficienza (64%), e creatività/generazione di idee (35%). Un approccio complessivamente positivo che si riflette anche nella disponibilità a formarsi: l’81% sarebbe disposto a partecipare a workshop o corsi di formazione in IA.
[1] Indagine condotta con il metodo survey online sviluppato nel mese di novembre 2025, su un campione di circa 1.300 intervistati tra colletti bianchi (prevalentemente livello intermedio e management) e aziende. Per il focus settoriale sono stati estrapolati i dati di professionisti e aziende afferenti al comparto.
