Nel mese di agosto, la crescita del settore manifatturiero dell’eurozona segna i minimi su tre mesi

 Nel mese di agosto, la crescita del settore manifatturiero dell’eurozona segna i minimi su tre mesi

Ad agosto la crescita del settore manifatturiero dell’eurozona ha perso slancio e i tassi d’espansione sono rallentati per la produzione, i nuovi ordini e le esportazioni, provocando un indebolimento della creazione dei posti di lavoro.

L’indice finale Markit PMI® sul Manifatturiero dell’Eurozona di agosto si è attestato a 51.7, ovvero il valore più basso in tre mesi e in ulteriore discesa rispetto al record sull’intero anno in corso dello scorso giugno. La lettura finale è inoltre risultata inferiore alla precedente stima flash di 51.8. Il PMI risulta ora in crescita da 38 mesi consecutivi, continuando così una sequenza record senza interruzione di valori superiori al punto di stagnazione di 50.0.

La crescita della produzione manifatturiera nell’eurozona è rallentata fino a toccare il valore minimo su 3 mesi, mentre l’afflusso di nuovi ordini è aumentato al ritmo più debole in un anno e mezzo. Le imprese hanno riportato un aumento più lento dei nuovi ordini sia a livello nazionale che estero.

I dati dell’indice PMI di agosto hanno mostrato che sei nazioni su otto monitorate dall’indagine hanno osservato espansioni. Tuttavia hanno continuato ad esserci delle disparità.

La Germania e i Paesi Bassi hanno riportato forti espansioni, mentre la crescita è risultata relativamente debole in Austria, Spagna e Grecia. In Francia e in Italia sono state osservate contrazioni.

Classifica PMI® Manifatturiero per Paese: agosto

  • Germania 53.6 (flash 53.6) – minimo su 3 mesi
  • Paesi Bassi 53.5 – massimo su 5 mesi
  • Austria 52.1 – minimo su 3 mesi
  • Irlanda 51.7 – massimo su 2 mesi
  • Spagna 51.0 – invariato
  • Grecia 50.4 – massimo su 2 mesi
  • Italia 49.8 – minimo su 20 mesi
  • Francia 48.3 (flash 48.5) – minimo su 2 mesi

Per la Francia ciò ha rappresentato un’estensione a sei mesi dell’attuale crisi del settore. La stabilizzazione dei volumi di produzione è stata controbilanciata dalla più netta diminuzione di nuovi ordini in quattro mesi.

Nel frattempo, la contrazione evidenziata dal PMI italiano è stata la prima da gennaio 2015, con la crescita della produzione rallentata fino a toccare la quasi stagnazione e i nuovi ordini in flessione per la prima volta in 19 mesi.

I nuovi ordini destinati all’esportazione, incluso il commercio intra eurozona, sono aumentati al tasso più lento da maggio con solo la Germania e i Paesi Bassi che hanno registrato incrementi significativi. Espansioni minime sono state registrate in Italia e, con una crescita accelerata, anche in Spagna e Grecia. I nuovi ordini destinati all’estero sono invece diminuiti in Francia, Austria e Irlanda.

Ad agosto la creazione di posti lavoro nel settore manifatturiero dell’eurozona è scesa al livello minimo da marzo. Le prospettive sui livelli occupazionali sono comunque rimaste abbastanza positive poiché i volumi di commesse inevase sono aumentati al tasso più rapido in due anni e mezzo.

Solo la Francia non è riuscita a registrare un incremento dell’occupazione ed il tasso di contrazione è invece accelerato fino ad essere il più rapido da maggio. Tuttavia, tra i paesi che hanno riportato incrementi degli organici, solo l’Irlanda ha registrato un’accelerazione.

Ad Agosto sono diminuiti i prezzi medi di vendita per il dodicesimo mese consecutivo. Ciò è un riflesso soprattutto delle forti pressioni da parte della concorrenza unite a una debole inflazione dei costi. Solo la Spagna e l’Irlanda hanno riportato prezzi di vendita in aumento in quest’ultima indagine.

I prezzi medi d’acquisto di agosto sono aumentati per il secondo mese consecutivo, dopo quasi un anno di contrazioni. Tuttavia il tasso d’inflazione si è mantenuto marginale.

Cinque delle otto nazioni monitorate hanno osservato un aumento dei costi. Le eccezioni sono state Italia, Paesi Bassi e Austria, anche se i tassi di contrazione sono tutti stati lievi.

Chris Williamson, Capo Economista presso IHS Markit ha dichiarato: «I produttori manifatturieri dell’eurozona hanno riportato ad agosto risultati vacillanti con cenni di possibili ulteriori rallentamenti della crescita nei prossimi mesi. Il tasso d’espansione è calato al minimo su tre mesi ma, sta almeno resistendo nonostante l’incertezza causata dalla vittoria di Brexit. L’indagine indica che la produzione manifatturiera sta crescendo ad un tasso annuo costante, anche se non troppo interessante, di poco meno del 2%. C’è comunque chi pensa che l’esito del referendum in Gran Bretagna abbia avuto un qualche impatto e che la crescita, con i livelli dei nuovi ordini scivolati ai minimi in un anno e mezzo, possa diminuire ulteriormente a settembre. Secondo le aziende intervistate pare che questo rallentamento degli ordini sia stato in parte causato dal rafforzamento dell’euro e dalla riduzione delle esportazioni verso la Gran Bretagna. Anche la crescita occupazionale ha rallentato fino a toccare il valore minimo in cinque mesi. Ciò indica maggiori esitazioni da parte delle aziende nell’assumere nuovo personale in un clima di forti incertezze politiche. Ancora una volta emerge dalla regione un quadro eterogeneo anche preoccupante. I paesi del nord, tra cui Germania, Paesi Bassi e Austria, stanno fornendo la spinta principale all’espansione, ma altrove si avvertono segnali deboli. Francia e Italia sono in flessione, la Grecia è in fase di stagnazione, e sia la Spagna che l’Irlanda stanno attraversando i loro periodi peggiori di crescita dalla metà del 2013».

Redazione

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