Nel quarto trimestre del 2019, occupazione al massimo storico, ma in frenata

 Nel quarto trimestre del 2019, occupazione al massimo storico, ma in frenata
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Nel quarto trimestre del 2019, le attivazioni dei contratti di lavoro, calcolate al netto delle Trasformazioni a Tempo Indeterminato, sono risultate pari a 2 milioni e 721 mila, in crescita dello 0,9% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (pari a +25 mila contratti), e hanno riguardato 1 milione e 962 mila lavoratori, in lieve calo tendenziale, pari a circa 1.400 individui (-0,1%).
Considerando anche le Trasformazioni a Tempo Indeterminato, pari a circa 210 mila, il numero complessivo di attivazioni di contratti di lavoro raggiunge 2 milioni e 930 mila, in calo dello 0,7% (pari a 19 mila attivazioni in meno), rispetto al corrispondente periodo del 2018.
Il calo delle attivazioni ha coinvolto in primo luogo il Nord del Paese (-2,9%) e in misura minore il Centro (-0,8%), mentre nel Mezzogiorno si assiste a una crescita tendenziale pari al 2,6%. Si osserva, inoltre, che nel Centro e nel Nord del Paese le attivazioni (comprensive delle Trasformazioni) diminuiscono in misura superiore per la componente maschile. Di contro, nel Mezzogiorno si registra un aumento più sostenuto per gli uomini (+3,9% rispetto a +1,0% per le donne), determinando variazioni tendenziali a livello nazionale sostanzialmente simili per la componente maschile (-0,6%) e per quella femminile (-0,7%).
Il 76,4% del totale delle attivazioni (comprensive delle Trasformazioni a Tempo Indeterminato), pari a 2 milioni e 237 mila, risulta concentrato nel settore dei Servizi, che mostra un lieve calo, pari a -0,2%, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. L’Industria, invece, che con 401 mila attivazioni rappresenta il 13,7%, presenta una diminuzione più intensa, pari al -7,3%. Nell’ambito del settore industriale il calo interessa maggiormente gli uomini (-7,6%, mentre per le donne risulta -5,9%) e riguarda in misura superiore l’Industria in senso stretto (-9,2%) rispetto alle Costruzioni (-4,2%). Di contro, il settore dell’Agricoltura, che con 292 mila attivazioni assorbe circa il 10% del totale, fa registrare una crescita di 16 mila attivazioni, pari al 5,8%, esclusiva- mente per l’aumento osservato nella componente maschile (+8,5%).
Le attivazioni dei contratti a Tempo Indeterminato, comprensive di 210 mila Trasformazioni (di cui 175 mila da Tempo Determinato e 35 mila da Apprendistato), determinano un complessivo flusso in ingresso verso il Tempo Indeterminato pari a 605 mila, in calo di 48 mila attivazioni rispetto allo stesso periodo del 2018 (-7,4%), che risulta superiore alle 586 mila cessazioni a Tempo Indeterminato. La dinamica delle Trasformazioni contribuisce in maniera significativa al negativo andamento del flusso in ingresso verso il Tempo Indeterminato: il calo tendenziale di 48 mila ingressi nei contratti a Tempo Indeterminato è, infatti, spiegato per circa il 92% dal- la diminuzione delle Trasformazioni a Tempo Indeterminato (pari a -44 mila). Le attivazioni a Tempo Determinato sono calate solo lievemente (-0,3%), mentre i contratti di Apprendistato, in crescita continua dal 2016, presentano anche nel quarto trimestre del 2019 un incremento tendenziale pari al 6,0%. Le attivazioni relative alla tipologia contrattuale Altro, costituita per lo più dai contratti di lavoro intermittenti, mostrano un aumento ancora più intenso, pari al 14,5%. Calano, invece, in maniera significativa le attivazioni dei Contratti di Collaborazione (-10,3%), la cui dinamica tendenziale in discesa si presenta per il quinto trimestre consecutivo, portando il numero di attivazioni a un valore simile a quello riscontrato per l’Apprendistato. La dinamica tendenziale descritta conduce a una ricomposizione delle quote percentuali delle attivazioni per tipologia di contratto in favore soprattutto della tipologia contrattuale Altro, il cui peso cresce di 1,4 punti percentuali, passando al 10,9% del totale dei contratti attivati, a cui si associa sia un calo di 1,5 punti percentuali della quota relativa al Tempo Indeterminato, che si abbassa al 20,6%, che un calo del peso per i Contratti di Collaborazione (-0,4 punti); il 62,0% è costituito da attivazioni a Tempo Determinato, in lieve aumento rispetto al quarto trimestre dell’anno prece- dente (+0,2 punti).
La crescita tendenziale dei lavoratori attivati, al netto delle Trasformazioni, viene registrata per i giovani 15-24enni (+3,3%) e per gli individui dai 55 anni in su (pari a oltre il 5%), mentre per i lavoratori dai 25 ai 44 anni si osserva un calo (-1,6% per la classe 25-34 anni e -3,4% per quella 35-44 anni). Sostanzialmente stabile il numero di lavoratori attivati appartenenti alla classe di età 45-54 anni, anche se frutto di una riduzione tra gli uomini (-0,4%) e un incremento tra le donne (+0,7%). Le dinamiche tendenziali di crescita delle attivazioni e di lieve calo dei lavoratori coinvolti ha determinato nel quarto trimestre del 2019 un leggero rialzo del numero di attivazioni pro-capite, che passa a 1,39 da 1,37 registrato nello stesso trimestre dell’anno precedente. Nel quarto trimestre del 2019 si registrano 3 milioni e 460 mila cessazioni di contratti di lavoro, con un aumento di 73 mila cessazioni, pari al 2,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Al numero di cessazioni osservate nel trimestre si associano 2 milioni e 592 mila lavoratori, con un aumento di 15 mila unità (pari a +0,6%).
La crescita tendenziale delle cessazioni (+2,2%) risulta superiore rispetto a quella osservata per le attivazioni (+0,9%), mentre all’incremento dei lavoratori cessati (+0,6%) si osserva una riduzione dei lavoratori attivati (-0,1%).
I rapporti di lavoro cessati aumentano in misura sostanzialmente stabile tra la componente maschile (+2,2%) e quella femminile (+2,1%) e i tassi di crescita mostrano una diffusione pressoché omogenea in tutte le ripartizioni geografiche.
Il 63,7% delle cessazioni è concentrato nel settore dei Servizi, che registra un incremento pari a +2,6% (+56 mila cessazioni), cosi come il settore dell’Agricoltura che aumenta del 4,5% (pari a +35 mila). Nell’Industria, che assorbe il 12,8% delle cessazioni, la variazione è negativa (-17 mila, pari a -3,7%) e interessa sia il settore dell’Industria in senso stretto, dove la diminuzione risulta pari a -4,4%, che, in misura minore, le Costruzioni (-2,6%), coinvolgendo gli uomini in misura maggiore rispetto alle donne (-4,5%, a fronte del -0,4%).
La dinamica tendenziale delle cessazioni registra variazioni di segno positivo per il contratto a Tempo Indeterminato (+2,6%), l’Apprendistato (+12,6%) e il contratto a Tempo Determinato (+0,7%) con l’eccezione dei Contratti di Collaborazione, dove le cessazioni diminuiscono del 9,2%.
Rispetto al quarto trimestre del 2018, si osserva un aumento significativo dei contratti con durata fino a 30 giorni (+4,0%), in particolare per quelli di brevissima durata, pari a un giorno (+5,8%), mentre si osserva un aumento più contenuto per le durate superiori a 30 giorni: la classe 31-90 giorni cresce del 3,0% e quella 91-365 giorni aumenta del 3,2%. Di contro, i contratti di durata superiore all’anno registrano un calo pari a 4,2%.
Considerando le cause di cessazione dei rapporti di lavoro, si osserva un calo unicamente per Licenziamento (-2,6%) e Altre cause (-5,7%), a fronte di una crescita per i Pensionamenti (+21,6%), le Dimissioni (+6,4%) e, in misura minore, per la Cessazione di attività (+4,6%) del datore e per la Cessazione al termine del contratto di lavoro(+2,4%).
Relativamente ai contratti di lavoro in somministrazione, nel quarto trimestre del 2019 si registrano 343 mila attivazioni e 381 mila cessazioni. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, le attivazioni risultano in aumento dello 0,9%, mentre le cessazioni sono in diminuzione dell’1,0%.

Redazione

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