Nel quarto trimestre l’Eurozona registra la crescita economica più lenta in oltre un anno

 Nel quarto trimestre l’Eurozona registra la crescita economica più lenta in oltre un anno

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[dropcap]L’[/dropcap]attività economica dell’Eurozona di dicembre è aumentata per il diciottesimo mese consecutivo, con gli ultimi dati PMI che hanno segnalato un lieve incremento dello slancio di crescita di fine anno. Tuttavia il tasso d’espansione è rimasto tra i più deboli osservati nell’ultimo anno e mezzo.

L’Indice Finale Markit PMI® della Produzione Composita nell’Eurozona è risultato inferiore alla stima flash di 51.7, segnando 51.4 a dicembre, da 51.1 di novembre. Inoltre, il valore medio di lettura dell’intero ultimo trimestre a 51.5 è risultato il peggiore dal terzo trimestre del 2013.

Il lieve miglioramento dello slancio di crescita di dicembre si è concentrato sul settore terziario dove le attività sono aumentate ad un tasso più rapido. Anche la produzione manifatturiera ha continuato ad aumentare ma ad un ritmo meno netto rispetto all’attuale sequenza d’espansione che dura da un anno e mezzo. Gli aumenti segnalati in entrambi i settori sono risultati nel complesso modesti.

Nelle tre maggiori economie di Germania, Francia e Italia, si sono di nuovo mostrate evidenti debolezze. La produzione dell’economia tedesca ha indicato una lieve accelerazione di fine anno ma ad un tasso d’espansione ancora debole se paragonato ad altri periodi dell’anno in corso, visto che a dicembre si è osservato un calo dell’entrata di nuovi ordini per il secondo mese consecutivo.

In Francia la produzione è diminuita per l’ottavo mese consecutivo, con un lieve recupero delle attività del settore terziario che non è riuscito a controbilanciare l’aggravarsi della crisi della produzione manifatturiera. In totale, i nuovi ordini hanno segnalato un lieve incremento per la prima volta in quattro mesi, ma i dati a livello settoriale hanno indicato che questo è avvenuto nonostante il forte decremento del manifatturiero. Nel frattempo, l’Italia è di nuovo caduta in fase di contrazione, poiché i volumi di produzione e dei nuovi ordini sono diminuiti nel corso mese.

Nazioni in ordine di crescita della produzione composita (dicembre)
Irlanda 61.0 massimo su 4 mesi
Spagna 54.3 massimo su 2 mesi
Germania 52.0 (flash: 51.4) massimo su 2 mesi
Francia 49.7 (flash: 49.1) massimo su 8 mesi
Italia 49.4 minimo su 13 mesi

Migliori notizie arrivano da Irlanda e Spagna, entrambe indicando incrementi forti e accelerati delle attività economiche e dei nuovi ordini totali.

L’occupazione dell’Eurozona di dicembre è aumentata per il secondo mese consecutivo con maggiore manodopera in Germania, Spagna e Irlanda, dati questi che controbilanciano i nuovi tagli in Francia e in Italia.

L’inflazione dei costi d’acquisto ha rallentato a dicembre fino a toccare i minimi su otto mesi, grazie alle diminuzioni dei prezzi del petrolio e delle materie prime che hanno fatto abbassare i costi sostenuti dalle aziende manifatturiere, controbilanciando l’aumento avutosi invece nelle aziende terziarie. I prezzi di vendita sono diminuiti di nuovo poiché le aziende hanno dovuto far fronte a una domanda debole e ad una forte concorrenza.

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Alla fine del 2014 il settore terziario dell’eurozona è rimasto in terreno incerto. Infatti, benché sia stata registrata una crescita delle attività e dei nuovi ordini, con tendenze al miglioramento in entrambi i parametri rispetto a novembre, i tassi d’espansione di ambedue sono risultati modesti. Le condizioni problematiche del settore sono state evidenziate anche da un’ulteriore contrazione del lavoro inevaso e dai cauti livelli di fiducia.

Con il 51.6 di dicembre, in crescita dai minimi su undici mesi di novembre con 51.1, l’Indice delle Attività Terziarie dell’Eurozona è rimasto al di sopra della soglia neutra di 50.0 per il diciassettesimo mese consecutivo ma è risultato inferiore al valore flash di 51.9.

Nei tre mesi conclusi a dicembre, il valore medio di lettura dell’indice delle attività di 51.7 è stato il più basso dallo stesso trimestre del 2013 (51.2).

A dicembre, le tre maggiori economie hanno continuato a riportare risultati deboli nel settore dei servizi. La crescita delle attività in Germania si è stabilizzata ai minimi su 16 mesi di novembre, mentre l’Italia è caduta in fase di contrazione per la prima volta da settembre.

Sia la Germania, per la prima volta in un anno e mezzo, che l’Italia, per il secondo mese consecutivo, sono state colpite dal calo dei nuovi ordini. Sebbene la Francia abbia riportato un incremento delle attività e dei nuovi ordini per la prima volta in quattro mesi, il tasso di espansione è risultato piuttosto moderato.

Notizie migliori sono arrivate dall’Irlanda e dalla Spagna, che, a fine anno, hanno registrato una crescita forte e accelerata delle attività e dei nuovi ordini.

I livelli occupazionali del terziario sono aumentati per il secondo mese consecutivo a dicembre. Benché il tasso d’espansione dei posti di lavoro sia rimasto solo modesto, è stato comunque il più rapido da luglio. Gli organici sono aumentati in Germania, Irlanda e in Spagna, sono diminuiti ulteriormente in Francia e sono rimasti pressoché invariati in Italia.

L’inflazione dei costi ha rallentato a dicembre fino a raggiungere il livello minimo su 58 mesi, con più lenti incrementi in Germania, Italia e Irlanda. I prezzi di vendita, invece, sono diminuiti per il trentasettesimo mese consecutivo a causa della domanda debole e della forte concorrenza.

Chris Williamson, Chief Economist presso Markit ha detto: «L’economia dell’eurozona ha concluso il 2014 con il peggior trimestre in oltre un anno. È consolante che il tasso di crescita sia risalito appena a dicembre, invece di scendere ulteriormente, ma la lettura del PMI è stata comunque la seconda più bassa su 17 mesi, evidenziando un’altra deludente e debole prestazione. Il PIL di questo quarto trimestre sembra destinato a crescere solo dello 0.1%. L’eurozona si ricorderà del 2014 come di un anno in cui la recessione è stata evitata per un pelo, ma la debolezza scaturita dai dati dell’indagine suggerisce che non è garantito che nel 2015 non si ritorni alla crisi. Le preoccupazioni principali derivano dalla crisi continua in Francia e in Italia, assieme ai risultati esitanti osservati in Germania. Con Irlanda e Spagna che ora assistono al loro migliore slancio di crescita dall’inizio della crisi finanziaria mondiale, qualsiasi segno di vita rischia di essere spento dal malessere che si propaga dalle maggiori economie della regione, a meno che le aziende e i consumatori non recuperino fiducia. La debolezza del PMI di dicembre si aggiungerà al coro di richieste rivolte alla Banca centrale di implementare al più presto stimoli più aggressivi tra cui un alleggerimento quantitativo su vasta scala. Le prospettive sono comunque migliorate, grazie all’abbassamento del prezzo del petrolio che dovrebbero ridurre i costi sostenuti dalle aziende e incoraggiare la spesa dei consumatori. I responsabili delle politiche monetarie potrebbero decidere di aspettare e vedere se il tasso di crescita continuerà a salire prima di stabilire se sia necessario adottare misure controverse come queste».

Redazione

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