Una redazione di oltre 100 collaboratori, esperti delle tematiche che stanno a cuore alle imprese

Non c’è credito per gli artigiani italiani

La Ricerca annuale di Fedart evidenzia come il sistema, pur risentendo tuttora in parte delle criticità che interessano il Paese, conferma un posizionamento nel complesso significativo nel mercato della garanzia: lo stock di finanziamenti garantiti in essere si colloca poco al di sotto di 10 miliardi di euro, mentre quelli intermediati nell’anno raggiungono quasi i 3,5 miliardi di euro. Lo stock di garanzie in essere a favore delle 675.000 imprese socie ammontano a 4,8 miliardi di euro e 1,7 miliardi di euro sono quelle erogate nell’anno

In un periodo (primo semestre 2019) che ha visto una contrazione ulteriore del credito alle piccole imprese in generale, gli artigiani sono quelli che hanno subito la riduzione maggiore. Il settore dal 2010 ad oggi ha perso il 41% di finanziamenti.

Manca una corretta distribuzione del credito alle Pmi e, in particolare, agli artigiani. A dirlo sono i Confidi Fedart di CNA, Confartigianato e Casartigiani. Per le micro imprese fino a 10 addetti, che rappresentano la base produttiva del Paese, i dati al 31/12/2018 e quelli al 30 giugno 2019 confermano che il mercato del credito resta di difficile accessibilità, spesso legata alla dimensione e non alla qualità dell’impresa. Il trend del primo semestre 2019 parla di meno 21,5 miliardi di euro di credito erogato rispetto all’anno precedente. Un dato che da solo fotografa il fallimento del mercato del credito con la venuta meno di una efficiente allocazione dello stesso alle imprese e al sistema economico, che si aggrava anche nell’attuale fase di ripresa. Il credito totale alle imprese nel 2019 è stato di 722,7 contro i 744,2 miliardi di euro del 2018.

Se si guarda al solo comparto artigiano la situazione risulta ancora più grave con una curva decrescete di 1,8 miliardi di euro in meno. Come spiegano da Fedart Fidi: “Il credito all’artigianato cresce meno velocemente e diminuisce più rapidamente di quello al totale delle imprese. Il settore dal 2010 ad oggi ha perso il 41% di finanziamenti”.

Il quadro che emerge della 23a ricerca Fedart Fidi, che fotografa il ruolo della garanzia in Italia e i trend in corso, presentata venerdì 29 novembre a Roma (foto in alto, ndr), mostra come lo stock di finanziamenti garantito dai Confidi italiani si è ridotto dei due terzi in 8 anni e nell’ultimo anno è passato da 20 a 17 miliardi di euroIn sostanza prosegue la divaricazione: troppo credito a poche imprese che non ne avrebbero bisogno e credito insufficiente alle Pmi, per loro invece indispensabile per operare.

La Ricerca annuale di Fedart evidenzia come il sistema, pur risentendo tuttora in parte delle criticità che interessano il Paese, conferma un posizionamento nel complesso significativo nel mercato della garanzia: lo stock di finanziamenti garantiti in essere si colloca poco al di sotto di 10 miliardi di euro, mentre quelli intermediati nell’anno raggiungono quasi i 3,5 miliardi di euro. Lo stock di garanzie in essere a favore delle 675.000 imprese socie ammontano a 4,8 miliardi di euro e 1,7 miliardi di euro sono quelle erogate nell’anno. Da una prima analisi dei dati emerge innanzitutto una significativa flessione del numero di operazioni e del volume di finanziamenti in controgaranzia, che si sono ridotti di circa un terzo – il doppio della garanzia diretta, e anche l’operatività a rischio tripartito presenta ancora delle criticità. L’andamento del Fondo richiede un monitoraggio costante nel tempo per valutarne l’evoluzione e progettare le necessarie azioni correttive, stante che il Fondo di Garanzia si riconferma il principale intervento di politica economica del Paese a sostegno del credito per le PMI. Come spiega Giacomo Cioni, presidente di Fedart Fidi: “La nostra prima istanza attiene alla reputazione che il sistema deve recuperare nei confronti di tutti gli stakeholder. La sempre più difficile relazione con il sistema bancario, la complessità dell’interlocuzione con le Istituzioni testimoniano una diffusa perdita di credibilità dei Confidi. Fedart si propone pertanto di agire immediatamente e con forza affinché gli stakeholder tornino a percepire positivamente i Confidi e a valorizzarne il ruolo di partner delle imprese, identificandolo come quel soggetto che le affianca e le supporta nella relazione con il mondo bancario. Occorre dare rilievo al fatto che grazie ai Confidi le micro e piccole imprese non solo ottengono la garanzia mutualistica sui finanziamenti, ma conseguono condizioni economiche più vantaggiose sul credito e beneficiano di una serie di servizi personalizzati. Un valore aggiunto che qualifica la relazione privilegiata tra le nostre realtà e le imprese socie, incentrata sulla conoscenza diretta, sulla capacità di utilizzare le cosiddette soft information, sul radicamento territoriale: tutti vantaggi che nessun altro soggetto della garanzia è in grado di apportare al sistema produttivo. Nessun altro soggetto, tanto meno quelli di natura pubblica, primo fra tutti il Fondo di Garanzia per le PMI”.

L’altro tema di fondamentale rilevanza, messo in evidenza dalla relazione del presidente, riguarda il Fondo di Garanzia per le PMI. Da una prima analisi dei dati, a oltre sei mesi dal completamento della riforma, emerge innanzitutto una significativa flessione del numero di operazioni e del volume di finanziamenti in controgaranzia, che si sono ridotti di circa un terzo – il doppio della garanzia diretta, mentre l’operatività a rischio tripartito, che è stata strutturata in modo da focalizzarsi sulle operazioni di minore dimensione, presenta carattere residuale, tanto che sembra essere utilizzata solo in assenza di valide alternative. Maggiore attenzione dunque va prestata al fatto che il nuovo corso non risulterebbe aver conseguito l’obiettivo di una maggiore efficienza ed efficacia nella complessiva filiera del credito e della garanzia. Essa infatti non avrebbe ristabilito appieno condizioni di equità nell’accesso alla garanzia pubblica tra micro e piccole imprese che prediligono la controgaranzia e le piccole e medie imprese più strutturate che vi ricorrono soprattutto in garanzia diretta. Al tempo stesso non avrebbe potenziato la logica di sinergia tra tutti gli attori coinvolti, indispensabile per conseguire una più equa ripartizione del rischio e per attivare un più elevato effetto leva sulla dotazione pubblica, che a sua volta consentirebbe di raggiungere un maggior numero di imprese a parità di risorse pubbliche impiegate.

È poi indispensabile intervenire sull’operatività a rischio tripartito per accrescere il volume di finanziamenti alle micro e piccole imprese con la garanzia dello Stato. Con questo obiettivo l’importo massimo delle operazioni ammesse potrebbe essere fissato in riferimento alla singola operazione, anziché alla singola impresa, mentre in una prospettiva di più ampio termine potrebbe essere previsto l’apporto anche di risorse regionali. In definitiva i Confidi di Fedart chiedono alle Istituzioni un impegno concreto e fattivo affinché il Fondo di Garanzia torni a svolgere la sua funzione primaria, che è quella di facilitare l’accesso a maggiori volumi di credito per le micro e piccole imprese, e non uno strumento soprattutto a favore delle banche.

Redazione

Redazione

Partecipa alla discussione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.