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Non ti serve un sito web, ti serve una strategia

Per molte aziende il sito web è semplicemente un costo dal quale non è possibile esimersi e destinato a produrre risultati di business poco apprezzabili. 

Non di rado il risultato ottenuto è un bel catalogo online che lascia, a chi l’ha commissionato, più domande che risposte. Uno strumento del quale si percepiscono probabilmente le potenzialità, ma che per assenza di informazioni strategiche, finisce per essere archiviato come spesa  – non investimento! – scarsamente meritevole di ulteriori sforzi economici o altro.

Una porzione di responsabilità nel comporre il quadro appena descritto, ricade anche sulle agenzie di comunicazione web. Per molte di loro la proposta al committente si riassume in una vetrina digitale più o meno creativa. La “prassi” è quella di proporre come primo step un ventaglio di layout grafici. Le fasi successive possono essere così riassunte: 

  1. si decide la grafica;
  2. si discute brevemente circa la struttura di un menu più o meno standard: chi siamo, cosa facciamo, prodotti/servizi, casi di studio/referenze, contatti;
  3. l’agenzia manda una griglia che l’azienda riempie con i propri contenuti (di solito  quelli del vecchio sito, rivisti da qualcuno interno all’azienda con un briciolo di tempo da dedicargli);
  4. si monta il sito o si modifica il template grafico (nel caso in cui si tratti di template pre-confezionato) e si va online.

Questo processo produce, in tempi brevi, un risultato preciso: il golive dell’ennesimo sito web che con difficoltà potrà generare ritorni tangibili di business.

Come trasformare il costo del sito in investimento?

Non sarebbe bello avere un sito web che porta contatti commerciali già pronti all’acquisto?

Questo “come” sfugge alla maggior parte delle aziende, e onestamente anche a molte web agency.

Riavvolgiamo il nastro e ripartiamo da capo.

Occorre un cambiamento significativo nell’approccio alla strategia di comunicazione. Digitale o tradizionale.

Il sito web da tempo è l’hub della comunicazione aziendale. 

Per approfondire il significato prendiamo in prestito il concetto aeronautico di “hub and spoke”, il modello di sviluppo della rete delle compagnie aeree. L’hub è lo scalo nel quale si concentrano la maggior parte dei voli (partenza e arrivo) della compagnia, ed è anche la base operativa principale della linea aerea. Quasi tutto il suo parte e arriva lì.

Il sito web rappresenta l’hub di partenza e arrivo esattamente come lo è per la compagnia. Il traffico che parte dal sito è rappresentato dalle azioni previste dal piano di comunicazione e il traffico in arrivo dai contatti commerciali, italiani o esteri.

L’obiettivo dell’impresa non è quindi quello di attrezzarsi con “un” sito web ma pianificare cum grano salis il fulcro di quella che sarà l’attività di generazione dei contatti spontanei di potenziali clienti. 

E può sembrare banale ma come per tanti altri argomenti l’impiego di un metodo è un punto cardine.

Per maggiore chiarezza, semplicità e, perché no, anche sintesi ho riassunto le fasi del metodo come segue:

  1. la Valutazione o Assessment. Primo stadio del lavoro durante il quale ci si preoccupa di analizzare nel dettaglio la presenza online dell’azienda.  
  2. Il Marketing Distinguo. In questa fase l’azienda è chiamata a guardarsi allo specchio senza paure e con la massima sincerità per rispondere all’ineluttabile domanda “perché le persone dovrebbero acquistare il mio prodotto?”
  3. Il Visual Communication Planner. Uno strumento analogico la cui compilazione aiuta a definire in modo chiaro la strategia di comunicazione che l’azienda può realmente sostenere e per la quale può attendere dei risultati concreti e misurabili.
  4. L’Architettura dell’informazione. Una corretta organizzazione semantica e logica delle aree informative permette agli utenti una navigazione semplice e intuitiva. Lo sforzo da compiere in questa fase è quello di riflettere sui reali bisogni degli utenti dell’azienda. Fare tesoro di queste riflessioni applicandole alla struttura organizzativa dei contenuti e al linguaggio che si vorràutilizzare per produrli va di pari passo.

Solo al termine di questo percorso, impegnativo, si disegna l’interfaccia grafica che i front-end developer monteranno creando il sito web.

Il risultato non sarà più “un” sito web, “un” catalogo online o un costo sostenuto per “esserci”. Sarà invece una rappresentazione digitale dell’azienda stessa, dei suoi obiettivi di business e tratti distintivi che la differenziano dalla concorrenza. 

In sintesi, l’equivalente di un buon commerciale che attira l’attenzione del potenziale cliente, che lo informa in modo esaustivo con un unico obiettivo: la vendita.

Se anche tu vuoi trasformare il tuo sito web da “costo” a investimento, scrivici per fissare un appuntamento senza impegno.

Gabriele Carboni

Gabriele Carboni

Marketing e Comunicazione, Digital Strategic Planner, Twitter Specialist, Communication Designer, docente, fondatore (uno dei tre) di Weevo, ideatore di Glouk. Co-editore e curatore della rubrica Digital Divide per Il Giornale delle PMI. Strategie web per i mercati esteri: www.weevo.it

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