Nonostante la flessione di settembre, il PMI Flash chiude il trimestre migliore in quattro anni

 Nonostante la flessione di settembre, il PMI Flash chiude il trimestre migliore in quattro anni

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[dropcap]A[/dropcap]lla fine del terzo trimestre, i dati raccolti dall’indagine PMI flash hanno indicato una crescita costante dell’economia dell’eurozona. Per di più, il più rapido incremento dei nuovi ordini e delle commesse inevase fa presagire un ulteriore espansione nei prossimi mesi. I prezzi di vendita si sono, nel frattempo, mantenuti stabili, malgrado la netta contrazione del costo delle materie prime.

La Francia ha continuato a rimanere indietro, assistendo però ad un incremento che l’ha sollevata rispetto alla fase di semi-stagnazione di agosto. Germania e resto d’Europa hanno indicato una crescita più lenta.

Secondo la stima flash, l’Indice Markit PMI® dell’Eurozona di settembre è scivolato a 53.9, da 54.3 di agosto. Tuttavia, quest’ultima lettura è rimasta in linea con quelle degli ultimi otto mesi, e ha aumentato la media di questo terzo trimestre sino a raggiungere il valore record dal secondo trimestre 2011, con 54.0 rispetto a 53.9 del secondo trimestre 2015.

Sebbene marginalmente, la crescita del settore terziario è risultata più veloce rispetto al manifatturiero per il decimo mese consecutivo, nonostante il tasso di espansione sia scivolato indietro fino a raggiungere lo stesso valore di luglio. Per lo stesso verso, la crescita della produzione del settore manifatturiero ha rallentato, restando tuttavia al di sopra della media dell’anno in corso.

Durante l’inizio del quarto trimestre è stata segnalata un ulteriore e forte espansione, registrando a settembre la crescita maggiore dei nuovi ordini in cinque mesi. Nel terziario, il volume delle nuove commesse ha toccato un record su cinque mesi, e nel manifatturiero è rimasto vicino al record su 16 mesi di agosto. In previsione dell’incremento della produzione futura, il settore manifatturiero ha indicato l’incremento più rapido del tasso di acquisto di materie prime da febbraio dello scorso anno.

Capacità produttiva
L’aumento dei nuovi ordini a cui si è assistito durante il mese in entrambi i settori, ha segnato un rialzo del livello delle commesse inevase fino a toccare il record da maggio 2011, il che suggerisce un possibile tentativo da parte delle aziende di incrementare le loro capacità produttive per poter soddisfare la crescente domanda.
L’occupazione è aumentata per l’undicesimo mese consecutivo, sebbene il tasso di creazione di posti di lavoro sia rallentato ai minimi su otto mesi visto che molte aziende si sono concentrate ad incrementare la produttività. Il livello di assunzioni è rallentato sia nel manifatturiero che nel terziario, scendendo ai valori minimi su sette e otto mesi rispettivamente.

Prezzi
I prezzi medi di acquisto sono marginalmente aumentati, con un tasso di incremento nettamente rallentato dall’inizio dell’estate fino a toccare il valore più debole da febbraio, riflettendo in parte il più forte calo dei prezzi di acquisto nel settore manifatturiero dallo scorso gennaio. Il netto calo dei costi del manifatturiero è stato il riflesso di un diffuso calo del costo delle materie prime, in particolare del petrolio. L’inflazione dei prezzi di acquisto del terziario è risultata leggermente più alta.
Nel frattempo, i prezzi medi di vendita sono rimasti ampiamente invariati rispetto ad agosto. Anche se marginalmente, le tariffe applicate dal terziario sono aumentate per la prima volta da agosto 2011, segnale di un migliorato potere sui prezzi. D’altra parte, i prezzi di fabbrica sono diminuiti per la prima volta in sei mesi, visto che le imprese manifatturiere hanno trasferito sul cliente finale il calo dei costi delle materie prime.

Sebbene la crescita di settembre della Germania sia leggermente rallentata, il più grande paese dell’eurozona ha assistito alla migliore espansione trimestrale di quest’anno. Nuovamente, l’incremento tedesco è stato guidato dal terziario e supportato da una forte crescita della manifattura. Peraltro, la crescita dei nuovi ordini è giunta al record da novembre 2013, le commesse inevase hanno toccato la maggiore espansione da maggio 2011 e l’occupazione è aumentata al tasso più rapido da dicembre 2011, indicando una ripresa sempre più sostenibile.

In Francia, il tasso di espansione dell’attività ha indicato un rialzo rispetto ai valori vicini alla stagnazione dello scorso agosto, restando però solo modesto. La crescita è accelerata sia nel terziario che nel manifatturiero, beneficiando quest’ultimo del più rapido incremento della produzione nell’ultimo anno e mezzo. L’occupazione è diminuita al tasso più rapido su dieci mesi visto che le aziende hanno cercato di diminuire i loro organici e aumentare la produzione.

Il resto della regione ha continuato a beneficiare di una crescita più rapida rispetto a Francia e Germania, nonostante il tasso di espansione sia rallentato ai minimi su tre mesi. La crescita del tasso occupazionale al di fuori delle due principali economie ha subìto anch’esso un rallentamento, scivolando ai minimi su otto mesi.

Commentando i risultati flash dei dati PMI, Chris Williamson, Chief Economist presso Markit ha detto: «Il PMI di settembre ha mostrato l’ennesima forte espansione dell’economia dell’eurozona. Nonostante ciò, la crescita non abbastanza forte continua a destare preoccupazioni circa una possibile maggiore inflazione o una forte crescita occupazionale. I dati dell’indagine hanno indicato che l’economia dell’eurozona, in linea con la tendenza del secondo trimestre, sia aumentata dello 0.4% durante il terzo trimestre. Ad ogni modo, questo aumento rimane al di sotto del potenziale tasso di crescita a lungo termine, infatti si prevede un tasso di espansione annuale dell’appena 1.6%. Senza ombra di dubbio la BCE, a causa dei benefici generati dal programma di alleggerimento quantitativo, vorrebbe osservare un maggiore ritorno economico. Detto ciò, rimane opinabile se questi dati siano sufficientemente deboli da convincere la banca centrale ad attuare misure ancora più aggressive. Durante il terzo trimestre, registrando un’espansione dell’economia dell’appena 0.1%, la Francia rimane la nazione a preoccupare di più, mentre la Germania ha segnalato una crescita dello 0.4%».

Redazione

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