Nord Est alla riscossa: le piccole imprese assumeranno

 Nord Est alla riscossa: le piccole imprese assumeranno

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[dropcap]«L[/dropcap]e piccole imprese del Nord Est sono gli attori della ripresa e si sentono, più di tutte le altre, fuori dalla lunga recessione. La tempesta sembra passata tant’è che nel primo semestre del 2015 le imprese con meno di 20 addetti stimano di registrare il segno più in tutte le variabili economiche prese in esame e di aumentare l’occupazione. La spinta occupazionale – segnalano i ricercatori di Fondazione Impresa che hanno misurato il sentiment delle piccole imprese per il 2015 – indica come la crisi sia quasi alle spalle e come i nuovi sgravi introdotti siano d’interesse anche per le piccole imprese. In Veneto circa 2 imprese su 10 assumeranno nuovo personale a tempo indeterminato nel 2015 mentre altre 4 imprese stanno valutando la fattibilità. Certamente esistono ancora alcune criticità, specie nel commercio e nell’artigianato, ma considerando la crisi come un tunnel lungo 100 metri, le piccole imprese venete si ritrovano davanti a tutte e più prossime all’uscita (al metro 73,1); si posizionano 10 metri più avanti rispetto alla media italiana (62,5 m) e staccano di quasi 5 metri quelle del Nord Ovest che si fermano al metro 68,6. In particolare, sono le imprese delle province di Vicenza (77,2 m), di Padova (76,3 m) e di Verona (74,9 m) a guidare la ripresa mentre con riferimento ai settori economici le migliori performance sono state registrate, in Veneto, per i servizi (76,8 m) e per il manifatturiero (76,4 m). Insieme ai segnali positivi sull’occupazione – puntualizzano i ricercatori di Fondazione Impresa – continua la spinta delle esportazioni (le previsioni per la prima parte del 2015 indicano un +2,3% per il Nord Est e addirittura +2,6% per il Veneto); si fa presente che, con riferimento alle piccole imprese intervistate che operano nella manifattura a Nord Est, il 44% del fatturato proviene dalle vendite all’estero (indice dell’elevata internazionalizzazione delle piccole imprese). E se il tasso di cambio euro/dollaro si manterrà sui livelli attuali (intorno alla parità) i volumi di crescita dell’export potrebbero risultare superiori alle previsioni con un beneficio indiretto anche sulla domanda interna».   

I PRINCIPALI RISULTATI

  • Le piccole imprese del Nord Est guidano la ripresa e sono le più vicine alla luce. Nel tunnel della crisi si posizionano al metro 72,6 staccando di 4 metri il Nord Ovest (68,6 m) e di 10 m. la media italiana.
  • Ancora più “performante” il Veneto (al metro 73,1), grazie ai migliori risultati di Vicenza, di Padova e di Verona ma anche del manifatturiero e dei servizi.
  • In Veneto quasi 1 impresa su 5 (16,5%) utilizzerà i nuovi incentivi per l’assunzione di personale a tempo indeterminato mentre quasi 4 imprese su 10 (34,6%) ne stanno valutando la fattibilità. 
  • Le previsioni per il I semestre del 2015 sono incoraggianti: l’occupazione potrebbe salire dello 0,3% in Veneto e dello 0,2% nel Nord Est mentre l’export dovrebbe registrare incrementi superiori al 2%.
  • Questi i principali risultati di un’indagine condotta da Fondazione Impresa su un campione di 1.200 piccole imprese in Italia. Il focus sul Veneto è stato ottenuto con un sovra campionamento, in modo da rendere il campione rappresentativo.

L’USCITA DAL TUNNEL DELLA CRISI | Rappresentando la crisi economica come un tunnel lungo 100 metri, si è chiesto alle piccole imprese di indicare a che punto si posizionano, e quindi quanto manca al sistema piccola impresa per superare la lunga fase di recessione che ha colpito l’economia italiana nel periodo 2008-2014. Le piccole imprese del Nord Est sono le più prossime all’uscita definitiva; si ritrovano al metro 72,6 del tunnel staccando le “cugine” del Nord Ovest di quasi 5 metri (68,6 m) ma soprattutto quelle del Centro e del Mezzogiorno (rispettivamente a 57,3 m e a 52,6 m). Le piccole imprese venete si comportano ancora meglio di quelle del Nord Est posizionandosi oltre la soglia dei 73 metri, grazie alle performance registrate nelle province di Vicenza, di Padova e di Verona che contrastano i risultati poco incoraggianti di Rovigo e di Belluno (entrambe al di sotto di quanto fatto registrare dalla media italiana).

MOLTE IMPRESE FUORI DAL TUNNEL GIA’ NEL 2015 | Il 38,7% delle imprese del Nord Est conta di uscire dalla crisi già entro il 2015 recuperando così produttività e redditività. L’inversione di tendenza è chiara anche se, più prudentemente, una quota maggiore di imprese (45,2%) ritiene di dover aspettare il 2016 per ripartire del tutto.

SETTORI ECONOMICI | Per le piccole imprese venete e del Nord Est la crisi è più evidente nel commercio e nell’artigianato (in questi settori si posizionano rispettivamente al di sotto dei 70 metri e dei 68 metri) mentre per la piccola impresa manifatturiera e i servizi la situazione è incoraggiante: entrambi i settori si collocano al di sopra dei 75 m. Nello specifico la piccola impresa manifatturiera è stata quella che nell’ultimo semestre del 2014 ha recuperato di più tant’è che in Veneto ha quasi raggiunto la performance dei servizi posizionandosi a 76,4 metri, contro i 76,8 dei servizi.

INTERESSE PER GLI INCENTIVI AD ASSUMERE | La legge di stabilità per l’anno 2015 ha introdotto dei vantaggi per le imprese in relazione alle assunzioni a tempo indeterminato che saranno effettuate nel medesimo anno. L’esonero dai contributi previdenziali ha una validità di 3 anni ed è collegato alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2015 (fino ad un massimo di 8 mila euro annui a lavoratore). Le piccole imprese venete intervistate hanno manifestato interesse per questo sgravio contributivo dimostrando, nel 16,5% dei casi, l’intenzione di assumere; inoltre, un altro 34,6% delle imprese sta valutando con attenzione la questione per decidere se effettuare assunzioni a tempo indeterminato entro la fine dell’anno.

RIPARTE L’OCCUPAZIONE | In linea con l’interesse verso il bonus assunzioni, per il I semestre del 2015 le piccole imprese del Veneto prevedono un sensibile aumento della base occupazionale (+0,3%). Si tratta di una generale inversione di tendenza che mette fine alla progressiva contrazione dell’occupazione avvenuta a seguito della crisi economica; si fa infatti presente che, in Veneto, l’occupazione delle piccole imprese è scesa di 2,4 punti percentuali tra il 2009 e  la fine del 2014, con risvolti più negativi per l’artigianato (-3,9%) e più contenuti per i servizi (-1,3%).

LA SPINTA DELL’EXPORT, SEGNO + ANCHE PER LE ALTRE VARIABILI | Notizie sempre più positive dalle esportazioni: le piccole imprese si attendono per il I semestre del 2015 una crescita dell’export sostenuta (+2,3% per il Nord Est e +2,6% per il Veneto). Tra l’altro, grazie al Quantitative Easing della Banca Centrale Europea che ha riportato il tasso di cambio euro/dollaro intorno alla parità, la maggiore competitività dei prodotti italiani potrebbe garantire performance superiori alle attese migliorando la performance generale della piccola impresa (manifatturiera e artigiana) che è sempre più orientata ai mercati esteri (nel caso del Nord Est le imprese hanno dichiarato che il 44% del fatturato viene prodotto dalle vendite all’estero). I primi aspetti positivi (export e occupazione) sono confermati dalle previsioni relative alle altre variabili economiche che presentano tutte il segno più. Con riferimento al Nord Est nel I semestre del 2015 la produzione/domanda e il fatturato dovrebbero salire dello 0,3% mentre per gli ordinativi le piccole imprese del Nord Est prevedono una crescita dello 0,6%.

Redazione

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